L’indagine infinita

Processo Quirra: slitta al 4 giugno 2014 la decisione di rinvio a giudizio,
ennesima proroga alla superperizia inutile e dilatoria.
del Comitato sardo Gettiamo le Basi (*)

Nessuna sorpresa ma tanta indignazione. Gettiamo le Basi, purtroppo, è stato facile profeta. L’iter intrapreso è chiaro: addormentare l’opinione pubblica con la solita sceneggiata dell’indagine scientifica infinita, far cadere nel dimenticatoio l’affaire Quirra, raggiungere il traguardo della prescrizione dei reati. Le nostre nere profezie, rese pubbliche lo scorso17 marzo, sono state suffragate a distanza di pochi giorni dall’ancora più cupo scenario delineato dal pubblico ministero Fiordalisi nella “memoria” del 27 marzo: segnala l’alto grado di probabilità che l’indagine peritale possa portare via anni e i reati contestati a otto imputati cadano in prescrizione. inoltre afferma l’esigenza che l’indagine debba essere svolta in modo razionale e pertanto configurata in base alle esigenze e ai tempi di un normale procedimento penale, quindi, si giustifica solo se dura mesi, non anni come il pm teme. E sintetizza chiedendo il sequestro dell’intera area del poligono, richiesta respinta dal gup (il giudice delle udienze preliminari) Nicola Clivio.
Va ribaltato il tipo d’approccio al problema di dimostrare la contaminazione. Partire dalla documentazione, pubblica e facilmente accessibile, delle sostanze tossiche e nocive (classificate tali dalla legge) contenute e disperse nell’ambiente dai vari sistema d’arma è più facile e più efficace delle analisi di matrici ambientali e/o biologiche, inoltre toglie spazio a depistanti discussioni: si pensi all’infinita diatriba se l’uranio è pericoloso o innocuo come sostiene Veronesi insieme alla genia degli esimi scienziati embedded e all’avvocatura di Stato, si sappia dell’illustrazione (protrattasi per ore e mesi nelle udienze di Lanusei, sviscerata dalla miriade di avvocati degli imputati) sulla pericolosità del torio solo nel caso sia iniettato in vena.
Un ricordo: quando ministri e vertici delle forze armate si ostinavano a negare l’uso di uranio in Bosnia da parte della Nato, il sito della ditta che produceva i missili Tomahawk all’uranio li magnificava come «l’arma privilegiata nella guerra in Bosnia» e specificava persino la quantità di Du (NOTA 1) caricata nelle testate e scaricata sulla popolazione.

Riproponiamo le nostre osservazioni del 17 marzo 2013: processo Quirra, il gup Nicola Clivio riesce a schivare la patata bollente

Il giudice Clivio nell’udienza 11/03/ 2013 è riuscito a scansare la patata bollente e a rimandare la scomoda decisione del rinvio a giudizio degli imputati eccellenti. Lo stratagemma è il solito: l’ennesima puntata della telenovela “Ricerca scientifica infinita” in auge dal lontano 2001. Ha scelto come protagonista Mario Mariani, docente del Politecnico di Milano, gli ha dato l’incarico di svolgere la solita indagine geochimica al solito «scopo di verificare se l’area del poligono sia o sia stata contaminata dalle sostanze chimiche tossiche e dalle sostanze radioattive (..) e se eventuali valori superiori alla norma potevano essere conseguenza dello svolgimento delle attività militari».

Gli avvocati degli accusati esultano e inneggiano alla «significativa vittoria». Rimarcano che «il gup ha evidentemente ritenuto di non condividere le conclusioni del pm Fiordalisi e dei suoi consulenti», «ha ritenuto le carte dell’accusa insufficienti per i rinvii a giudizio».
La decisione del giudice Clivio comporta:

1 – Il non accoglimento, non solo delle “perizie di parte” della Procura, ma anche dell’indagine super partes dell’Arpas che la contaminazione l’ha rilevata e misurata.

2 – Dilazione all’infinito dei tempi. Il gup ha concesso al perito sei mesi e il perito, a ragione, ha già ventilato la proroga, infatti deve rifare le indagini svolte dall’Università di Siena e dalla SGS (messe sotto accusa) e l’indagine dell’Arpas: ciascuna delle tre ha richiesto un tempo tecnico di oltre due anni.
Se il perito individuerà la contaminazione la telenovela avrà un’ulteriore puntata centrata sull’aspetto sanitario. Il giudice nominerà un altro perito per accertare il nesso fra sostanze rintracciate-patologie-decessi… e così via scientificamente indagando fino al secolo venturo.

3 – Prescrizione più che probabile di vari reati e conseguente proscioglimento o alleggerimento dei capi d’accusa. Fin da ora, Codice alla mano, si possono fare sicuri pronostici su generali e imputati eccellenti che la faranno franca.

4 – Riproposizione di una metodologia di ricerca che si è rivelata da tempo poco adeguata, la stessa usata nel 2001 dall’Unep (United Nations Environment Program) in Kosovo dove sono state sparate dieci tonnellate di uranio impoverito, stando alle documentazioni Nato corredate dalle mappe dei punti d’impatto. La “classica” analisi geochimica delle matrici ambientali (suolo, acqua, aria ecc.) ha rilevato: «Non esiste alcuna contaminazione diffusa e misurabile». L’Unep però ha concluso con l’ammissione di avere usato una metodologia non idonea e ha indicato metodologie più consone. Le valutazioni che hanno portato Gettiamo le Basi (come componente del Comitato territoriale d’indirizzo politico istituito dal ministro della Difesa) a rigettare formalmente sia il Capitolato tecnico del Piano di monitoraggio (marzo 2008) sia i risultati presentati a febbraio e luglio 2011 includono la valutazione di inadeguatezza, fondata anche sulle argomentazioni dell’Unep, del lotto più nevralgico affidato dalla Nato alla SGS. A riprova: il consulente tecnico della procura, professor Lodi Rizzini, ha cercato le sostanze radioattive dove e come andavano cercate; nelle ossa degli uccisi ha trovato le “introvabili” sostanze radioattive, il torio, molto più pericoloso del più chiacchierato uranio. Scienza a parte, basta un briciolo di buon senso per capire che le sostanze radioattive e tossiche, se sparate o fatte brillare, si frantumano in un aerosol di polveri sottili e sottilissime, si disperdono a grandi distanze, non restano appollaiate insieme su un albero o una roccia nel punto d’impatto, non resistono immobili per anni e anni alla forza dei venti, al dilavamento delle piogge, alla voracità di capre, api e pesci, in gran parte sono trasferite nel corpo di chi l’aerosol respirò, quel formaggio, quel miele, quel pesciolino mangiò e si ammalò.

5 – Disattenzione al nesso fra i sistemi d’arma usati nel Pisq (NOTA 2) e i contaminanti (certificati!) che rilasciano nell’ambiente (esempio: missile Tow-amianto; propellenti aerospaziali-coktail di veleni dai nomi seducenti o impronunciabili). Le ditte produttrici di ordigni bellici, per obbligo di legge, informano la cittadinanza che vive nei pressi dello stabilimento dei contaminanti utilizzati e della classe di rischio. Paradossalmente nessuna informazione è dovuta alla popolazione che vive dove le sostanze tossiche e/o nocive sono sparate nell’ambiente e si degradano in altre più pericolose. Il rischio è ben più alto di quello legato alla manipolazione controllata dei singoli componenti e reattivi. Se non si acquisisce l’informazione, pubblica e facilmente accessibile, sulle sostanze tossiche e/o nocive contenute nei vari ordigni la “presunta” contaminazione del Pisq è desinata a restare nel regno del mistero.

L’indagine epidemiologica. La Magistratura e il perito nominato dal tribunale terranno conto dello studio epidemiologico promosso da Regione e Commissione del Senato. I risultati sono previsti per il prossimo giugno. L’attesa però è superflua, anche in questo caso è sufficiente esaminare la metodologia di ricerca adottata per conoscere fin da ora le conclusioni: «Non si riscontrano eccedenze significative di patologie tumorali». La strage, “l’epidemia” di tumori, leucemie, linfomi, alterazioni genetiche sarà “scientificamente” normalizzata e cancellata.

NOTA 1 – Du sta per Depleted uranium cioè uranio impoverito: dovrebbe chiamarsi uranio sporco ma la dicitura corretta non è entrata nel vocabolario dei media.
NOTA 2 – Pisq è la sigla del Poligono interforze Salto di Quirra.

(*) Comitato sardo Gettiamo le Basi: 3467059885—070 823498. Sui crimini “di pace” nel poligono di Quirra trovate in blog molto altro materiale (db)

 

Redazione
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