Habenus Papi

di Rom Vunner

Il Papa, come da previsioni è arrivato prima del nuovo Presidente della Repubblica e del nuovo Governo. Una piccola riflessione sul potere e sulla sua dimora.Siamo nel bel mezzo di una crisi pazzesca. Il Presidente della Repubblica è nel periodo in cui ha meno potere. Il Governo ha da venì. Del Capo della Polizia si sono perse le tracce. Parrebbe quasi un vuoto di potere, tanto che i deputati del PDL occupano, occupano!, il tribunale di Milano e il Presidente gli da ragione. Il vecchio governo lascia nelle mani di quello nuovo una bella crisi internazionale nientepopòdimeno che con l’India. Ora, se il potere risiedesse in quelle cariche in questo momento sarebbe in corso un colpo di Stato o qualcosa di simile. Se ciò non sta avvenendo forse è perché quei poteri sono poteri di immagine, i veri poteri sono altrove. In questo caso si vedrebbe in modo diverso il fatto che gli USA, sì proprio gli eversori atlantici, siano contenti della vittoria del M5S. Che i loro principali brokers a stelle e strisce siano entusiasti del nostro Grillo. Si cercherebbe di capire, al di là dei legittimi mal di pancia, perché si chiede di eliminare i rimborsi elettorali ai partiti e questa richiesta parte da un movimento che non ha una contabilità per cui non si sa da dove arrivino e non si sa dove finiscano i suoi soldi. Si noterebbe in modo diverso la campagna portata avanti da un quotidiano italiano, nato dal nulla con a disposizione una potenza di fuoco allucinante, per la sospensione dei contributi pubblici ai media, una campagna sfociata nella chiusura solo di quotidiani e riviste indipendenti di sinistra mentre non ha intaccato i media mainstream tipo Corriere, Repubblica, LaStampa.

Dove sta il potere? Dove ci vuole condurre?

Rom Vunner

9 commenti

  • Di soilito sono molto d’accordo con Rom Vunner, stavolta pochino. Ci sarà tempo di chiarsi ma intanto domando: 1) esistevano in Italia quotidiani e riviste davvero di sinistra e davvero indipendenti che hanno chiuso? io non me ne sono accorto e vorrei essere ragguagliato; 2) leggo male io o qui si accusa M5S di essere un anello (consapevole?) della strategia destabilizzante Usa? o almeno si suggerisce che vi sia una convergenza di interessi… Se ho capito bene allora vorrrei avere prove certe (o almeno maggiori indizi) a supporto di questa tesi ma ancor prima vorrei sapere IL PERCHE? ? Per dememte che sia la politica estera statunitense (e lo è) chi è il suo nemico in Italia?
    Senza fretta ma spero che ne riparleremo, Sino ad allora io continuo ad avere più “paura” di Monti-Draghi-Bce più complici vari che di Grillo e dintorni. (db)

    • difficile rispondere brevemente ma me la sono cercata, poi se è il caso approfondirò meglio. cerco di seguire l’ordine delle domande:
      1) sicuramente è facile sparare su quei quotidiani e quelle riviste. mi riferisco al fatto che IlManifesto sia più solo l’ombra di un quotidiano, che non esiste più Liberazione. Che Carta è sparita. Che peacelink non esiste più e indymedia.italia ha chiuso. Che la storica Radio Sherwood di Padova ha dovuto vendere le frequenze ed è più solo in streaming. Per la maggior parte di questi è facile alzare critiche, a cui mi unisco. Diverso però è considerare che in Italia esiste libertà di informazione nel senso che chi può permettersi di farla, o glielo permettono con finanziamenti cospicui, può farla, gli altri si attaccano. Non esiste e non è mai esistito un processo di democratizzazione dell’informazione per cui chi scriveva sulle testate scomparse era chi poteva permetterselo, non c’erano i soldi per permettere a una vera redazione di sopravvivere. La risposta dei vari grillo è travaglio non è stata la forte richiesta di democratizzazione dell’informazione ma una spinta sull’acceleratore nel portare avanti il sogno liberista dove chi ha più soldi può e chi non ha soldi non può. I finanziamenti che poi permettono questa campagna stampa sono inconoscibili, alla faccia della trasparenza e della democrazia dal basso.
      2) no, non dico che il M5S sia una pedina consapevole dell’eversione USA. Credo molto di più nella strategia del lasciare fare e dall’appoggiare da distante. Perché? Gli USA si sono impegnati sin dalle amministrazioni Clinton a realizzare il progetto del grande mediterraneo, un canale che attraversando il nordafrica arrivi sino al Pakistan. Un sistema per tagliare fuori l’Europa dall’approvvigionamento e dal controllo delle fonti energetiche. Non c’è, come ben sappiamo, solo una crisi economica, il problema non è chi batte moneta ma chi controlla le fonti energetiche perché non ce n’è abbastanza per tutti e non mi pare si vada nella direzione di dividersele da buoni fratelli ma verso una guerra per il loro controllo. Sicuramente contraddizioni interne al nemico, all’imperialismo, ma ci sono e non mi pare che il nostro Paese si sia mai liberato dall’influenza nordatlaantica e i poteri USA si stanno spendendo per appoggiare e promuovere Grillo. Non penso che appoggerebbero con tanto entusiasmo una forza che possa andare contro il loro modello e l’Italia rappresenta il maggior legame strategico tra europa e africa. Non per altro siamo un’enorme portaerei e missili per gli USA.
      Non si tratta di salvare i vari Draghi & company, così come non si possono salvare i Giolitti & company solo perché li ha buttati alle ortiche Benito.
      Quando Grillo parla non rido e ascolto e peso le parole che usa, non tira una buona aria. Ieri Napolitano, che non mi piace sin dalla prima ora, quando era un eroe nazionale acclamato, ha parlato di “forze eversive manifestatesi” in forme diverse, non ha detto che “potrebbero manifestarsi”, ha detto “che si sono già manifestate”. Potrebbe essere allerta democratica ma non ci siamo potuti permettere persone che potessero dedicarsi a studiare e analizzare approfonditamente cosa stia succedendo tra i diversi poteri dello Stato. Nel frattempo tantissimi a leggere “IlFattoQuotidiano”, buttare Antonio Gramsci nel cesso e premiare Indro Montanelli?
      Né lunga Né breve la risposta spero un accenno di cosa penso

      • scuso non peacelink ma peacereporter

      • ecco la mia risposta a Rom (ma anche ad Agostino)
        1 – “Liberazione” ha chiuso per colpa dei suoi casini politici; “il manifesto” sta chiudendo per i suoi limiti sia giornalistici che amministrativi. Ne parlo con dispiacere (sono due testate alle quali collaboravo) ma questa è la verità. Più complessa la vicenda di “Carta” che secondo me era molto adatta a questa fase e ben fatta. Non so spiegarmi perchè vendeva così poco da chiudere… Lasciando perdere vicende simili – che però conosco solo vagamente. dall’esterno – ricordiamoci che parliamo di una nicchia (necessaria) ma che la CATASTROFE dell’informazione negata è altrove e viene da lontano. Ne riparliamo?
        2- Grillo è una questione, il movimento 5 stelle un’altra; mi pare sbagliato identificarle (almeno per ora). Concordo con chi scrive che dentro M5S ci sono anime di destra e di sinistra. Inevitabile… in questa fase. Vedremo (e ove possibile “tiferemo” o daremo una manina) perchè vinca quella meno peggiore o migliore oppure… vogliamo regalare M5S a chi la butta sempre in cagnara? o a chi critica tutto/tutti senza fare un cecio?
        3 – l’attuale classe politica (o ceto, se preferite) in Italia è quasi tutto asservita al capitale – come mai nella nostra storia recente – e anche in gran parte gangsterizzato. E’ un dato di fatto. Chi lo nega è cieco
        4 – Non condivido ovviamente la linea politica di fondo de “Il fatto quotidiano” ma mi pare preziosissimo in questa fase per le informazioni che dà (altro che “il manifesto”), spesso per il coraggio e per il linguaggio chiaro come un vero giornale dovrebbe fare (“il manifesto” quasi sempre parla solo a plurilaureati)
        5 – sullo scontro politico-ecomico fra Europa e Usa (ma la Cina?) dobbiamo tutte/i studiare di più. Vedo in giro molte analisi campate per aria anzichè sui fatti. Se si toglie il solito “Le monde diplomatique” io non saprei cosa leggere o far leggere… ma se sono ignorante CORREGGETEMI subito qui in blog o proponetemi post, bibliografie e quel che serve. Grazie e scxusate i refusi, in questi giorni corro fra un treno e l’altro (db)

    • Daniele, e Rom, su questo si potrebbe discutere per ore o giorni o settimane, ma il tempo corre. Gli Stati Uniti d’America, come la Germania, il Regno Unito, la Russia, la Cina, l’India, e qualunque altro Paese, ai tempi anche l’Unione Sovietica, hanno i propri disegni strategici. Non bisogna ridursi però soltanto alla dietrologia. L’Italia non penso proprio abbia, nel mondo odierno, una particolare importanza strategica. È facilmente aggirabile. Del nostro fallimento non importa particolarmente a nessuno, caso mai ci sarà forse qualche battibecco durante l’asta fallimentare per contendersi i resti, svenduti durante l’asta, che potrebbero interessare la criminalità organizzata, italiana, russa, cinese, internazionale, e le varie banche d’affari, sì, anche quelle svizzere. Ciò che possiamo fare è, però, iniziare a smascherare Grillo neofascista. Davvero Grillo vi ricorda il Settantasette ? Dario Fo, davvero Grillo ti ricorda il Settantasette ? Daniele, davvero Grillo ti ricorda il Settantasette ? Vi invito a leggere i commenti agli interventi di Grillo su beppegrillo.it. Da parte mia, scrivo e riscrivo che per me Grillo è un neofascista. Aggiungo che spero di avere torto marcio.

  • Daniele, il tema è molto complesso.

    Vado per punti, rapidissimo.

    1: d’accordo. Inoltre, per me il problema dell’informazione negata si collega a quello dell’istruzione negata, e mi riferisco alla scuola pubblica. E’ un problema molto complesso.

    2: Sono d’accordo con te.

    3: Sono d’accordo con te, in Italia. In altri Paesi in Europa, per esempio il Regno Unito, o la Danimarca, la situazione non è radicalmente diversa, con varie sfumature più o meno marcate. In tutta onestà, penso però che il capitalismo non debba inevitabilmente essere disonesto, distruttivo ed egoista, anche se lo è stato e lo è in molti luoghi, moltissimi. Non sono un economista, però cercherò di argomentare la mia posizione in un’altra occasione. In breve, e semplificando molto, nelle mie esperienze agricole ho incontrato situazioni prossime all’agricoltura di sussistenza, prossime al limite della sopravvivenza. Ciò riguarda il cibo, la base, i fondamenti, ciò di cui tutte le persone hanno bisogno. Queste situazioni, questa è la mia piccola esperienza, 2 anni della mia vita, non mi sono sembrate particolarmente promettenti, e spesso mi hanno richiamato alla mente un particolare momento in “Senza tetto né legge”, stupendo film di Varda. Mi piacerebbe trovare il modo per parlare di questa mia esperienza agricola, cercherò di trovare il modo.

    4: Sono d’accordo con te.

    5: Sono d’accordo con te. Io trovo utile seguire il blog di Paul Krugman. Nel mio futuro tentativo di argomentare il mio punto di vista per quanto riguarda il punto numero 3, compito molto arduo, includerò le fonti.

    Grazie Daniele. Buon viaggio.

  • un po’ in ritardo ma cerco di rispondere lasciando aperto il fatto che potremmo approfondire meglio perché come scrive Agostino, ce nìè di carne al fuoco:
    1) non metto in dubbio il suicidio di certa stampa. Pongo una distinzione tra, lasciatemi correre questo linguggio molto più vecchio di me, tra condizioni soggettive e condizioni oggettive. Tra quelle soggettive porrei il suicidio delle testate richiamate. Tra quelle oggettive porrei il fatto che in Italia non si è avuta una democratizzazione dell’informazione. Si può parlare di libertà di informazione ma dove con libertà si indica che chi può, può, chi non può, non può. Ben diverso un sistema in cui vi è liberta di accesso all’informazione, alla sua produzione. Questo manca del tutto e la campagna contro il finanziamento a un certo tipo di stampa ha dato un colpo di grazia a quel poco che si era riusciti a rosicare. (un nuovo inizio?)

    2) Grillo e il suo movimento, perché è suo non di altri o di chi vi partecipa, è fatto su un modello aziendale mainstream. Forse, ma forse, può aiutare il clima che ha creato ma personalmente non ci conto e trovo troppi lati eversevivi in ciò che sta accadendo

    3) l’attuale ceto politico, bhé come darti torto? dopotutto il più grande uomo politico italiano ha maneggiato con la mafia fino alla fine degli anni ’80, tanto da andare in prescrizione (????) il reato con buona pace delle centinaia di vittime.

    4) un aneddoto personale sul linguggio de IlManifesto. Non avevo mai letto quel quotidiano prima di arrivare all’università, quindi giusta l’osservazione sul suo pubblico. Quando lo presi in mano la prima volta con un amico, non ci capimmo un cazzo. Allora ci mettemmo a leggerlo con attenzione informandoci su cosa intendesse dire con certi termini e pian piano iniziai a leggerlo. Certo IlFatto parla alla pancia, è facile da leggere ma dovrà pur esistere una via di mezzo tra alta letteratura politica e schhiuma alla bocca

    5) la Cina, fondamentale tenerla in consideerazione. Perché se USA e UE si scontrano per il controllo delle vie di approvigionamento delle energie, sicuramente non c’è posto, o meglio non ce ne sono abbastanza per tutti

    • cinque punti interessanti, la discussione continua (io però di eversione ne vedo ben altre per spaventarmi di Grillo)

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