«Irriverenti e libere»

Ripresentando – e ri/consigliando – il libro sui «femminismi nel nuovo millennio» di Barbara Bonomi Romagnoli

Il meglio (FORSE) del blog-bottega /306…. andando a ritroso nel tempo (*)

«Meglio guardare, lasciarsi stupire, farsi colpire dal disordine, dalla contraddittorietà, dallo spezzatino culturale che alimenta le parole e gli atti delle donne raccontate da Barbara Bonomi Romagnoli con affettuosa partecipazione e pochi giudizi. Perché quel disordine, quello spezzatino forse parla di una sopravvivenza-resistenza come controcanto all’epoca minacciata dal pensiero unico ammesso che ancora si possa parlare di pensiero»: dalla prefazione di Lidia Campagnano, giornalista e scrittrice.


I femminismi spesso non fanno notizia, nell’informazione mainstream di certe cose non si parla, o lo si fa poco e male. Anche nei media indipendenti continua ad esserci una discreta resistenza culturale a dare spazio, autorevolezza e rilievo a quei fatti che hanno a che fare con robe da donne o da femmine in senso dispregiativo. Tutte queste robe da donne e da femmine non sono invece trascurabili perché riguardano l’umanità intera. Sono tante, tantissime, infatti le donne che si ritrovano per discutere, elaborare proposte politiche, prefigurare pratiche di cambiamento, ripensare non solo il rapporto fra i sessi ma anche l economia e le regole della convivenza: alcune di loro sono le protagoniste dei racconti di «Irriverenti e libere» di Barbara Bonomi Romagnoli, pubblicato da Editori Internazionali Riuniti.
Singole e gruppi sparsi sul territorio, reti nazionali e collettivi capaci di innovazione nel linguaggio e nelle forme della politica: dal provocatorio «La disobbedienza ha le zinne» di Assalti a-salti ai laboratori delle Acrobate, dalla scuola delle Giacche Lilla delle Sconfinate al «Manuale delle Galline Ribelli» di A/matrix, dal LadyFest alle voci che tessono Trama di Terre, dal Sexyshock di Bologna a Slavina e alla Fem Conference, dall’eterea Ella De Riva alle donne del Centro documentazione e cultura della donna di Bari e di Undesiderioincomune, dalle esperienze collettive di Sommosse, Punto G, le Lucciole, Facciamo Breccia, le TerreMutate, lo Sciopero delle donne fino a collettivi come Femminile Plurale, Smaschieramenti, le Cagne Sciolte e tanti altri.
Un libro accurato e approfondito che dà voce ai recenti femminismi in Italia – dal Duemila a oggi – attraverso racconti e cronache di donne impegnate e appassionate. Grazie a un linguaggio versatile, agile ed efficace, l’autrice si rivolge al largo pubblico non solo alle addette ai lavori con l’obiettivo di far scoprire quell’universo colorato e multiforme – ricco di entusiasmi e contrasti, pratiche e pensieri, desideri e passioni – che non ha mai smesso di raccontare e raccontarsi.


Barbara Bonomi Romagnoli è nata a Roma nel 1974. Ex redattrice di «Carta», attualmente è giornalista professionista freelance, apicoltrice (nel 2017 ha pibblicato «Bee Happy. Storie di alveari, mieli e apiculture» ed esperta di analisi sensoriale del miele. Da quasi un trentennio si muove fra studi di genere e femminismi, partecipando a seminari, incontri, workshop e convegni sulla storia e sui movimenti politici delle donne in Italia e all’estero. La trovate qui: www.barbararomagnoli.info (ogni tanto è anche su codesto blog che a suo tempo diede molto e convinto spazio allo «sciopero delle donne» del quale Barbara fu una delle promotrici).

Barbara Bonomi Romagnoli
«Irriverenti e libere. Femminismi nel nuovo millennio»
Editori Internazionali Riuniti
226 pagine, 16 euro

Qui trovate uno stralcio dell’ottavo capitolo : 2006, alla conquista dello spazio e della Rete ma occhio anche a Le giovani talpe vedono benissimo…

 

(*) IL NOSTRO “MEGLIO”

Anche quest’agosto la “bottega” recupera – nel pieno dell’estate – alcuni vecchi articoli che a rileggerli, anni dopo, ci sembrano interessanti. Il motivo? Un po’ perché 22 mila articoli (appena superati) sono taaaaaaaaaaanti e si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché d’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque; recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda (ma un po’ alla volta siamo arrivati al 2014) valutando quali possono essere più attuali o spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto ritrovare semi, ponti, ornitorinchi (cioè stranezze eppur vere), pensieri perduti; ove possibile accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente. Con le firme più varie, con stili assai differenti e con quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – lo speriamo – caratterizza il nostro blog-bottega. Al solito con l’inizio di settembre terminiamo questo (forse) “meglio”. Per rivederci presumibilmente la prossima estate. O magari a dicembre per farvi in/soliti regali riciclati. [db]

 

Redazione
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