INSIEME PER LA PACE IN CONGO
Un appello con preghiera di sottoscriverlo e diffonderlo
Alla cortese attenzione di tutti i Parlamentari e Senatori della Repubblica Italiana
Chiediamo l’applicazione della risoluzione del Parlamento Europeo per
fermare l’aggressione in Congo
Egregi Onorevoli Parlamentari,
Egregi Senatori,
Siamo una rete informale di cittadini e associazioni,
nata in Italia poco più di due anni fa, in preparazione della visita di Papa Francesco
nella Repubblica Democratica del Congo. Per origine, frequentazione o conoscenza,
ci sta a cuore la sorte del popolo congolese e ci unisce la volontà di fare il nostro
possibile per facilitare il ritorno della pace in questo Paese e nell’intera regione
africana dei Grandi Laghi.
La crisi umanitaria, sociale e politica nell’est del Congo si è riaccesa già a fine 2021,
con l’insorgere del Movimento M23, presentato come il volto congolese
dell’ambizione espansiva del regime ruandese, accelerando con la presa di
Bunagana nel giugno 2022. Nonostante le dichiarazioni degli esperti dell’Onu
riguardanti la presenza di circa 4.000 soldati ruandesi a sostegno dell’M23,
l’avanzata è proseguita senza sosta, con il tacito consenso internazionale, causando
morti, stupri e il massiccio sfollamento di persone, che si sono rifugiate in campi di
fortuna nei dintorni di Goma.
La guerra ha recentemente raggiunto un culmine con l’occupazione di Goma il 27
gennaio 2025 e di Bukavu il 16 febbraio, con l’avanzamento in altre zone del Congo.
Gli sfollati, costretti dalle nuove autorità a lasciare i campi, si trovano ad affrontare
condizioni di vita estremamente difficili, tra case distrutte e campi abbandonati o
occupati da altri.
La carneficina di Goma, con circa 3.000 morti accertati, ha scosso profondamente le
coscienze internazionali. Siamo ormai tutti consapevoli che le radici di questa guerra
affondano nei Paesi del nord, in una politica bilaterale e comunitaria nei confronti del
Ruanda, mossa principalmente dalla necessità di approvvigionamento dei minerali
strategici del Congo, ignorando il sangue e l’ingiustizia che accompagnano questo
commercio.
L’Unione Europea, con il Memorandum economico firmato il 19 febbraio 2024, ha
sancito una partnership con il Ruanda per l’approvvigionamento e la trasformazione
di materie critiche, nonostante la minore disponibilità di questi nel Paese. Allo stesso
tempo, il Ruanda ha ricevuto ingenti somme di denaro dall’Europa per sostenere la
sua missione militare in Mozambico, alimentando indirettamente il conflitto nella
regione. E per rimanere in casa nostra, il 9 luglio 2024, l’Italia e il Ruanda hanno
firmato un accordo di 50 milioni di euro per sostenere progetti di resilienza climatica
nell’ambito del Piano Mattei.
Di fronte a tutto ciò e dopo una forte campagna della società civile e di alcuni
europarlamentari, il 13 febbraio scorso, il Parlamento Europeo ha votato, quasi
all’unanimità, la Risoluzione 2025/2553(RSP), chiedendo l’immediata sospensione
del Memorandum economico del 19 febbraio 2024 con il Ruanda, la fine del
finanziamento e del supporto militare all’esercito Ruanda e sanzioni contro il regime
di Kigali ed il movimento M23.
È il momento di applicare questa risoluzione e intraprendere azioni concrete:
sanzioni economiche e militari a livello comunitario e bilaterale, che diano un
segnale chiaro al regime ruandese senza penalizzare il popolo ruandese.
In questo contesto, ci rivolgiamo a voi, Onorevoli Parlamentari e Senatori, affinché
utilizziate la vostra influenza e il vostro potere per sollecitare il Governo italiano a
fare propria la risoluzione votata dal Parlamento Europeo il 13 febbraio scorso.
Chiediamo che il nostro Governo intervenga attivamente a livello europeo per
chiedere l’applicazione di questa risoluzione: le autorità europee sospendano
immediatamente l’accordo del 19 febbraio 2024 con il Ruanda e ritirino il
supporto militare a questo regime. Che la voce dell’Italia possa levarsi in nome
del rispetto del diritto internazionale e per una pace duratura nella regione dei Grandi
Laghi.
Vi chiediamo di adoperarvi affinché il Governo italiano chieda con forza e
determinazione il ritiro delle truppe ruandesi dal Congo e supporti le iniziative
internazionali che mirano a porre fine a questa guerra ingiusta, facendo sentire la
voce della giustizia.
Cogliamo l’occasione per invitarvi a sollecitare il Governo affinché garantisca la
tracciabilità dell’accordo firmato con il Ruanda il 9 luglio 2024, poi successivamente
esaminato sia dalla Camera dei Deputati che dal Senato.
Restiamo a vostra disposizione per ogni chiarimento e suggerimento e vi
ringraziamo di cuore per il vostro impegno a favore della pace.
La rete “Insieme per la Pace in Congo”
Per aderire, scrivere a: insiemeperlapaceincongo@gmail.com
PRIME ADESIONI
1. PeaceLink
2. Colibrì
3. Coordinamento delle Associazione della Vallagarina per l’Africa, CAVA
4. Simama
5. Hakitumaini
6. Tumaini, un Ponte di Solidarietà
ANCHE “LA BOTTEGA DEL BARBIERI” ADERISCE
In “bottega” cfr due articoli con molti link:
Congo in pezzi: l’hi-tech fa festa
«Non abbandoniamo il popolo congolese»
LA VIGNETTA QUI SOPRA – scelta dalla “bottega” – è di Mauro Biani: “vecchia” ma purtroppo resta tristemente attuale.

Grazie alla Bottega del Barbieri per il continuo lavoro di sensibilizzazione e di conoscenza sulla situazione in RDCongo. Purtroppo è difficile trovare giornali/TV che in modo chiaro e senza giri di parole parlino della grave situazione all’Est. Grazie per tutto il lavoro che fate.