2 commenti

  • sergio falcone

    Non ci sono poteri buoni. E nemmeno governi amici. Gli innocenti devono solo sperare nell’aiuto di un qualche dio…

  • domenico stimolo

    Mai più: La vergogna italiana dei lager per immigrati
    Domenica 1 Marzo in  piazza Casa Professa 1 Palermo c/o Arci porco rosso
    Avvio di una mobilitazione regionale contro i CPR e i Decreti Sicurezza

    ore 11:30  ASSEMBLEA REGIONALE

    ore 16, 30 Presentazione del libro  “Mai più. La vergogna italiana dei lager per immigrati”,
    curato da Yasmine Accardo (LasciateCIEntrare) e  Stefano Galieni (Associazione diritti e frontiere).

    Il 18 gennaio scorso si è svolto davanti al CPR Pian del Lago di Caltanissetta un presidio indetto da Sportello Immigrati dopo la notizia del decesso, all’interno del CPR, di Aymed, un giovane tunisino morto in circostanze, poco chiare. Quel giorno dalle realtà presenti è nata l’esigenza di rilanciare un gruppo di lavoro a livello regionale sui CPR capace di studiare il fenomeno, informare su quanto accade all’interno di questi lager e costruire mobilitazioni periodiche.

    A questa esigenza al momento hanno aderito realtà di varie realtà che hanno elaborato una piattaforma di pochi punti.
    1. I CPR non sono migliorabili, l’unica soluzione è l’abolizione di questi luoghi di detenzione.
    2. Va rivendicata a gran voce la libertà di movimento , l’apertura delle frontiere (a partire dai porti) ed il dissequestro delle navi umanitarie.
    3. La campagna contro i CPR va saldata alla più generale rivendicazione di COMPLETA ABOLIZIONE dei dercreti Sicurezza e alla cessazione immediata di ogni tentativo politico, giuridico e mediatico di criminalizzazione delle Organizzazioni che Salvano vite nel mediterraneo.

    Per questo invitiamo tutte e tutti, singoli e realtà politiche da tutta la Sicilia a partecipare a una
    ASSEMBLEA REGIONALE  a Palermo
    domenica 1 marzo  alle ore 11:30  al Circolo Arci Porco Rosso in Piazza casa Professa n. 1

    A seguire alle ore 16, 30 si terrà al circolo Arci Porco Rosso
    la presentazione del libro
    “Mai più. La vergogna italiana dei lager per immigrati”,
    curato da Yasmine Accardo (LasciateCIEntrare) e
    Stefano Galieni (Associazione diritti e frontiere).

    La presentazione del libro sarà un’opportunità per approfondire insieme degli abusi e delle violazioni di diritto che avvengono all’interno dei CPR. Portare uno sguardo all’interno di questi luoghi è importante per riflettere sul loro funzionamento. Sono strutture nate da politiche europee e nazionali precise ma ancora il loro funzionamento resta opaco ed inaccessibile, rendendoli dei luoghi in cui le violazioni dei diritti fondamentali sono all’ordine del giorno: impossibilità di chiedere l’asilo, di fare un ricorso, far rispettare il diritto alla salute.
    Intervengono: Yasmine Accardo, Fulvio Vassallo Paleologo, Raffaella Cosentino

    Promotori :
    Sportello Immigrati Caltanissetta
    Rete Antirazzista Catanese,
    ARCI Porco Rosso, Palermo
    Comitato antitazzista COBAS, Palermo
    San Berillio Resiste, Catania
    LaciateCIEntrare,
    Forum Antirazzista di Palermo
    ARCI Sorcio Rosso, Catania
    Borderline Sicilia

     “Il Cpr di Caltanissetta va chiuso”: l’appello di LasciateCIEntrare
    di Serena Termini

    La campagna nazionale denuncia le condizioni del centro: “inumane e degradanti”. Il tema verrà affrontato domenica 1 marzo presso l’Arci Porco Rosso di Palermo

    PALERMO – Vetri rotti, bagni non funzionanti, letti con la base in cemento pieni di umidità e assistenza sanitaria scarsa e tardiva. Sono alcune delle gravi condizioni in cui sono costretti a vivere i 19 migranti dentro il Cpr (Centro per il rimpatrio) di Caltanissetta. A chiedere con forza la sua chiusura ed il riconoscimento dei diritti delle persone sottoposte a questa detenzione è la campagna nazionale LasciateCIEntrare. Nonostante, infatti, lo scorso gennaio sia morto dentro la struttura il giovane tunisino Aymen di 34 anni, la situazione non è cambiata. Secondo le informazioni raccolte da LasciateCIEntrare le 19 persone, tutte molto giovani, provenienti da Gambia, Ghana, Senegal, Tunisia e Marocco sono controllate e seguite da uno staff di 80 persone tra operatori di vario livello e polizia.
    “Nonostante ci sia stato negato da sempre l’accesso, siamo in contatto con alcuni dei 19 ‘reclusi’ che ci dicono come le condizioni di permanenza dentro la struttura siano pessime e possano considerasi davvero ‘inumane e degradanti’ – sottolinea la referente nazionale della campagna LasciateCIEntrare Yasmine Accardo -. Sono persone che soffrono il freddo a causa delle finestre rotte e dei letti in muratura con materassi sottili pieni di umidità e coperte leggere non adeguate alla stagione. A questo si aggiungono i bagni rotti e l’acqua fredda. La cosa altrettanto grave è che non vengono seguiti tempestivamente dal punto di vista sanitario. Chiediamo, pertanto, con forza che il centro venga chiuso perché è in condizione di forte degrado già da aprile 2019. Anche il sindacato di polizia aveva sottolineato l’inadeguatezza della struttura anche per quanto riguardava le fognature”.
    “Nessuno dice loro quanto devono ancora permanere e di conseguenza  quale sarà la loro sorte – continua Yasmine Accardo -. Viviamo anche un momento molto difficile perché notiamo purtroppo l’indifferenza e la mancata disponibilità ad affrontare il tema da parte dei parlamentari italiani. Proveremo anche a coinvolgere gli euro-parlamentari. Queste 19 persone, alcune delle quali ci stanno da oltre 6 mesi, devono attraverso l’assistenza legale, avere riconosciuti i loro diritti, anche a partire da un foglio di via. Sono persone molto provate psicologicamente, stanche di questa detenzione amministrativa di tipo punitivo e repressivo e vittime di un trattamento inumano e degradante. Il sistema che è stato creato sta facendo crescere a dismisura tanti invisibili irregolari la cui violazione continua dei diritti umani non interessa a nessuno”.
    “Nei giorni scorsi, di notte all’improvviso la polizia – racconta ancora Yasmine Accardo – è entrata nel Cpr di Caltanissetta per effettuare dei rimpatri a sorpresa di alcuni reclusi, che hanno iniziato una protesta per evitare la deportazione. Tra loro c’era un cittadino tunisino, S., da poco arrivato a Lampedusa e che, come tanti, non ha nemmeno avuto il tempo di chiedere i suoi diritti che è stato subito trasferito al Cpr. Durante la protesta, la polizia si è scagliata con violenza sui manifestanti e, in particolare contro S., buttandolo a terra e determinando gravi ferite alle gambe ed alla caviglia. Nonostante il dolore e la richiesta di soccorso, soltanto dopo le proteste degli altri reclusi, il giovane è stato condotto in ospedale per poi essere ‘ributtato’ nel centro. I compagni hanno ricominciato a protestare pretendendo un trattamento adeguato alla sua condizione di salute poichè nel centro non vi è mai stata adeguata assistenza sanitaria”.
    “Ricordiamo che questo Cpr doveva essere chiuso in gennaio, per lavori di ristrutturazione, poichè in condizioni di inagibilità e di invivibilità. La ristrutturazione è inutile, ovviamente, riteniamo, infatti, che i Cpr vadano chiusi tutti a prescindere, perchè restano luoghi di segregazione su base etnica di persone che non hanno commesso reato. L’unico abuso, a nostro avviso, continua ad essere quello di un sistema fallimentare nella regolarizzazione delle persone che abitano il nostro territorio. Un sistema che nasconde i suoi crimini contro l’uomo e che continua a restare impunito”.
    Il tema dei Cpr e di tutte le forme di detenzione amministrativa avvenute negli ultimi 20 anni verrà affrontato domenica prossima presso l’Arci Porco Rosso di Palermo. Il 1 marzo, dopo un’assemblea prevista per le ore 11, per l’occasione, alle 16.30 verrà presentato dai referenti della campagna LasciateCIEntrare e da tutta la rete antirazzista siciliana il libro “Mai più”.
    © Copyright Redattore Sociale

    https://www.lasciatecientrare.it/cpr-caltanissetta-noi-reclusi-e-trattati-come-bestie/?fbclid=IwAR1RwN8lqdNAvkFneBN6VUWU9LCpDV7NP7Lm7W21X9lYDpedD9Mkx-cCeoM

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *