Il bar Freedom e altre extra-nezze

Una rubrica di notizie sparite e notizie sparate su… “mirmema” (cioè: Migrazioni Interculture Razzismi Meticciato E Molto Altro)

I – Di che razza sono i numeri?

L’uso in questa rubrica dei numeri romani è sarcasmo verso chi vorrebbe liberarci della multiculturalità e dunque anche dei numeri arabi, di cibi – e parole – come arance e albicocche o delle basi per la moderna astronomia (tanto per fermarsi alla lettera A).

II – Ogni tanto buone notizie…

o semplicemente un po’ di buon senso. Qualche giornale segnala, il XXVII marzo che la questura di Reggio Emilia, adeguandosi alla sentenza di un giudice (Domenica Sabrina Tanasi) ha rilasciato il permesso di soggiorno a un giovane uruguaiano che si era sposato in Spagna con un cittadino italiano.

III – Extra…vagante?

Lo stesso giorno della notizia precedente il «Corriere della sera» racconta della denuncia per razzismo di un dipendente, Cheikh Tidiane Gaye, contro Extrabanca, nata due anni fa per i cittadini stranieri residenti in Italia: il giudice (Fabrizio Scarzella) gli ha dato ragione. A parte il paradosso, la sentenza è importante – come sottolinea Livio Neri, avvocato di Gaye – perché è la prima in Italia «per molestie razziali sul posto di lavoro».

IV – Tragedie senza colori

Fra i molti imprenditori, commercianti, operai e disoccupati che si suicidano o tentano di farlo perché sopraffatti dalla «crisi economica» ci sono anche immigrati. I giornali del XXX marzo raccontano la vicenda di un marocchino, regolarmente in Italia, che – disperato perché da quattro mesi non riceve la paga – si è dato fuoco nel centro di Verona.

V – Tragedie a colori

Se i comandanti avessero seguito l’antica «legge del mare», cioè di soccorrere chi è in difficoltà, quei sessantatrè migranti non sarebbero morti il XXVII marzo dell’anno scorso: questa la condanna (politica non giudiziaria) che, un anno dopo, è arrivata dal Consiglio d’Europa dopo l’indagine curata dalla parlamentare olandese Tineke Strik che ha puntato il dito soprattutto contro la Guardia costiera italiana e le navi della Nato.

VI – Accade al bar Freedom…

di Monterotondo (vicino Roma) che una donna tunisina di XXVII anni venga insultata, malmenata e costretta a levarsi il velo. I giornali che ne danno notizia (XXXI marzo) ricordano che negli ultimi anni sono molte le donne straniere in Italia insultate per il velo. Giusto un anno prima, un hotel di Rimini aveva negato lo stage a una studentessa “colpevole” di avere un foulard.

VII – Umiliazioni in Francia

Il «Corriere della sera» racconta (II aprile) delle grandi polemiche in Francia per la decisione della polizia di tenere alcuni immigrati, che volevano venire in Italia, per X ore in un garage (senza accuse specifiche e dunque in modo irregolare) e di marchiarli sulla pelle con numeri. Dopo la denuncia di un avvocato anche il giudice ha definito queste misure «vessatorie e umilianti».

VIII – Banana?

Interessante l’articolo (III aprile) di Dario De Vico sul «Corriere della sera» sui ragazzi cinesi in Italia, cosiddetti immigrati di seconda generazione, e sul loro ruolo positivo anche per l’export del nostro Paese in quanto conoscono bene le due lingue e i due mondi. Peccato però il titolo: se pure in gergo qualcuno li chiama così c’era bisogno nel sottotitolo di etichettarli così: «I “banana” (gialli fuori, bianchi dentro)»?

IX – Emergenza o no?

Pochi lo ricorderanno ma il XXI maggio di quattro anni fa il governo Berlusconi inventò un’emergenza «in relazione agli insediamenti di comunità nomadi». Un successivo ricorso fu accolto, nel novembre dell’anno scorso, dal Consiglio di Stato ma il XV febbraio l’attuale governo ha contestato questa decisione. Ne dà notizia, fra i pochi, «il manifesto» del III aprile, aggiungendo che il tutto avviene in una sorta di schizofrenia; infatti il XXVIII febbraio l’Unar, cioè l’Ufficio governativo contro le discriminazioni, ha presentato all’Unione europea la «Strategia nazionale di inclusione dei rom» in Italia.

X – Morire in mare

Secondo la denuncia dei profughi, salvati al largo di Lampedusa, dieci loro compagni sono morti nel canale di Sicilia. Ne parlano i giornali del IV aprile che citano altri «dispersi in mare» nei giorni precedenti.

XI – Morire di Pasqua

Su codesto blog forse avrete letto un commento di Tahar Lamri, scrittore algerino che da molti anni vive a Ravenna, alla situazione che si è creata in città dopo la morte, la notte di Pasqua, di un ragazzo tunisino che non si era fermato a un posto di blocco. Nei giorni successivi le autorità cittadine hanno chiesto agli immigrati e agli antirazzisti di non manifestare (il XIII aprile, come previsto) per evitare tensioni: una idea quantomeno curiosa sia sulla gravità dei fatti che sul concetto di democrazia.

XII – Comunione o no?

La notizia arriva (il XII) aprile sui giornali: in provincia di Ferrara un prete «nega la comunione a un bambino disabile» (dieci anni) perché «non può capire, non distingue il pane dall’ostia». La madre dice che è stato «discriminato» ma anche il locale Osservatorio sui minori parla di «oscurantismo». Nelle polemiche qualcuno ricorda che se il problema è la piena comprensione dei sacramenti allora anche il pede-battesimo sarebbe fuori luogo e meglio sarebbe (come nell’antichità) battezzarsi all’età della ragione.

XIII – «Luoghi inutili e offensivi»

Questa secca definizione, a proposito dei Cie (Centri di identificazione espulsione) arriva dal senatore Pietro Mercenaro nel presentare, il XII aprile, il «Rapporto sullo stato dei diritti umani negli istituti penitenziari e nei centri di accoglienza e trattamento dei migranti in Italia». Nei luoghi detti Cie resta difficile persino il controllo che giornalisti e associazioni dei diritti umani possono invece esercitare (ovviamente fatta salva la sicurezza) nelle carceri.

XIV – Umiliazioni in Italia

Neanche un mese dopo lo scandalo francese anche in Italia si discute di trattamenti degradanti per migranti. Il regista Francesco Sperandeo sul volo Roma-Tunisi “ruba” con il suo telefonino l’immagine di due ragazzi stranieri rimpatriati con la bocca serrata con scotch da pacchi. Improbabile la difesa della polizia («era una mascherina sanitaria») che quasi nessuna forza politica giustifica in questa occasione. Però Mauro Palma (ex presidente del “Consiglio permanente contro la tortura” del Consiglio d’Europa) intervistato da «il manifesto» il IXX aprile denuncia che purtroppo è «una pratica comune nei Paesi dell’Ue».

XV – Scomparsi

Mancano all’appello 254 ragazzi tunisini, arrivati in Italia un anno fa e poi letteralmente spariti. Le loro famiglie, con l’aiuto di associazioni italiane, chiedono aiuto al nostro governo che però dà una risposta scarcerante: non possiamo verificare, attraverso le impronte digitali, se quei ragazzi sono arrivati in Italia perché i sistemi di identificazione a Lampedusa non sempre hanno funzionato.

10 – Finchè c’è lei…

la Costituzione, qualche speranza c’è – anche in questi brutti tempi – ma bisogna difenderla e applicarla. A partire dall’articolo 10 (numeri arabi sì).

BREVE NOTA

Sparite e sparate. Certezze, mezze verità, bufale, voci. Questa rubrica, nata sulla rivista «Come solidarietà» prova – a ritmo mensile (o quasi) – a recuperare e/o commentare quel che i media tacciono e/o pompano (oppure rendono incomprensibile, con il semplice quanto antico trucco di de-contestualizzarlo) su migranti, razzismi e dintorni. Sono gradite tanto le correzioni che le segnalazioni-integrazioni. (db)

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

2 commenti

  • Un amico molto preciso – e che usa un italiano impeccabile tanto nello scrivere che nel parlare – mi scrive, a proposito della frase “Su codesto blog forse avrete letto un commento di Tahar Lamri” che QUESTO si intende vicino a chi parla e CODESTO sarebbe vicino a chi ascolta; questo si dice anche di qualcosa che viene mandata a chi la avrà e solo dopo che l’avrà avuta si dirà codesto.
    Credo che abbia ragione lui anche se ho un vaghissimo ricordo che mia madre (di nascita fiorentina) mi aveva insegnato: questo è vicino, quello è lontano, codesto sta in mezzo.
    A ogni modo ho il vezzo di affezionarmi ai PICCOLI errori (ai GRANDI, spero di no) e dunque continuerò a cadere in codesto errore. (db)

  • sarina aletta

    Sempre preziose interessanti notizie…
    in quanto al toscano…è regola antica:
    Questo, codesto e quello,
    in ordine di distanza da chi parla quanto di chi ascolta.
    Baci.
    Sarina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.