In Argentina un femminicidio ogni 30 ore

All’inizio di marzo è stato presentato il progetto di legge “Emergencia Nacional en Violencias de Género” elaborato dalle organizzazioni femministe Mujeres de la Matria Latinoamericana e Mujeres Socialistas.

di David Lifodi

In Argentina si compie un femminicidio ogni 30 ore e, per questo motivo, le organizzazioni femministe hanno chiesto al governo di dichiarare la violenza di genere un’emergenza nazionale.

All’inizio di marzo il deputato Enrique Estévez, del Bloque Socialista, ha presentato il progetto di legge “Emergencia Nacional en Violencias de Género”, elaborato dai movimenti femministi Mujeres de la Matria Latinoamericana e Mujeres Socialistas.

Secondo i dati delle due organizzazioni femministe, soltanto nei mesi di gennaio e febbraio 2021 sono state uccise 69 donne. Nel 2020, hanno ricordato le donne di Mujeres de la Matria Latinoamericana, sono state 329 le morti violente di donne, lesbiche e trans, sottolineando che la violenza di genere si presenta sotto molteplici forme, fisica, psicologica ed economica.

In particolare, le femministe chiedono che siano assegnate maggiori risorse al Ministerio de las Mujeres, Géneros y Diversidad, oltre ad invitare il governo a promuovere un piano di interventi mirati a livello nazionale che, secondo lo stesso Estévez, dovrebbe tutelare maggiormente le vittime di violenza. Le Mujeres de la Matria Latinoamericana insistono soprattutto su un punto, quello di assegnare un sussidio a coloro che sono vittime della violenza di genere, si trovano in una situazione di vulnerabilità sociale e non possono permettersi di essere autonome dal punto di vista economico, a partire dalla possibilità di trasferirsi in un’altra abitazione per fuggire dal proprio partner. Per questo motivo, spiegano le femministe, è urgente che lo Stato lavori ad un programma che includa la creazione di case di protezione in grado di accogliere le vittime di violenza.

Tra gli altri dati allarmanti del rapporto elaborato dalle Mujeres de la Matria Latinoamericana vi è quello che riguarda il coinvolgimento delle forze di sicurezza negli episodi di femminicidio: ben il 17% degli episodi di violenza di genere è commesso infatti dagli agenti.

A questo proposito non si può non tacere nemmeno sul caso dei poliziotti che, quando si trovano di fronte donne che denunciano episodi di violenza, finiscono a loro volta per colpevolizzarne di nuovo rivolgendosi nei loro confronti con frasi del tipo Que habrás hecho para que te peguen?, facendo sottintendere che, se sono state picchiate, probabilmente ci sarà un motivo.

La proposta di legge chiede anche la costituzione in tempi rapidi del Registro Único de Situaciones de Violencia de Género, come auspicato anche dall’Observatorio de Femicidios Adriana Zambrano che, tra i crimini odiosi più recenti, segnala quello di Graciela Flores, madre di quattro figli uccisa dal suo ex marito. Del resto, che in Argentina la situazione della violenza di genere fosse divenuta allarmante si era capito fin dai primi giorni del 2021. Il 1° gennaio Anabella Olmos e i suoi figli furono bruciati nell’incendio appiccato alla casa dal marito, il quale in più circostanze aveva promesso alla donna che le avrebbe dato fuoco.

In generale, sottolinea l’Observatorio de Femicidios Adriana Zambrano, il 76% dei femminicidi è commesso da mariti, ex mariti o familiari e il 24% da uomini che sono comunque conoscenti delle vittime.

La lista di femminicidi, solo per rimanere al mese di gennaio, è purtroppo lunghissima e tra le vittime vi sono anche donne giovanissime, di 22 e 23 anni, come Yesica Paredes e María Belén Montenegro, entrambe assassinate dai loro compagni.

A questo proposito, il Colectivo de Mujeres y Disidencias Autoconvocadas, di cui fanno parte, tra le altre, Nora Cortiñas, Estela de Carlotto, Rita Segato e Claudia Piñeiro, ha scritto al presidente Alberto Fernández chiedendo maggiore coordinamento tra forze di sicurezza, potere giudiziario e municipi.

Sempre il Colectivo ha precisato che la violenza di genere è “un problema strutturale del paese che si è ulteriormente aggravato a seguito dei periodi di lockdown dovuti all’emergenza sanitaria”.

Il Ministerio de las Mujeres, Géneros y Diversidad ha informato che il 90% delle chiamate ricevute dalla linea telefonica 144, dedicata esclusivamente alle denunce delle donne maltrattate, riguarda episodi di violenza domestica e, riconoscendo la crescita dei casi di femminicidio durante la pandemia, ha garantito che implementerà il Programa Interministerial entre el Ministerio de Seguridad y el Ministerio de Justicia per far fronte agli episodi di violenza.

Le organizzazioni femministe hanno segnalato infine l’altra faccia dei femminicidi, quelli dei figli che restano senza madre, nonostante la Ley Brisa preveda per loro una riparazione economica che però spesso finisce per perdersi nei meandri della burocrazia e sono tornate nelle piazze di tutto il paese per sollecitare lo Stato ad adottare provvedimenti concreti per prevenire, sradicare e punire gli episodi di violenza di genere.

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David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

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