Genova: protestare contro la guerra è delinquere?

Portuali e militanti messi sotto accusa – da www.weaponwatch.net (Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei). A seguire un appello per le denunce contro i sindacalisti di Piacenza

La protesta dei lavoratori e dei militanti contro la guerra al Ponte Etiopia, porto di Genova, fu il 17 febbraio 2020, all’arrivo della nave Bahri Yanbu.
Tutte le navi della compagnia saudita sono movimentate al terminale GMT (controllato da C. Steinweg di Rotterdam) per conto dell’agenzia marittima Delta (di proprietà della famiglia Cerruti attraverso la Gastaldi Holding).

Siamo in un momento importante, per the Weapon Watch, per chi ci sostiene e per chi si è esposto in prima persona – “con il corpo” – nella protesta nonviolenta contro le navi di morte saudite. Polizia e magistratura genovesi hanno deciso di passare all’azione: ora un gruppo di portuali e militanti genovesi è accusato di associazione a delinquere e di avere attentato alla sicurezza dei trasporti per aver lanciato «micidiali» fumogeni contro le navi Bahri al loro arrivo in porto. Interpretiamo l’azione di polizia come un segnale di quanto sia forte e non azzerabile la protesta contro la guerra, di quanto sia insopportabile denunciare la connivenza della politica (si pensi ai viaggi d’affari di Matteo Renzi) e degli operatori economici (dagli agenti marittimi genovesi alla multinazionale Leonardo) con una dittatura come quella del Regno saudita, in cui gli oppositori politici finiscono in galera o assassinati. Segnaliamo che lo stesso trattamento viene contemporaneamente riservato anche agli autori di uno sciopero nel magazzino Fedex-TNT di Piacenza, 29 persone indagate di cui 2 agli arresti domiciliari, 5 con divieto di dimora e 6 con revoca del permesso di soggiorno, accusati – come a Genova – di associazione a delinquere e anch’essi privati di telefoni e computer personali. Lo sciopero di Piacenza era coordinato da una rete sindacale europea. (SU PIACENZA VEDI SOTTO L’APPELLO).

Le proteste nel porto di Genova sono seguite e sostenute in tutti i porti da cui transitano le navi saudite, dal Canada al Nord Europa e al Mediterraneo. Di questa rete internazionale a sostegno dei portuali di Genova e delle conseguenze sulla popolazione civile yemenita delle armi vendute all’Arabia Saudita ha dato conto la trasmissione di Riccardo Iacona, “Presa Diretta” (RAI 3) dal titolo assai opportuno: “La dittatura delle armi”.

Il comunicato stampa del CALP

La Digos ha perquisito le case di alcuni compagni del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova (CALP) su ordine della Procura. I reati contestati riguardano la attività sindacale e antimilitarista in porto, con preciso riferimento alle lotte nei confronti delle navi saudite Bahri con i suoi carichi di armi pesanti e esplosivi destinati alla guerra in Yemen e in Siria.
Dallo sciopero indetto due anni fa per bloccare un carico destinato alla guerra in Yemen su una Bahri, a oggi, passando per la manifestazione di un anno fa contro il transito di esplosivi a bordo di un’altra Bahri dagli USA diretto alla guerra siriana, gli armatori sauditi attraverso l’agenzia genovese Delta e il Terminal GMT avevano chiesto a più riprese alla Procura la testa dei portuali del CALP. Per quale colpa?
La colpa di avere messo in pratica in questi due anni, con le associazioni e i movimenti contro la guerra e per i diritti civili ciò che il Parlamento ha approvato poco dopo lo sciopero nel porto di Genova del 2019 e confermato alla fine del 2020: lo stop alla vendita di bombe e missili ad Arabia e Emirati, utilizzati per colpire la popolazione civile in Yemen.
Nel frattempo, la Procura di Roma ha aperto un’indagine contro i responsabili della RWM Italia produttrice degli ordigni e dell’UAMA, l’agenzia del Ministero degli Esteri che autorizza l’esportazione di armamenti, a seguito delle morti civili procurate in Yemen e documentate da Amnesty International. È di questi giorni la notizia che il presidente USA Biden ha rivelato che è stato Bin Salman, “Principe della Corona” dell’Arabia Saudita, a fare scannare il giornalista dissidente Kashoggi nel consolato saudita a Istanbul.
La Procura di Genova sostiene che CALP si è reso colpevole di aver strumentalizzato la protesta con «dispositivi modificati in modo da renderli micidiali». I bengala e i fumogeni utilizzati dai portuali per attirare l’attenzione sulle navi dalle stive e i ponti piene di armi e esplosivi diretti a fare stragi sarebbero «micidiali»; non le armi e gli esplosivi caricati sulle navi. In realtà il CALP ha usato un’arma micidiale, ossia lo sciopero. Questo ha fatto tremare gli armatori e i terminalisti: non i razzi luminosi e i fumi colorati, ma che il traffico criminale di armi non sia solo criticato idealmente ma sia bloccato materialmente dai lavoratori.
Rivolgiamo un invito alla Digos e alla Procura. Ad acquisire dall’Agenzia Delta e dal Terminal GMT i documenti di carico e di destinazione delle merci trasportate dalle navi Bahri verso gli Stati del Medio Oriente, compresa la Turchia che – denunciata dalla stessa procura per la nave Bana in relazione all’embargo libico – impiega in Siria contro i civili le armi sbarcate dalle Bahri a Iskenderun. Che in particolare segnalino alla Procura di Roma l’Agenzia Delta quale rappresentante delle navi Bahri che hanno trasportato dall’Italia le bombe della RWM incriminate per la strage civile procurata in Yemen.
Li invitiamo infine a non essere sottomessi alle denunce di chi con ipocrisia e arroganza parla di pace ma vive del commercio delle armi, come ci ha ricordato Papa Francesco: «I lavoratori del porto hanno detto no. Sono stati bravi! E la nave è tornata a casa sua. Un caso, ma ci insegna come si deve andare avanti».

COLLETTIVO AUTONOMO LAVORATORI PORTUALI DI GENOVA

Qui il link del video pubblicato dal CALP su FB:

https://www.facebook.com/CalpGe/videos/1226171091118744/

 

VEDI ANCHE https://contropiano.org/news/politica-news/2021/03/22/i-mercanti-di-armi-attaccano-il-movimento-dei-portuali-contro-le-guerre-0137372

 

UN APPELLO SUGLI ARRESTI DEI SINDACALISTI DI PIACENZA

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSclAiqzusmLj8Prt9L7odbuvNfLB_LI64mY405NXH6mIN_MOg/viewform

PER CONTATTI E ADESIONI: appelloperpiacenza@gmail.com

VEDI ANCHE: https://pungolorosso.wordpress.com/2021/03/21/dai-ferrovieri-giapponesi-di-doro-chiba-al-si-cobas-solidarieta-internazionalista/

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

4 commenti

  • Giuseppe Bruzzone

    Che la lotta dei portuali genovesi suoni risveglio dal sonno della ragione.
    Fraterni saluti.
    Gruppo di lavoro per le periferie – Milano
    Amina Natascia Al Zeer. Alfredo Alietti. Yessica Avelar. Sara Brusa. Giuseppe Luigi Bruzzone. Franca Caffa. Giovanna Casiraghi. Roberto Cetara. Rosario De Iulio. Maria Finzi. Don Franco Gallivanone. Mattia Gatti. Jacopo Lareno Faccini. Serenella Liguori. Diacono Luigi Magni. Giacomo Manfredi. Elvira Onofrio. Mustapha Ouelli. Loris Panzeri. Marco Pitzen. Veronica Pujia. Andrea Rastelli. Ermanno Ronda. Luciana Salimbeni. Luca Sansone. Luciano Vincenzo Tamborini. Antonio Tosi.
    Svolgiamo il nostro lavoro presso sedi diverse, anche presso l’abitazione di singole/i componenti del Gruppo. Indichiamo alcuni contatti:
    – Sara Brusa – Luca Sansone – Milano sara.brusa@libero.itluxsun@libero.it
    – Franca Caffa – Milano – franca.caffa@libero.it
    – Ermanno Ronda – SICET – Sindacato Inquilini Casa e Territorio – Milano milano.ronda@sicet.it
    – Antonio Tosi – antonio.tosi@polimi.it

    Aggiungo che questo documento è stato redatto da una signora novantenne, Franca Caffa, cosa non abituale, che evidentemente ama la vita.
    Giuseppe Bruzzone

  • Sergio Simbula

    Crisi economica, pandemia, disoccupazione, solo una guerra può salvare i padroni!
    Viva la lotta dei portuali, ancora una volta sono gli operai a indicare la strada: bloccare la produzione e il commercio di armi e spingere padroni, politicanti e ruffiani vari alla catena di montaggio! Servono trattori, cibo e vaccini, le armi producono solo profitti e morte: viva i portuali genovesi!!!

  • domenico stimolo

    Riguardo a : UN APPELLO SUGLI ARRESTI DEI SINDACALISTI DI PIACENZA

    Ho aderito. Stimolo Domenico, ex del Comitato Centrale della Fiom-Cgil

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