Pena di morte: il pessimo Trump (come Duterte) e la buona Svezia (contro l’Iran)

Due articoli ripresi dal nuovo “Foglio di Collegamento” del Comitato Paul Rougeau. A seguire la lettera di presentazione del numero 246 e il sommario.

 

TRUMP AUSPICA LA PENA DI MORTE PER GLI SPACCIATORI

Secondo Donald Trump la pena di morte sarebbe la giusta punizione per tutti gli spacciatori di droga, da lui considerati “omicidi seriali”. Le uscite di Trump sono simili a quelle di Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine, che ha fomentato le esecuzioni extragiudiziarie degli spacciatori.

Il 25 febbraio dal sito web Axios si è appreso che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invocato la pena di morte per tutti gli spacciatori da lui considerati “omicidi seriali”.

Trump ammette che sarebbe impossibile far approvare una legge che preveda una cosa del genere, però si è detto disponibile a sostenere il passaggio di una legge che preveda un minimo di 5 anni di carcere per gli spacciatori che vendano anche solo 2 grammi di Fentanyl (l’uso di questo oppioide sintetico, più potente dell’eroina, è in aumento in America del Nord e produce un numero crescente di casi fatali di overdose).  

Trump spesso fa battute sull’uccisione degli spacciatori del tipo: «Sai che i Cinesi e i Filippini non hanno problemi con gli spacciatori, semplicemente li uccidono». Trump ha detto ai suoi collaboratori che il governo dovrebbe fare in modo che gli spacciatori temano per la loro vita, indicando come esempi Singapore e le Filippine.

Le uscite di Donald Trump rispecchiano quelle del presidente filippino Rodrigo Duterte, il leader che ha dato di fatto alla polizia mano libera nell’uccisione degli spacciatori di droga (1).

Secondo Axios, il team di Trump discuterebbe spesso sulla possibilità di adottare la politica della “tolleranza zero” tipica di Singapore, nonché di dare nelle scuole maggiori informazioni sul problema della droga. 

(1) vedi i numeri 239 e 240

CITTADINANZA SVEDESE A SCIENZIATO CONDANNATO A MORTE IN IRAN

È forte la mobilitazione internazionale per cercare di salvare alla vita del medico Ahmadreza Djalali, arrestato durante un viaggio in Iran, accusato di essere una spia e condannato a morte.

Il 17 febbraio la Svezia ha concesso la cittadinanza ad Ahmadreza Djalali, uno scienziato nato in Iran ma residente a Stoccolma, arrestato durante un viaggio in Iran e condannato alla pena di morte.

Djalali, medico e docente presso l’Istituto Karolinska nella capitale svedese, che ha anche lavorato per quattro anni in Italia, a Novara, fu arrestato in Iran il 24 aprile 2016 e successivamente condannato a morte per spionaggio.

Ahmadreza Djalali è stato accusato di aver fornito informazioni all’agenzia di intelligence Mossad di Israele per consentirle di assassinare alcuni scienziati nucleari iraniani.

La Corte Suprema dell’Iran ha confermato la condanna a morte in dicembre e il procuratore di Teheran Abbas Jafari Dolatabadi ha dichiarato che Djalali ha confessato i suoi crimini.

«Continuiamo il nostro lavoro consolare per Djalali e chiediamo di poter visitare il nostro cittadino» ha detto una portavoce del ministero degli Esteri svedese. «Siamo rimasti regolarmente in contatto con i rappresentanti iraniani, abbiamo richiesto di incontrare Djalali e presentato il punto di vista svedese sulla pena di morte, che condanniamo in tutte le sue forme. La nostra richiesta è che la pena di morte non sia eseguita» ha detto la portavoce.

Djalali era andato per motivi di lavoro in Iran, quando fu arrestato e rinchiuso nel carcere di Evin. Fu tenuto in isolamento per tre mesi e, secondo Amnesty International, torturato.

Amnesty ha reso noto che Djalali ha scritto, in una lettera spedita in agosto, di essere detenuto per aver rifiutato di spiare a favore dell’Iran.

Settantacinque premi Nobel hanno inoltrato una petizione alle autorità iraniane lo scorso anno per far rilasciare Djalali in modo che possa “continuare il suo lavoro di studioso a beneficio dell’umanità.” 

PRESENTAZIONE DEL NUMERO 246

Questa volta cominciamo con una bellissima notizia, la commutazione in extremis della condanna capitale di Thomas “Bart” Whitaker per salvare il quale il padre, Kent, si è impegnato allo spasimo. Kent Whitaker è riuscito ad ottenere la grazia per il figlio dal governatore del Texas, Gregg Abbott: evento più unico che raro.

Che dire del fatto che in Alabama e in Ohio non siano riusciti a uccidere i condannati nei giorni stabiliti ma solo a torturarli? Si tratta di avvenimenti positivi?

Una notizia che forse è da considerarsi positiva: Alva Campbell è deceduto per cause naturali senza soffrire, anziché dopo probabili ulteriori torture camera della morte dell’Ohio.

É senz’altro positiva la notizia dell’intervento di un giurato che votò la pena di morte per un omicida in Ohio e che ora, considerando le attenuanti, si è attivato per salvarlo dall’iniezione letale che era stata programmata per il 13 febbraio.

Di avvenimenti a nostro avviso negativi ce ne sono parecchi, alcuni raccapriccianti come quelli accaduti in Iraq e in Iran. In Iraq sono stati ammazzati centinaia di sospetti appartenenti all’ISIS, parte dei quali asfissiati e surgelati in un grande autocarro frigorifero. In Iran i condannati a morte vengono costretti a “confessare” in tv in una trasmissione che va in onda il venerdì, giorno festivo e sacro per i musulmani. Ciò avviene da anni…

Un articolo riguarda i superficiali atteggiamenti forcaioli di una delle persone più potenti del mondo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump…

Giuseppe Lodoli per il Comitato Paul Rougeau

 

SOMMARIO

Quasi incredibile: graziato in Texas Thomas Whitaker!

Sì, no, sì… lo torturano e rinunciano, per ora, ad ucciderlo

Alva Campbell: con la morte naturale beffa il boia dell’Ohio

Votò per la pena di morte ma ora vuole salvare il condannato

Quarta data di esecuzione per il texano Juan Castillo

Trump auspica la pena di morte per gli spacciatori

Cittadinanza svedese a scienziato condannato a morte in Iran

In Iran membri dell’ISIS condannati a morte “confessano” in TV

Ayatollah in Iran prospetta la pena di morte per i contestatori

Centinaia di sospetti appartenenti all’ISIS uccisi in Iraq in 7 giorni

È uscito il rapporto annuale di Amnesty International

Notiziario: Colorado, Florida, Gaza, Iran, Pakistan Texas, USA
Questo numero è aggiornato con le informazioni disponibili fino al 4 marzo.

 

Sito Web del Comitato Paul Rougeau: #0563c1;">www.comitatopaulrougeau.org

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Se ogni socio riuscisse ad ottenere l’iscrizione di un’altra persona, l’efficacia della nostra azione aumenterebbe enormemente!

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