La scuola Philo

Nella 126esima puntata di «Ci manca(va) un Venerdì» l’astrofilosofo Fabrizio Melodia racconta di chi spiega come essere filosofi nel secolo della crisi permanente

Molto mi aveva intrigato, a febbraio, un incontro alla libreria La Cicala di Merate con Romano Madera, fondatore della Scuola Philo sul tema «La filosofia come stile di vita: il bisogno di senso per vivere».

La filosofia, dopo molto tempo, esce dagli istituti universitari e scolastici, si spoglia di tutta la terminologia per specialisti e si accosta al “grande pubblico”. Tornare fra la gente per aiutarla a vedere chiaro dove prima era oscuro.

Mai come ora, il bisogno di dare un senso alla vita – dove magari senso non ce l’ha, per parafrasare Vasco Rossi – è essenziale in questo momento di crisi globale con valori, usanze e tessuti sociali allo sfacelo.

Unico rimedio la pratica filosofica? Il vostro Astrofilosofo – quanto mai di parte – è andato a intervistare Laura Campanello per verificare se le manca qualche venerdì (o Venerdì… robinsoniano?) come a buona parte di “noi filosofi”.

«La scuola Philo (www.scuolaphilo.it) è la realizzazione del sogno di Romano Madera grazie all’incontro fortunato con alcuni studenti adulti del corso di laurea magistrale di Consulenza pedagogica e ricerca educativa all’università Bicocca di Milano. Da anni Madera organizzava seminari di Pratiche filosofiche che nella scuola hanno preso ulteriore forma tracciando due strade auspicate: una scuola per analisti filosofi (www.sabof.it) che potesse tessere filosofia e psicologia del profondo diretta alla ricerca di senso che l’umano ha e di cui da sempre la filosofia si occupa e che Jung aveva ben evidenziato. E secondariamente un luogo e un tempo dove imparare a vivere meglio, sperimentando e ricercando la propria via di senso».

I sogni sono la vita o aiutano a vivere meglio?

La dottoressa Campanello sembra non nutrire alcun dubbio, soprattutto su come ci si deve accostare alla filosofia pratica: «Lo scopo è occuparsi della fatica del vivere e della fragilità cui la vita è esposta per natura,  non nella sua patologia ma nella sua naturale esposizione alle fatiche e al dolore, aiutando le persone a farsi carico della propria consapevolezza ed esercitarsi a vivere per non perdere periodicamente la propria serenità, col passare dell’età o con eventi che rimettono in discussione il senso e le abitudini del vivere».

Vivere consapevolmente è un’impresa assai ardua, soprattutto in una società come questa che insegna la cultura dell’edonismo più sfrenato e la ricerca del piacere materiale a tutti i costi, portando allo sfacelo il tessuto sociale e i rapporti con le persone. Laura Campanello, grazie alla disponibilità della libreria La Cicala e alla grande abilità di creare rete e cultura, ha deciso di portare Scuola Philo allo scoperto, per allargare il messaggio e la pratica filosofica. Dopo molte attività organizzate dalla Libreria La Cicala (non solo filosofiche ma anche pedagogiche) ecco l’idea di continuare in modo più capillare e massiccio.

«Philo Cicala vuole dare continuità a una proposta che nasce con alcune conferenze e si sviluppa attraverso laboratori e momenti di incontro, anche fra specialisti dell’educazione, della salute, dell’insegnamento, ecc. Perché una visione del mondo filosofica parte e ritorna da queste aree in cui si forma l’uomo e grazie alle quali ce ne si prende cura».

Come coinvolgere sempre più persone e far crescere Scuola Philo grazie anche a queste attività “fuori porta”?

L’ottimismo è ben sorretto anche dal metodo non accademico d’insegnamento:«Un lavoro che si muove tra conferenze, momenti di dialogo, di lettura. di scrittura. Che porti a un reale cambiamento e a vedere meglio la vita per quella che accettandola con meno rabbia e rassegnazione negativa. Ognuno potrà trovare il proprio modo per compiere questo percorso, sia esso il discorso teorico, la pratica laboratoriale o il lavoro attraverso il corpo».

Fornire dunque gli strumenti affinché ogni persona possa farsi la filosofia di casa propria? Laura Campanello non è dell’avviso: «Ognuno potrà riguardare alla propria storia (biografia) in maniera differente da quanto già fatto fino e praticare piccoli cambiamenti che portino a grandi trasformazioni nel modo di vivere, per essere più consapevoli, più leggeri, magari anche più felici. Avendo sempre come orizzonte che siamo interconnessi agli altri e al mondo, nonché alla natura, e siamo intraconnessi con le nostre parti interne, spesso poco armonizzate tra loro».

La filosofia aiuterà a cambiare se stessi e di riflesso anche il mondo che ci circonda? Con cauto ottimismo, concludiamo con i consigli di lettura che Laura Campanello suggerisce per accostarsi al mondo del pensiero filosofico:«Pierre Hadot, Romano Madera, Laura Campanello, Moreno Montanari e i vari testi della collana di Philo che trovate sul sito www.scuolaphilo.it, ma anche D. I. Yalom, S. Natoli, U. Curi, V. Mancuso. Nonché Epicuro, Marco Aurelio, Epitteto, Seneca … ma anche Benasayag, nonchè la biografia di Jung. Letture sincretiche che tessano e nutrano le domande di senso aiutando a cercare le risposte per vivere meglio».

Nell’immagine «La scuola di Atene», una gustosa parodia disneyana del celebre dipinto di Raffaello Sanzio.

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

Un commento

  • gian marco martignoni

    Mi è piaciuta la 126 puntata dell’astrofilosofo sulla Scuola di Philo e su quanto Romano Madera, fondatore del Gruppo Gramsci con il compianto Giovanni Arrighi, propone meritoriamente non solo con le sue splendide pubblicazioni. In un epoca dominata dalle cosiddette “passioni tristi “, abbiamo un disperato bisogno di dare un senso alla nostra esistenza, non smarrendo la dimensione collettiva,ma anche approfondendo il percorso della ricerca filosofica. In questa direzione, ho trovato notevole la sua recente monografia su Carl Gustav Jung, pubblicata nel 2017 per Feltrinelli, laddove in particolare nel capitolo conclusivo evidenzia come la ricerca del senso della vita non può essere scissa dall’ affermazione di una “autorealizzazione consapevole e solidale, concepita nella ” interintra dipendenza” di ciascuno da tutto e da tutti “.

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