Le “buone cose” del fascismo

Una lettera (da «Idee di futuro») e qualche parola in più  

Alla personale attenzione del signor Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano

Signor Presidente,

il sottosegretario Polillo, in una recente trasmissione televisiva, ha detto, fra l’altro «Il fascismo ha fatto delle cose bene e delle cose male, queste ultime a partire dal 1935».

Siamo sicuri che Lei condivida con noi il giudizio che non esistono un prima ed un dopo, un fascismo bene ed un fascismo male.

Il fascismo è, per sua essenza, male.

E’ prepotenza, sopruso, violenza morale e fisica, razzismo, odio, incultura.

Il signor Polillo ha mai sentito parlare delle “squadracce”? “bande” di picchiatori, di incendiari, di assassini?

Ha mai sentito parlare di Giacomo Matteotti, di Giovanni Amendola, di Antonio Gramsci, di Carlo e di Nello Rosselli, del Tribunale Speciale?

Il fascismo non attese il 1935 per sopprimere la democrazia e la libertà: tutte le libertà.

Non sappiamo se le parole del sottosegretario siano frutto di ignoranza, di superficialità e pressapochismo, o se egli abbia voluto, pubblicamente ed impudentemente, collocarsi fra i “riabilitatori” di quella sciagurata stagione e porsi come punto di riferimento dei loro seguaci.

Una cosa, però, la sappiamo con certezza. Chi si esprime in quel modo non può far parte del Governo della Repubblica italiana che ha le sue radici morali e storiche nella lunga e sofferta lotta antifascista.

Ci rivolgiamo, perciò, a Lei, al Presidente della Repubblica, perché inviti il sottosegretario Polillo a dare le dimissioni e ad andare a studiare la storia Patria.

Signor Presidente, sappiamo che, se ci ascolterà, questo Suo intervento non sarà “protocollare” ma sarà certamente un messaggio forte di garanzia per tutti gli italiani e di insegnamento per i giovani.

Siamo, comunque, alla vigilia della formazione di un nuovo Governo nel quale Le chiediamo, Signor Presidente, che non vi sia posto per il suddetto sottosegretario.

Con i migliori auguri per le Sue fatiche delle prossime settimane.

Il coordinatore di «Idee di Futuro», Alberto Pacelli (Novara, 8.3.2013)

per informazioni o adesioni:

Idee di futuro: 28100 Novara, corso Risorgimento 100

347-4602007 // 0321- 696408, sigi2003@gmail.com

DUE PAROLE IN PIU’

Ho trovato in rete questa lettera e l’ho sottoscritta. Non dò un giudizio molto positivo sul ruolo di Napolitano come presidente ma ovviamente sarebbe suo dovere rispondere positivamente a una richiesta di questo tipo. Vedremo se lo farà. Mi preme però sottolineare che per rimanere all’aperta apologia di fascismo (lasciando perdere dunque l’ignoranza) gli episodi si moltiplicano: in ordine alfabetico da Affile a Verona. Nel primo caso addirittura c’è un sacrario per il boia Graziani, nel secondo caso è un continuo concedere spazio (aule universitarie comprese) a gruppi nostalgici o neofascisti. Forse è ora che contro questo triste alfabeto – ci sono dentro molte, troppe città italiane – si prenda una iniziativa di grande rilievo. Ovviamente sul come, cosa, con chi la discussione è aperta anche qui in blog: non occorre spiegare il perché e il quando è… prima possibile. (db)

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

23 commenti

  • Apprezzo il contenuto e l’intento della lettera, per quanto mi sembri, forse, ingenuo, pretendere attenzione dall’ambasciatore USA in Italia, Giorgio Washington Napolitano …

  • Non ho dubbi che, il Presidente della Repubblica, dopo la sua recente legittimazione della Marcia su Milano e la successiva rivelatrice intimidazione diretta a Massimo Giannini, interverrà per chiarire, magari dando ragione al sottosegretario, del resto Napolitano militò nel Gruppo Universitario Fascista a Napoli. Sono anche note le sue prese di posizione ai tempi dell’invasione Sovietica per reprimere le rivolte in Ungheria.

    Però, però. Vogliamo iniziare a parlare di Giuseppe Grillo ? Lasciamo stare, almeno per ora, il suo movimento. Ma, del neoduce, Giuseppe Grillo, vogliamo iniziare a parlare ? Dario Fo in testa, siete proprio convinti che Grillo sia analogo al Settantasette ? Leggo gli interventi di Grillo, e, soprattutto, i commenti lasciati ai suoi interventi. Giorno dopo giorno rimango sempre più convinto che Grillo è neofascista. Spero di avere torto.

  • Sono d’ accordo sottoscrivo e diffondo.

  • condivido soprattutto i commenti, inutile invece continuare a legittimare un presidente che ha rilasciato dichiarazioni inqualificabili all’estero e firmato di tutto respingendo le migliaia di lettere inviategli da scuola, università, madri tarantine, esodati ..

  • Oppure, proponete a Giuseppe Grillo di condurre, è il verbo adatto, una grande iniziativa esplicitamente antifascista e contro tutte le dittature. Di sicuro, in modo coerente con le sue parole, i suoi toni, la sua apertura al dissenso, la sua pacatezza, la sua voglia di costruttività, il suo desiderio di coinvolgere, toni, apertura, pacatezza, costruttività e apertura riscontrati anche in innumerevoli interventi suoi ed in quei commenti nel suo blog che citano Hitler e Goebbels, non tutti, non pochi, per tutti questi motivi ritengo ovvio che Giuseppe Grillo sia la luce a cui rivolgersi per condurre questa grande iniziativa antifascista. Si potrebbe anche chiedere a Dario Fo di fare da paralume, perché troppa luce acceca. Spero di aver torto marcio.

  • Non ho votato Beppe Grillo, come ha detto un tale in tv ” piuttosto mi taglio le pale” , ma con tutte le sue contraddizioni mi pare esagerato dargli del neofascista. Sogno che che qualche grillino che non si è ancora bevuto il cervello proponga al PD 2 cose : sospensione TAV ed F 35 e vediamo. La maggioranza ci sarebbe!

    Nevio

  • Condivido l’ appello e le perplessità sulla possibilità di una risposta. L’ avesse firmata Alfano,avrebbe avuto udienza. Spero di essere smentita.

    • Piu’ o meno ripeto. Il contenuto dell’ appello e’ corretto. E’ anche corretto indirizzarlo alla più alta carica della Repubblica Italiana, nata dalla lotta armata di popolo contro quel fascismo che sta rialzando la testa.
      Grillo e’ parte della destra da sconfiggere. Dico Grillo e non la gente che lo ha votato e che prima o poi si ribellerà contro questa versione nostrana di un caudillo latino americano. E’ importante che la lettera sia diffusa oltre la rete e raccolga l’adesione necessaria per vincere.

      • Sono d’accordo con te. Io mi riferisco a Grillo. Le persone che hanno votato il movimento di sua proprietà, io non sono tra loro, e le elette e gli eletti, gli concedo il beneficio del dubbio, anche perché è difficile capire cosa e se pensino, dato che la linea sembra sia strettamente dettata dal duce o dal duo, con le minacce. É vero che il neofascismo esplicito ha raccolto ben pochi voti, ma il mio terrore è che il movimento di Grillo si riveli un cavallo di Troia. Sappiamo tutti che il quartultimo duce, quello precedente a Berlusconi (penultimo) e Gelli (terzultimo), si dichiarò e si presentò come “socialista”. Hitler era invece “nazionalsocialista”. Stalin, “comunista”. E così via. I macellai in Cile e Argentina si presentarono probabilmente come “agenti del libero mercato e del libero scambio”.

        Oggi su beppegrillo.it c’è un intervento sulla Loggia Massonica Propaganda 2. Bene, bravi. Dimostrate esplicitamente il vostro antifascismo e dimostrate di non essere espressione di una nuova Loggia Massonica Propaganda 3.

        Aggiungo che non credo proprio che i caduti della Repubblica per mano delle mafie e del fascismo, tanto pericolosi da essere stati uccisi, si siano mai espressi nel modo che Giuseppe Grillo sceglie per esprimersi.

  • LA VERA ” bella ” faccia del fascismo

    Io picchiato dai fascisti a Lucca

    Lettera aperta ai mezzi di informazione, cittadini e istituzioni

    Mi chiamo Stefano Benassi, ho 34 anni, sono di Castelnovo ne’ Monti, provincia di Reggio Emilia, ma vivo a Lucca dal dicembre 2011 e vi scrivo dal quarto piano del reparto neurologia dell’Ospedale Campo di Marte, dove sono ricoverato da sabato mattina in prognosi riservata.
    Scrivo questa lettera perché voglio raccontarvi quello che mi è successo nella notte tra venerdì e sabato in un locale dell’immediata periferia della città. Poco prima dell’una nella notte tra venerdì e sabato, in compagnia di alcuni amici, mi sono recato all’Ottavo Nano per chiudere la serata. Il locale era particolarmente affollato. Una volta arrivato alla mia ordinazione mi accorgo dell’arrivo di Andrea Palmeri, già noto alle forze dell’ordine, che entrava nel locale con parecchia foga spostando chiunque fosse sul suo cammino, creandosi un varco tra gli avventori per arrivare ad avere a che fare direttamente con me. Vista la quantità di persone presenti intorno al bancone non è riuscito ad arrivare davanti al sottoscritto, ma si è dovuto fermare a due persone di distanza. Ha iniziato a guardarmi e a gridarmi “Reggio Emilia Reggio Emilia, viva il Duce” facendo il saluto romano. In tutto questo continuava a dirmi “qui mi vogliono tutti male perché sono fascista”. A quel punto gli ho risposto di non avere alcun tipo di problema con lui visto che stavo concludendo la mia serata con amici e il mio unico interesse era quello di stare tranquillo e di divertirmi. Di contro mi ha risposto: “se te non hai problemi, te li creo io”. E mentre mi diceva questo ha estratto un coltello dalla tasca e me lo ha puntato alla gola davanti ai presenti. A questo punto è intervenuto un dipendente dello staff del locale che ha tentato di fermare quello che stava accadendo in maniera alquanto blanda, visto che, invece di disarmare il mio aggressore, chiamare le forze dell’ordine e allontanarlo dal locale, semplicemente gli ha preso la mano dove teneva il coltello e lo ha invitato a rimetterla in tasca. Nel vedere questa scena, pensando alla probabile violazione dell’incolumità di coloro che erano presenti nel locale, decido di uscire dal locale, invitando i miei amici a non seguirmi e a starmi il più lontano possibile. Una volta all’esterno del locale, oltrepassati i gruppi di persone, sono arrivato in strada per prendere una boccata d’aria, dando le spalle al locale. Un attimo dopo mi sono sentito picchiettare sulla spalla, ingenuamente mi sono girato per vedere chi fosse e mi sono trovato il Palmeri davanti che mi ha sferrato un pugno, con un probabile tirapugni o comunque con un qualche oggetto atto ad offendere, nell’occhio sinistro con una violenza inaudita, provocandomi un dolore difficile da descrivere. Sono riuscito a restare in piedi davanti al mio aggressore con la faccia insanguinata e mi tenevo l’occhio con una mano. Lui mi è rimasto davanti e io gli ho chiesto come mai mi avesse colpito e gli ho detto se volesse continuare a picchiarmi o tirarmi una coltellata visto che non ero accasciato a terra. Nel frattempo alcuni ragazzi che mi conoscono e che si trovavano all’interno del locale e avevano visto la scena del coltello hanno chiamato la polizia che è arrivata dopo una ventina di minuti. Ho cercato di parlare col mio aggressore non ottenendo alcuna risposta e, appena la polizia è arrivata, lui si è dileguato. La polizia mi ha detto di andare in questura il giorno dopo per fare la denuncia. Ancora non ho potuto fare di persona la denuncia visto che sono ricoverato da sabato mattina e mi trovo tuttora in prognosi riservata. Il referto completo non è ancora stato scritto, tuttavia mercoledì dovrò essere operato per ricostruire lo zigomo sinistro, ma prima di procedere con l’operazione devo aspettare che venga riassorbito il versamento di sangue al cervello.
    Mi sono deciso a scrivere perché le aggressioni vanno denunciate; perché è opportuno che tutti e tutte sappiano cosa può accadere a Lucca se hai la barba lunga, indossi vestiti ritenuti sbagliati da certe persone che portano avanti idee fasciste e razziste e hai la “sfortuna” di trovarti un venerdì sera nello stesso posto di questi individui. E poi perché credo che sia opportuno ristabilire un certo grado di attenzione su questi fatti, proprio per arginare la latente impunità/omertà di cui godono queste persone.

    Lucca, Ospedale Campo di Marte 10/03/13
    Stefano Benassi

  • TUTTA LA MIA SOLIDARIETA’ A STEFANO BENASSI

    Questa è una mia riflessione su Grillo e M5S

    I leaders del m5s hanno individuato nel funzionamento del parlamento italiano, nei parlamentari immorali e corrotti quando non incapaci, la causa di tutti i mali del nostro paese, o di gran parte di essi. Non nelle istituzioni finanziarie internazionali e nelle multinazionali, che quei politici tengono al guinzaglio, non certo nell’ideologia capitalista…. Basti leggere il loro p…rogramma per rilevare u…n garbuglio di proposte antiliberiste e neoliberiste che convivono allegramente. Credo che il nocciolo del movimento di Casaleggio sia composto in massima parte da strati sociali che non sono mai entrati nell’agone del conflitto storico di classe espresso nelle piazze, e nemmeno di quello odierno – tranne pochi. Taluni perché troppo giovani, altri perché di diversa estrazione politico-culturale, altri ancora per essere appartenuti ad una famiglia del ceto medio impiegatizio-professionale, che non ha mai avuto urgenza di grandi rivendicazioni sociali come adesso. In un momento di crisi come questo – che accenna solo a peggiorare – di messa in minoranza del vero antagonismo sociale, demonizzato e criminalizzato dai media asserviti, il m5s ha raccolto e canalizzato un malessere che sarebbe potuto approdare (non lo sappiamo) al confronto a muso duro nelle strade, a scelte più radicali di contestazione del sistema, ad identificare i veri artefici del sopruso e del killeraggio sociale, che non sono i privilegiati lacchè che nobilitiamo con la definizione neutra di “politici”; i m5s hanno fatto ri-confluire all’interno del sistema, in maniera sapientemente preventiva, un magma collettivo ancora troppo freddo per essere dannoso per i padroni del vapore, ma potenzialmente pericoloso. Poteva essere problematico gestire a posteriori una reazione popolare, chi comanda non se lo può permettere proprio adesso. Lo stesso portavoce di Casaleggio pare abbia dichiarato ‘o con noi o torna la violenza nelle strade’. Se questa notizia è vera mi sembra evidente l’identità di vedute con chi ha lasciato pianificare, organizzare, nascere e crescere il movimento 5s. Quelli che detengono le leve del potere, in genere, sono abituati a predisporre le loro strategie partendo da una posizione di indubbio vantaggio: conoscono in anticipo cosa sta per accadere, perché sono loro a pianificare e determinare le trasformazioni economiche (semplificando). Il panorama elettorale che il sistema ha recentemente apparecchiato per gli italiani fornisce in un colpo solo: le coalizioni destre e quelle sinistre; le “radicali” estreme, di destra e di sinistra, per i nostalgici e gli ingenui; i moderati di centro come necessaria banderuola storica, e pure i mezzi moderati, tutte le sfumature; infine il capolavoro M5S, ovvero “l’alternativa”. Tutto l’orizzonte politico occupato, tutto previsto, tutto interno alle regole del gioco congegnate per noi, per evitare fuoriuscite dall’alveo della pace sociale. Il m5s, per il momento, ha disinnescato la rabbia popolare, nelle sue piazze i sanpietrini restano saldamente infissi nella pavimentazione e i vaffanculo sono legali, la polizia finalmente può rilassarsi. Anche quella è una forma di pace sociale, l’humus necessario per lo sviluppo delle politiche di dominio, oggigiorno l’unica forma di sviluppo di cui possiamo apprezzare la crescita. C’è differenza tra una performance dell’attore comico ed un suo comizio? È spettacolo, è lo stesso collaudato codice cui siamo stati abituati dal boss di Arcore. Funziona. L’efficacia della valvola di sfogo collettivo costituita dal M5S sta nell’aver convinto qualche milionata di elettori, attraverso i loro sprovveduti rappresentanti, ad accomodarsi nella sede politica della corruzione totale – per loro stessa definizione – il Parlamento, alimentando l’equivoco fondamentale che il capitalismo non sia una ideologia disumana ma moralizzabile, e se non funziona è solo per la disonestà della classe politica. Il capolavoro è aver convinto un gruppo di cittadini italiani che per lottare contro una casta il primo passo da fare è farne parte.
    Per lo scrivente il Parlamento è il luogo per eccellenza dove le masse collaborano alla propria schiavitù spacciata per “interesse nazionale”, il luogo dove Casaleggio è entrato per dettare nuove regole, vecchie come il mondo.
    Vogliamo parlare delle recenti “simpatie” che il M5S raccoglie in ambito Goldman & Sachs? Vogliamo parlare delle recenti “aperture” dell’ambasciatore americano in Italia?
    Stiamo a vedere

  • Ho promesso di contare fino a 2134 prima di pubblicare un altro commento, ma in realtà penso che mi occorra ancora più tempo, dovrei contare almeno fino a 2390843169487. Vorrei però dire … Mi dispiace essere sembrato così aggressivo e categorico. Io ho molta paura in questo momento. Non auspico la violenza nelle strade. Non credo che l’onestà (la disonestà) e le capacità (le incapacità) analitiche e risolutive siano un’esclusiva di uno schieramento o di un altro, questo è ciò che la mia esperienza mi ha insegnato. Poi, forse anche in questo caso mi sbaglio. Oppure, forse, è ciò che mi sforzo di credere. Certo, quale onestà può esserci, quale onestà posso trovare in … dico ad esempio … Daniele Capezzone ? Estremamente difficile, e non è neppure il caso peggiore. Allora … Preciso … Sento che dovrei proprio iniziare a contare … Uno … Due … Tre … Quattro … Preciso che TRA GLI ANTIFASCISTI … AUSPICO collaborazioni, cooperazioni, esperimenti, soluzioni, valutazioni, e ancora di nuovo collaborazioni, cooperazioni, esperimenti, soluzioni, valutazioni. Basta con la corsa al potere. Siamo tutti esseri umani, ma, basta. Sono passati Settantasette ( 77 ) anni dal 1936, mi riferisco alla Guerra Civile Spagnola. Basta con le lotte intestine e con le posture da Duri e Puri. Dobbiamo trovare soluzioni, insieme. Costruire, insieme, soluzioni. Mi fermo qui, anche perché sono un signor nessuno, ho 35 anni, sono disoccupato, non sono particolarmente sofisticato. Detesto tutte le mafie, perché sono nato a Palermo e in questa città non proprio facile sono nato, e da qui vi scrivo, in questo momento. Ho paura del neofascismo. Spero di aver torto marcio sulle gravi accuse che ho mosso a Giuseppe Grillo. Tutta la mia solidarietà a Stefano Benassi.

    • Un commento solo. La guerra civile spagnola non e’ stata una lotta intestina ( le contraddizioni interne ci sono state, ma non fondamentali per la sconfitta) ma una lotta contro il fascismo che ha preceduto la vittoria del 1945. Purtroppo la resa dei conti con il fascismo non e’ stata definitiva.

      • Non c’ero, perché sono nato nel 77 e tra l’altro come ho scritto non sono molto sofisticato, però a leggere il Diario di Orwell, sembra che siano state le lotte intestine, tra repubblicani, anarchici, e realisti, e stalinisti, sembra che siano state queste lotte intestine ad agevolare la vittoria dei macellai (come chiamarli?). Data la mia piccola esperienza personale, è la continua ricerca della purezza teorica e ideologica, l’ortodossia sclerotizzata, la paura di rischiare, l’indisponibilità ad ammettere gli errori, l’insicurezza e il conseguente desiderio di creare identità granitiche, tutto questo ha spesso (sempre?) agevolato i fascisti e i neofascisti. Uno dei più grandi antifascisti dell’Italia moderna (secondo me), Franco Basaglia, parlava, secondo me a ragione, del pessimismo della ragione, ma dell’ottimismo della pratica, richiamandosi ovviamente a Gramsci, ma superandolo. Mi fermo e ritorno a contare … Uno … Due … Tre … Quattro … Ciao (Grazie)

        • Non c’ ero nemmeno io, nella Spagna di quegli anni. Ma la storia non si conosce solo leggendo Orwell o guardando Terra e liberta’ di Ken Loach. I rapporti di forza non erano favorevoli. Francia, Inghilterra e Stati Uniti non appoggiarono la Repubblica per paura che questa si tingesse alla fine di rosso. Italia e Germania senz’ altro dettero maggior aiuto a Franco che vinse. Che il pessimismo della ragione e l’ ottimismo della volonta’ sia un buon metodo per studiare ed agire sono d’ accordo, assieme al principio osare pensare osare agire. Che Basaglia sia stato un grande uomo ed un antifascista anche. Fare delle graduatorie dove Gramsci sia superato da Basaglia mi sembra inutile. Ciao

      • Infatti te l’avevo scritto che non sono sofisticato ! È sempre estremamente difficile conoscere tutta la storia. Ovviamente dipende anche da chi la narra, la storia. Hai ragione, occorre tenere comunque in considerazione anche il contesto storico e geopolitico. Mi preme sottolineare che Basaglia ci richiamò all’ottimismo della PRATICA, perché non basta la volontà, e nel fare, nel PRATICARE, si fanno esperimenti, si sbaglia, si fa insieme ad altre persone, perché nessuna persona può fare tutto da sola, e nel fare, costruire, rischiare, e, anche, sbagliare insieme, ci si conosce, si impara, si impara a lavorare insieme, si impara a gestire gli errori, a correggersi, a co-operare. Pensare osare agire va bene. Io aggiungerei valutare e correggersi. Perché l’azione sia efficace, va valutata, e corretta se inefficace. Tutto questo forse è ovvio, però mi sembra che spesso ci si fermi alla volontà, o all’azione, ma, ed è per questo che mi piace la parola “pratica”, la pratica è una sequenza di azioni ragionate per realizzare, costruire un progetto insieme ad altre persone. D’accordo con te anche sulle classifiche, non hanno senso. Ciao (Grazie)

  • Dimenticavo. Solidarieta’ ed auguri a Stefano Benassi.

  • Non è questione di punti di vista: gli stalinisti in Spagna da un certo punto in poi erano più impegnati a combattere chiunque a sinistra non fosse d’accordo con loro che i franchisti appoggiati dai nazifascisti. Sono fatti (tragici) non opinioni, Se comunque crediamo utile ritornare su quel terribile passaggio storico io propongo di preparare un bel dossier per il blog.perchè queste discussioni di corsa, a due o tre, magari commentando tutt’altro, misembrano caotiche (db – mi scuso se anchre stavolta sono di corsa, fra un treno e l’aktro e magari infilo refusi)

    • Sono di’ accordo che c’ e’ della confusione nella quale non mi riconosco. Le ragioni della sconfitta della Repubblica spagnola non sono un punto di vista ma il frutto di analisi storiche.
      Non credo serva un dossier ad hoc per fare luce sulle contraddizioni di quel periodo alla cui base non c’ era la cattiveria di alcuni e la bontà di altri, ma obiettivi di lotta tra loro contrastanti. Da una parte la difesa della democrazia come obiettivo in quel momento strategico dall’ altra il comunusmo hic et nunc. L’ antifascismo militante nel 2013 non ha bisogno di introdurre elementi di divisione propri di un contesto storico preciso. Personalmente se avessi vissuto nel 36 avrei militato nella stesse fila di Nino Nannetti, un rivoluzionario comunista, nel 2013 ho dato il voto non alla discarica politica della lista Ingroia o peggio al M5s, ma al Partito Comunisra del Lavoratori del compagno Ferrandi,un trotskista.
      Qualsiasi siano i commenti questo e’ il mio ultimo sul tema guerra civile spagnola. Sono un lettore di Orwell ed uno spettatore dei films di Loach, posso fornire una bibliografia ed una filmografia più amplia, questo si.

      • caro Francesco, non ce l’ho ovviamente con te ma ci terrei (il più velocemente possibile) a chiarire questo punto sullo stalinismo: vedo in giro gente che anche oggi esalta Stalin… Sono loro a introdurre elementi di confusione dimenticando tutto: il patto Ribentrop-Molotov, l’inquisizione interna al partito contro chiunque fosse poco allineato con il capo (venne sterminato il comitato centrale bolscevico, i sopravvissuti, che aveva fatto la rivoluzione… tutti “traditori” tranne due – per pignoleria se vuoi ti rintraccio i nomi – e questi sono fatti, nomi, numeri, inoppugnabili) e le ancor più grandi tragedie di popoli interi deportati e perseguitati che dunque non furono “federati” all’Urss ma colonizzati… Non c’è contesto storico che giustifichi questo. Se vogliamo (e dobbiamo) ricostruire la sinistra anticapitalista, riprendere idee e prassi del miglior marxismo, coniugare il progetto comunista con la difesa del pianeta morente (una catastrofe che Marx 150 anni fa non poteva prevedere) io penso che dobbiamo fare un’analisi seria dello stalinismo, delle sue radici, delle sue conseguenze, del socialismo-formicaio e carcerario costruito in un’Urss che di “soviet” da un certo momento in poi ha solo il nome. Forse sbaglio a scrivere un comnmento di fretta e ci vorrebbe (appunto) un dossier ma SPERO almeno di essere stato chiaro (db)

        • Caro Daniele, credo che siamo dalla stessa parte della barricata, anche se non condividiamo alcuni punti quali per esempio il ruolo politico positivo del PT ( di matrice trotskista tra l’ altro) in Algeria, quello negativo di Amnesty International o il modello di sviluppo socio economico eritreo, alternativo in Africa, a quelli subordinati alla finanza internazionale. Sono convinto che il nemici principale siano l’ imoerialismo, il capitalismo ed il fascismo. Non sono ne’ uno stalinista ne’ un trotskista credo che il compito dei comunisti sia quello di individuare i veri nemici gli obiettivi principali di lotta qui ed ora e non utilizzare il passato per dividere.. La discriminante antimperialista e’ per me prioritaria. Per essere chiari nessuna valutazione strumentale del passato o di tematiche inerenti a diritti umani mi porteranno a posizioni oggettivamente fiancheggiatrici dell’ Imperialismo americano.
          Per uscire da questa diatriba penso che quello che dice Ago su Basaglia sia interessante. La teoria e pratica di questo grande andrebbe riattualizzata, rivalutata. Perché Ago non produce un pezzo od una scor-data su Basaglia?

      • Ci penso su, ma non penso di essere la persona più adatta. Cerco solo, nel mio piccolo, di essere parte di una soluzione e non di un problema. Suona molto banale, lo so, ma secondo me non lo è così tanto, perché già implica partecipazione, collaborazione, analisi, l’identificazione del problema, e di una possibile soluzione. E poi, devo ancora imparare a controllare meglio le mie emozioni, anche quando scrivo ! Comunque ci penso. Ciao e grazie

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