Nessi – 2

di Aerre (*)

Dedicato a Dibbì, che cita Stephen Jay Gould e scrive: «Non vinceremo mai la battaglia di preservare specie ed ecosistemi se non creiamo un legame emotivo fra l’essere umano e la natura; perché nessun essere umano salverà mai quello che non ama».

Nessi emergono dal contesto. Provo allora a tracciare un contesto, nella speranza che possa essere compreso e condiviso.
Voglio allora trascrivere e tradurre, Italo Calvino mi possa perdonare, alcune righe tratte dal libretto «Fractals: A Very Short Introduction» da cui ho letto per altri motivi questo pomeriggio.
Capitolo 7 – Un po’ di storia
La geometria, con la sua natura altamente visuale e pratica, è uno dei più antichi rami della matematica. Il suo sviluppo attraverso le epoche ha tenuto il passo della progressiva sofisticazione delle sue applicazioni. Le costruzioni, la manifattura e l’astronomia prodotte e praticate dalle civiltà antiche portò al bisogno di descrivere e analizzare le forme, le dimensioni e le posizioni di oggetti. I concetti di angoli, aree e volumi si svilupparono attraverso il bisogno di costruire e valutare. Due forme sono
state particolarmente importanti: la linea retta e il cerchio, in quanto non soltanto ricorrono entrambe in modo naturale in molti contesti ma sono anche incluse nel disegno e progettazione di molti manufatti. Oltre che dai bisogni pratici, i primi geometri, fra loro alcuni filosofi, trovarono motivazione negli aspetti estetici della
geometria e cercarono semplicità nelle strutture geometriche e nelle loro applicazioni, raggiungendo il culmine con la Scuola Greca, in particolare con Platone (ca. 428 – 348 BC) ed Euclide (ca. 325 – 265 BC) per i quali le costruzioni realizzate usando riga e compasso, corrispondenti a una retta e un cerchio, erano l’essenza della
perfezione geometrica.
Nel corso del tempo si trovò il modo di esprimere e risolvere problemi geometrici usando l’algebra. Un progresso fondamentale fu l’introduzione da parte di René Descartes (1596 – 1650) del sistema di coordinate cartesiane. Il sistema di riferimento cartesiano permise di esprimere le forme in modo conciso in termini di equazioni. Ciò fu la premessa all’introduzione del calcolo, sviluppato in modo autonomo da Isaac Newton (1642 – 1727) e Gottfried Leibniz (1646 – 1714) rispettivamente, nel tardo 17mo secolo. Il calcolo fornì una procedura matematica per trovare le linee tangenti ad alcune superfici e un metodo per calcolare aree e volumi di una enorme varietà di oggetti geometrici. Allo stesso tempo, figure geometriche più sofisticate vennero prima osservate in natura e poi descritte matematicamente. Per esempio, usando le osservazioni di Tyge Brahe, Johannes Kepler propose che i pianeti si muovono lungo ellissi, e ciò venne giustificato e spiegato come una conseguenza matematica delle leggi di Newton per il moto e la gravità». (Tratto da: Kenneth Falconer, «Fractals: A Very Short Introduction» 2013 OUP
http://ukcatalogue.oup.com/product/9780199675982.do).
(*) Secondo appuntamento con Aerre. Ben due persone – incredibile, quanto sia convergente l’universo – mi han chiesto se Aerre sia Alvaro Romei: potrebbe… eppure non è. A proposito: Alvaro ma dove sei finito? Come annunciato 7 giorni fa «Nessi» esce ogni volta che può muovendosi nelle connessioni (ma anche linee interrotte e “montagne russe”, se conosco bene Aerre) di quelle che un tempo si chiamavano «le due culture», la umanistica e la scientifica. Nessi, linguaggi comuni e magari ponti. (db)

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