La Cina è lontana, purtroppo

Maria Rita D’Orsogna (*) ci ricorda che in Cina lo hanno capito: per non morire d’inquinamento l’energia deve arrivare dal sole, dal vento e dall’elettricità; il petrolio sta finendo, costerà sempre di più, la tecnologia serve a cambiare il paradigma energetico.

Il blog di Maria Rita D’Orsogna –http://dorsogna.blogspot.it/ –   è una miniera di informazioni e uno strumento necessario per capire come va il mondo.

 

Nell’ultimo mese chi legge quel blog scopre che “Non hanno fissato ancora una data, ma la Cina ha appena annunciato che nel futuro prossimo verrà *vietata* la vendita di automobili alimentate da combustibili fossili” e “soffocano d’inquinamento, lo smog è alle stelle, le malattie respiratorie pure, e la pressione popolare di migliorare le cose aumenta, in parallelo alla prosperità dei cinesi.  E’ una decisione che si pone sulla scia di eliminare il carbone come fonte energetica dal paese entro il 2030.

Ma ci sono altri motivi, più economici e di immagine.

Intanto dopo il fiasco di Trump (e degli USA!) sugli accordi di Parigi, la Cina vede in se stessa un  leader nella lotta ai cambiamenti climatici e questa decisione non potrà fare altro che sigillare ancora di più’ il suo ruolo o la sua aspirazione di diventare paese-guida ora che gli USA non ci sono più.  E infatti il presidente Xi Jinping è uno dei più ferventi sostenitori degli accordi sui cambiamenti climatici.

E poi… Poi c’è un enorme mercato da conquistare con le auto elettriche e i cinesi vogliono che siano i loro produttori di veicoli a prendersi questo mercato, e non Elon Musk con la sua Tesla o gli europei. Con l’obbligo dell’auto elettrica i produttori cinesi inizieranno ad essere più competitivi e a sviluppare progetti elettrici per il paese in modo più’ urgente e sostenuto, così da avere un elettrico made-in-China prima che arrivino gli altri a prendersi il mercato interno.” (da qui)

 

E magari scopre che “i cinesi hanno installato 35 GW in soli sette mesi! Più del doppio di quanto installato da tutti gli altri paesi nel 2016.
Se vanno avanti arriveranno a oltre 210 GW nel 2020, cinque volte la capacità degli USA in questo momento.

Anche nel reparto vento non scherzano. Per il vento l’obiettivo è di 210 GW entro il 2020, ma si stima che con l’arrivo di circa 110 GW previste da turbine onshore, l’obiettivo verrà’ superato e che si arriverà a 264 GW entro il 2020.

E’ più di tutta la capacità dell’Europa.

In Cina c’è già’ il più grande campo solare del mondo, e quello galleggiante più grande del mondo. Ma non è solo l’installazione e il “grande” in sè e per sè,  in Cina vogliono installare impianti con tecniche avanzati, con maggiore efficienza e integrando produzione ed uso, e vogliono incentivare sia la produzione centralizzata che sui tetti.” (da qui)

 

E che “alla General Motors il giorno 2 ottobre 2017 annunciano che il futuro sarà solo elettrico.

Niente più benzina. Niente più diesel. Solo elettrico, zero emissioni.

La transizione inizierà subito, con due nuovi modelli 100% elettrici sul mercato nel 2018, con ben 18 modelli nuovi entro il 2023.

Perchè fanno questo?

Perchè amano l’ambiente? Perchè hanno una coscienza speciale? Mi piacerebbe pensare di si, ma non sono cosi naive. Lo fanno per business. Perchè è adesso la corsa a chi ci arriva prima a conquistare il mercato elettrico, in modo da controllare mercato, e idee, e direzioni.

E quindi la risposta è: perchè quelli della General Motors vogliono essere i primi a passare all’elettrico, vogliono essere i “pionieri” della transizione e a dettarne le modalità e non stare a guardare gli altri.” (da qui)

 

E in Italia?

Siccome il nostro paese è governato da ignoranti, delinquenti e corrotti (per la maggior parte), da noi continuiamo a suicidarci (vedi qui e qui).

 

(*) scrive Maria Rita D’Orsogna: siate educati, se copiate, citate

Per sapere se ha ragione confrontate un suo articolo e quello di chi copia (qui) e decidete da soli se ha ragione.

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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