Gli «imperdi-libri» (*) del 2016 – terza puntata

la scelta di Pierluigi Pedretti: «Le otto montagne», «Crocevia», «Appunti di meccanica celeste» più altri 3, anzi 5.

 

A conclusione dell’anno, una mia personale ricognizione fra i più bei libri letti nelle ultime settimane. La lista non ha nessuna pretesa, nemmeno quella di fissare una scala di valori, figuriamoci se ritenere questi libri IMPERDIBILI.

 

NARRATIVA

  1. «Se il punto in cui ti immergi in un fiume è il presente, pensai, allora il passato è l’acqua che ti ha superato, quella che va verso il basso e dove non c’è più niente per te, mentre il futuro è l’acqua che scende dall’alto, portando pericoli e sorprese. Il passato è a valle, il futuro a monte. Ecco come avrei dovuto rispondere a mio padre. Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa». (pag 25 in Paolo Cognetti, «Le otto montagne», Einaudi, euro 18,50).

Uno scrittore notevolissimo fin dagli esordi delle due raccolte di racconti: «Manuale per ragazze di successo» e «Una cosa piccola che sta per esplodere». Oggi raccoglie ciò che ha seminato negli anni. Cognetti merita il successo per questo romanzo di formazione ambientato sullo sfondo delle grandi montagne alpine.

 

2. «Le venne la gulìa in bocca di afferrare quel miccio e farsi prendere altre misure. Il giovane si accorse dello sguardo, allora si avvicinò a lei con meno timore, e fu allora che sentì alzarsi dalle intimità della fimmana un asprore che egli avrebbe imparato da quel giorno a distinguere in mezzo a mille, l’odore affumicato e pungente del desiderio femminile». (p.57 in Domenico Dara, «Appunti di meccanica celeste», Nutrimenti, euro 19)

Dopo «Breve trattato sulle coincidenze» ritorna la calabrese Girifalco – cittadina natìa dell’autore – ancora protagonista di questo romanzo corale. Lì, un postino, come personaggio principale, qua una congerie di “varia” umanità che si muove in quella che qualcuno ha definito una terra reale/irreale. Magnifico. Non ci credete? Andate in libreria, sfogliate il romanzo, leggiucchiate saltellando di qua e di là: la scrittura di Dara vi catturerà.

3. «La stanza si fece improvvisamente silenziosa. Le cornacchie avevano smesso di gracchiare. La casa e i campi tutt’attorno erano immersi nella quiete, e tutto sembrava guardingo e timoroso. Al Loney, la notte si insinuava in un modo che non avevo mai visto altrove. A casa, a Londra, la notte si teneva a distanza da noi, sgattaiolando dietro i semafori e i palazzi di uffici, e poteva essere facilmente essere spazzata via in un istante dalla furia di luce e metallo dei convogli della metropolitana che sfrecciavano oltre il giardino. Ma qui era diverso. Non c’era niente a tenerla lontana. La luna era fredda e distante e le stelle erano fioche quanto le minuscole schegge di luce dei pescherecci di alto mare». (p.60 in Andrew Michael Hurley, «Loney», Bompiani, euro18).

Un horror (?) atipico, che vi catapulta nei misteri della costa del Lancashire, da cui ne uscirete stupefatti. Consigliato vivamente anche (e soprattutto) a coloro che non amano questo genere letterario.

Già che ci siamo… gli appassionati della letteratura fantastica si procurino: il romanzo di Tullio Avoledo, «Chiedi alla luce», Marsilio; i racconti di Thomas Ligotti, «Teatro grottesco», ilSaggiatore.

4. Yoshihiro Tatsumi, «Crocevia», Coconino Press-Fandango, euro 17

Tatsumi, è stato uno dei grandi mangaka giapponesi, tra i maggiori esponenti del genere “ Gekiga”, cioè di storie per un pubblico maturo. Cosa che alla fine degli anni ’60 non era dato per nulla scontato, perché il fumetto del Sol Levante era all’epoca incentrato soprattutto sul comico. Fa bene la Coconino a pubblicare queste storie, che descrivono un mondo di solitudini, di persone messe ai margini della società dal capitale e del conformismo.

SAGGISTICA

5. «Avrò guardato questo breve filmato (ndr: sull’affollato funerale di Sartre) su Internet almeno una dozzina di volte, se non di più, scrutando tra le immagini a bassa definizione tutti quegli innumerevoli volti e domandandomi che cosa l’esistenzialismo e Jean-Paul Sartre significassero per ognuno di loro. In verità, so solo che cosa abbiano rappresentato per me. I libri di Sartre hanno cambiato anche la mia vita, sebbene indirettamente e in maniera minore. In qualche modo, nel 1980 non venni a conoscenza della sua morte e del suo funerale, benché all’epoca fossi già un’esistenzialista di periferia, di diciassette anni». (p. 39 in Sarah Bakewell, «Al caffè degli esistenzialisti», Fazi, euro 20).

Se amate la cultura francese e non solo, se vi siete chiesti cosa la fenomenologia prima, l’esistenzialismo poi, abbiano significato per colti e meno colti, dovrete leggere questo bel libro – scritto in soggettiva e in modo chiaro – dalla britannica Bakewell, docente ad Oxford, già autrice di «Montaigne. L’arte di vivere».

6. «Al contrario di quanto sostiene Agamben, semmai la morte precoce ha tolto a Foucault la possibilità di riconsiderare la propria linea di biopolitica e di abbandonarla in favore di una psicopolitica neoliberale. La stessa analisi del potere agambeniana non dà accesso alle tecniche proprie del regime neoliberale: gli “homini sacri” dei nostri giorni non sono più gli esclusi, ma gli “inclusi nel sistema”. […] Il “corpo docile” foucaltiano non ha più spazio ormai nel processo di produzione: al posto dell’ortopedia disciplinare subentrano chirurgia estetica e centri fitness». (p. 34 in Byung-Chul Han, «Psicopolitica», nottetempo, euro 12).

Interessante questo agile microsaggio del filosofo coreano, docente a Berlino, che da anni si occupa di globalizzazione. Il regime neoliberale ha la forza di convincere il soggetto dominato a farsi imprenditore, facendolo divenire colui che sfrutta volontariamente ed entusiasticamente proprio se stesso. Non più l’era della biopolitica, ma quella della psicopolitica.

(*) Se volete sapere anche voi – come Oso Curi – come ci vengono certe idee … andate a vedere qui in “bottega” la prima puntata (con la scelta di Valentina Bazzarin): lì sotto è spiegato. Qualcuna/o vuol giocare? Va bene… vi postiamo. Astenersi: autori/autrici sotto pseudonimo; uffici stampa case editrici; troll.

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