Furundulla 329 – Anniversari…

…come ricordarli

di Benigno Moi

Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse)

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Rispettareiconfini
Facciamo i conti, anzi, la Conti.

…che dio ssina, resti un’imprecazione

Seveso 50 anni dopo, e la voce inascoltata di Laura Conti.

In Bottega Seveso, 10 luglio 1976: la tragedia 50 anni dopo, La via di Laura ContiCento anni fa nasceva Laura Conti

QUI lo studio dell’Università di Torino “I racconti della diossina. Laura Conti e i corpi di Seveso” di Serenella Iovino.

 

Carlo Giuliani, il mondo possibile e l’internazionale di Rubio

Susanna Ronconi, su Fb:
L’internazionale per la lotta al ‘terrorismo antifa’ promossa da Trump – ‘Contro la rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra’, Rubio dixit – a cui l’Italia ha aderito, al contrario di alcuni paesi europei, merita a mio avviso una maggiore nostra attenzione. Il primo vertice si tiene il 16 luglio a Washington. Quello contro i movimenti antifa è il terzo degli obiettivi antiterrorismo dettati dalla US Antiterrorism Strategy 2026: ‘Currently we face three major types of terror groups:
• Narcoterrorists and Transnational Gangs (NB il narcoterrorismo è a sua volta una invenzione, utile a occupare l’America Latina come ‘cortile di casa’ degli USA)
• Legacy Islamist Terrorists
• Violent Left-Wing Extremists, including Anarchists and Anti-Fascists.’ Per capire meglio di cosa parliamo sono andata a vedermi l’ordine Presidenziale con cui Trump lo scorso anno ha creato la categoria di ‘terrorismo antifa’ come forma di ‘domestic terrorism’, cioé distinto da quello internazionale già iper-normato, al fine di sottoporre la persecuzione dei movimenti alle norme e alle agenzie antiterrorismo statunitensi. La prima cosa che salta agli occhi è una mancata definizione decentemente costruita di ‘terrorismo antifa’: non ci sono connotati organizzativi (tipo banda armata, per capirci): e si capisce, dato che il target è un movimento composito e differenizato, dai propal agli anti ICE, passando dai No Kings e dalle orgaizzazioni anarchiche. Si dice che è una realtà che ‘uses illegal means to organize and execute a campaign of violence and terrorism nationwide’, girando a vuoto in modo tautologico attorno alla non-definizione giuridica di terrorismo domestico antifa. Si passa poi a un elenco di condotte che, invece, ben evidenzia ciò di cui si parla: accanto a non meglio definiti ‘scontri armati con le forze dell’ordine’ (armati come? bastoni, uova, revolver? attacchi mirati o scontri di piazza? non è detto, dunque tutto incluso) si citano ‘rivolte, aggressioni violente contro agenti dell’ICE e altri funzionari delle forze dell’ordine, nonché la diffusione sistematica di dati personali e altre minacce contro figure politiche’. Dunque, par di capire, forme di resistenza e azioni di controinformazione. L’aggettivo ‘violento’ fa la stessa fine della parola ‘terrorismo’: vago, indeterminato e soprattutto non definito giuridicamente, cosa che in un testo normativo fa un po’ specie…. Al punto due si chiarisce che assumere la categoria di ‘domestic terrorism’ così (non) definita implica che ‘tutte le agenzie e dipartimenti dovranno utilizzare tutti i poteri applicabili per indagare, interrompere e smantellare qualsiasi operazione illegale … condotta da Antifa o da qualsiasi persona che affermi di agire per conto di Antifa, o per le quali Antifa o qualsiasi persona che affermi di agire per conto di Antifa abbia fornito supporto materiale, compresi coloro che finanziano tali operazioni’. Dunque una infinita area di applicazione del ‘concorso in Antifa’. Nel successivo National Security Presidential Memorandum (NSPM) che guida l’implementazione dell’Ordine presidenziale, si attribuiscono i poteri operativi e investigativi al Federal Bureau of Investigation’s Joint Terrorism Task Force (JTTFs), e si specifica che andranno perseguiti anche ‘campagne di controinfornazione, aggressioni, sommosse e reati contro la proprietà’. Inoltre saranno individuati ‘comportamenti, modelli di fatto e motivazioni ricorrenti comuni alle organizzazioni e agli enti che coordinano tali azioni, al fine di fermare la violenza politica prima che si verifichi’. Cioé: basta il sospetto dettato da un comportamento (non da un reato) per essere preventivamente fermati e repressi. Ed è sempre il NSPM dell’FBI che decide criteri di valutazione circa i suddetti comportamenti, criteri che saranno vincolanti per la magistratura. La quale dunque non agirà, par di capire, secondo la legge, ma secondo queste ‘linee guida comportamentali’ dettate dall’FBI. Insomma, uno stato di polizia.
Ora, su queste basi posa la conferenza internazionale del 16 luglio che vuole creare una coalizione di governi contro il ‘terrorismo Antifa’. Troviamo in tutto questo molte risonanze con alcuni dei contenuti normativi dei nostri decreti sicurezza e con molte litanie repressive governative. Che al centro di questa tornata repressiva globale ci sia il movimento antifascista (e no kings e contro il genocidio) è ovvio: le elite che dominano il mondo hanno dichiarato guerra alla democrazia che sta loro stretta, ormai; il capitalismo globale tecnologico non vuol più lacci e lacciuoli ed è già ampiamente dentro una direttrice autoritaria, che si articoli in una ultradestra neonazista o in una democratura tecnocrate fa differenza nello specifico ma non strategicamente. I movimenti saranno dunque sempre più antifascisti, contro questo nuovo fascismo contemporaneo, e a loro è dedicata la risposta e la contromossa delle elite e dei governi.
Susanna Ronconi, da qui

 

L’origine del nome dato alla rubrica Furundulla: hastagasa

La Furundulla precedente:  328 Chi semina vento

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