10 commenti

  • per un “errore tipografico” è sparita la nota di riferimento ai seguenti due brani: È da un ventennio almeno che si assiste a forme di pressione sulle organizzazioni non governative da parte di diversi livelli istituzionali – europei, nazionali e internazionali – affinché il Diritto internazionale dei diritti umani venga ricondotto all’interno delle compatibilità politiche di stati e governi (…) “È dalla «guerra umanitaria» del Kosovo, infatti, che comincia questa tendenza che ha come obiettivo quello di far perdere progressivamente alle Ong le loro caratteristiche di base quali l’indipendenza e la neutralità, valori fondativi in coerenza anche con le Convenzioni internazionali che regolano queste attività. Chi non ricorda la progressiva sostituzione delle organizzazioni civili con i militari durante la campagna afgana seguita all’11 settembre o la scorta dei carabinieri alla Croce rossa italiana berlusconalizzata in Iraq?”. presi da: Raffaele K. Salinari, Giro di vite sul lavoro umanitario, il manifesto 3 agosto 2017

  • domenico stimolo

    Valuto importante contribuire a diffondere il comunicato stampa di EMERGENCY che in maniera molto efficace denunzia la nuova e dirompente situazione che si vuole rendere operativa nel Mare Mediterraneo , di respingimento degli Umani che fuggono da guerre, carestie, e disastri ambientali:

    LA DECISIONE DEL GOVERNO ITALIANO DI INVIARE NAVI MILITARI IN LIBIA È UN ATTO DI GUERRA CONTRO I MIGRANTI

    Il codice di condotta per le ONG che operano nel Mediterraneo mette a rischio la vita di migliaia di persone e costituisce un attacco senza precedenti ai principi che ispirano il lavoro delle organizzazioni umanitarie.
    Emergency è impegnata da anni nell’assistenza a migranti, profughi e sfollati in paesi in guerra come in Italia; pur non essendo attualmente coinvolta in operazioni di ricerca e salvataggio in mare, Emergency ritiene inaccettabile il codice di condotta imposto dal Governo Italiano alle organizzazioni umanitarie impegnate nelle azioni di SAR.

    In particolare, la richiesta di consentire l’accesso a bordo di personale militare, presumibilmente armato, è di fatto un’aperta violazione dei principi umanitari che sono il pilastro delle azioni delle ONG in tutto il mondo.

    Tale concessione rischia di creare un pericoloso precedente che potrebbe essere mutuato in altre realtà dove da anni siamo riusciti a far accettare il principio per cui le nostre strutture di ricovero e cura sono aperte a tutti coloro che hanno bisogno di assistenza, e dove nessuna persona armata può avere accesso. Ciò non ha mai impedito a governi e istituzioni di vigilare sulla correttezza e sulla trasparenza del nostro operato.

    Questo codice di condotta è la foglia di fico di un’Europa che continua a dimostrarsi indisponibile, ancora prima che incapace, a gestire questa crisi con responsabilità e umanità. Lo stesso coinvolgimento delle ONG nelle attività di ricerca e salvataggio in mare si è reso necessario principalmente per colmare una lacuna dei Governi europei, che hanno la responsabilità primaria di queste operazioni.

    L’unica risposta sembra essere, ancora una volta, quella militare, sia nel Mediterraneo che nei Paesi di origine e transito. Sempre più spesso i fondi italiani ed europei destinati a progetti di sviluppo vengono deviati verso il potenziamento dei sistemi di sicurezza e degli apparati militari di paesi africani per arginare i flussi migratori. Inoltre, per blindare le proprie frontiere, l’Europa non esita a chiudere gli occhi davanti a gravissime violazioni dei diritti umani, in Libia e non solo.

    L’invio di navi militari in Libia, approvato oggi dal nostro Parlamento, è l’evidente negazione dei diritti umani fondamentali di chi scappa dalle guerre e dalla povertà. Migliaia di persone verranno respinte in un paese instabile e saranno esposte a nuovi crimini e violenze, senza alcuna tutela.

    Solo con un massiccio impegno in politiche di promozione della pace, di cooperazione e di sviluppo si affronteranno le vere cause delle migrazioni. Solo aprendo canali di accesso legali e sicuri per chi cerca rifugio nel nostro continente si garantirà il rispetto dei diritti contrastando la piaga del traffico di esseri umani. Solo proseguendo con le politiche di accoglienza e integrazione che il Governo italiano ha avviato in questi anni, seppur senza un reale sostegno dell’Unione Europea, si potrà assicurare la gestione dei flussi migratori in maniera lungimirante e sostenibile.

  • COMUNICATO DI FTDES – FORUM TUNISINO PER I DIRITTI ECONOMICI E SOCIALI – RIGUARDO LA NAVE C-STAR DI “DEFENDE EUROPE”

    Il Forum Tunisino per i Diritti Economici e sociali FTDES ha lanciato l’allarme, con un comunicato diffuso venerdì, per denunciare la presenza nelle acque tunisine di un “battello razzista”.
    Il mezzo in questione , “C-Star”, è una imbarcazione di militanti di estrema destra che vogliono estirpare l’immigrazione clandestina. Si propone di riportare nei porti libici e tunisini i migranti naufragati in mare, all’insegna della “difesa dell’Europa contro l’arrivo dei migranti”.
    L’imbarcazione è organizzata dalla rete europea Generazione Identitaria (GI), composta da francesi, italiani e tedeschi per condurre l’operazione “Defend Europe”.
    Secondo il comunicato del FTDES il mezzo si sta avvicinando alle coste tunisine: l’organizzazione dichiara di opporsi al suo attracco presso i porti tunisini e chiede al governo di non collaborare con l’equipaggio, razzista e pericoloso. Fa appello a tutte le imbarcazioni e mezzi marittimi affinché denuncino la missione di questo natante, l’appello è rivolto a tutte le associazioni e alle singole persone per una mobilitazione contro l’accesso nelle acque territoriali e in tutti i porti tunisini.
    Dall’inizio della sua “operazione” il 7 luglio, la C-Star è stata già bloccata due volte, nel Canale di Suez dalle autorità egiziane perché il capitano non ha fornito l’elenco completo dell’equipaggio (l’obiettivo era quello di attraversare il Canale di Suez per arrivare in Sicilia, dove altri militanti anti migranti attendono di salire a bordo), poi a Cipro dove il capitano e il suo secondo sono stati accusati di detenzione di falsi documenti, come riportato dalla stampa cipriota.

    ( dalla stampa tunisina, traduzione di “newsletter MEDITERRANEA” a cura Carla Pecis)

    ** IMPORTANTE ARTICOLO DI FAMIGLIA CRISTIANA. ” CAOS MEDITERRANEO: LE MANOVRE OCCULTE DI DEFEND EUROPE SULL’INDAGINE IUVENTA

    http://www.famigliacristiana.it/articolo/caos-mediterraneo-quel-link-occulto-tra-defend-europe-e-l-operazione-iuventa.aspx

  • Libia. La Lega accettò la guerra solo fino al 30 settembre. Ma se ne dimenticò e il 20 ottobre Gheddaffi fu barbaramente assassinato.

    Nel maggio-giugno 2011, quando le sorti della guerra Nato alla Libia erano ancora incerte, la Lega dopo qualche tentennamento accetto’ il rinnovo della partecipazione italiana al conflitto, ma solo fino al 30 settembre 2011.

    Nel decreto missioni varato a inizio luglio e votato dal Parlamento prima delle vacanze di agosto, tutte le missioni militari italiane furono prorogate fino al 31 dicembre, meno la missione libica che fu autorizzata fino al 30 settembre. La partecipazione italiana alla guerra, fondamentale perché dalle nostre basi partivano anche bombardamenti di aviazioni di altri paesi Nato, per continuare dal 1 ottobre avrebbe dovuto avere il consenso in un nuovo passaggio parlamentare.

    Ma cosi’ non fu, nessuno si accorse della cosa e il governo, Lega compresa, fece finta di niente.

    A meta’ settembre lessi il decreto missioni di inizio luglio e segnalai come potevo la scadenza della missione, senza conoscere ancora bene i meccanismi legislativi.

    Scrissi una lettera ai giornali pubblicata solo dal Manifesto e, tramite la Rete No War, soprattutto grazie a Marinella Correggia, mandammo messaggi a qualche deputato e senatore del Pd. In quella legislatura non erano presenti in Parlamento ne’ la sinistra ne’ il M5S.

    I senatori Pd a meta’ ottobre si accorsero della missione scaduta al 30 settembre, denunciarono la cosa e usci’ una pagina su Repubblica a cui il ministro La Russa rispose che comunque dal 1 ottobre l’ Italia non aveva più svolto operazioni militari e per questo motivo non aveva speso fondi non autorizzati dal Parlamento. Ma fu smentito dal quotidiano che pubblico’ un comunicato del ministero della Difesa che davi i dettagli delle missioni aeree svolte nelle prime due settimane di ottobre.

    Era previsto al Senato un dibattito parlamentare al 23 ottobre, ma il 20 ottobre Gheddafi fu barbaramente assassinato dalle milizie libiche sostenute dalla Nato.

    Gli ultimi tre mesi del 2011 dell’ intervento italiano in Libia furono autorizzati retroattivamente nel decreto missioni per il 2012 varato dal governo Monti, sostenuto da Forza Italia e dal Partito Democratico.

    M.P.

  • Segnalo l’ hastag twitter #iostoconmsf

  • Daniele Barbieri

    UNA PRECISAZIONE, un commento di Salvatore Palidda e alcuni aggiornamenti.
    Mi sono dimenticato di scrivere che la vignetta è del sempre bravo DILEM (cioè l’algerino Ali Dilem): grazie all’amico Arezki che me lo ha segnalato.

    Salvatore Palidda (la “bottega” pubblicherà DOMANI un suo intervento) mi chiede di postare questo commento. «Dalla pseudo-sinistra al M5S alle destre : tutti sodali contro l’immigrazione; un Paese di fascisti-razzisti nell’Europa proibizionista e protezionista sempre più a destra contro i diritti fondamentali di tutti gli esseri umani. L’on. ministro Minniti: una logica fascista che agisce per conto dell’Europa probizionista e non a caso si premura di dire: “non è un atto unilaterale di un governo fascista”; ma chi mette le mani avanti così non ha la coda di paglia? “Niente porti a chi non firma!” e così la sua definizione delle ONG che non accettano il suo protocollo di assoggettamento al potere di polizia è: “estremismo umanitario”! La stessa cosa che ha detto il suo amico piddino torinese on. Esposito affermando che “le ONG hanno l’ideologia di salvare vite umane”… come dire che invece chi non ce l’ha fa morire! Tutto chiaro! Da quando Renzi ha scritto la sua nel suo libro (“aiutiamoli a casa loro”) si gioca all’alzo zero. Forse il ministro Minniti aspira a fare le scarpe allo stesso Renzi per imporsi come il nuovo astro politico fra la pseudo-sinistra e anche la destra … Come avrebbe voluto fare quel Violante il quale disse che “i ragazzi di Salò sono uguali ai partigiani”. Da parte sua il M5S non smette di inseguire Lega e destre nella concorrenza fra chi è più anti-immigrati. Così il parlamento italiano è ormai quasi totalmente coerente a difesa del proibizionismo europeo rispetto alle migrazioni… Non resta che organizzare dove si può e quando si può RESISTENZA, solidarietà agli immigrati … senza bisogno di parlarne… PS – Ricordiamo che i signori Minniti e Renzi (come chi li ha preceduti nei governi di destra e di sinistra e con i vari presidenti della Repubblica) hanno sempre violato l’articolo 11 della Costituzione favorendo la produzione e la vendita di armamenti anche di offensiva-strategica sia per volere degli USA via NATO, sia soprattutto per i profitti della lobby militar/poliziesca italo-americana-europea; è noto che questi armamenti -indirettamente – sono arrivati all’ISIS… e ora il signor Minniti pretende erigersi a difensore dell’etica e della difesa del patrio suolo contro le ONG che accusa di complicità con trafficanti e sospetti terroristi! Invece l’Arabia saudita e gli Emirati (con cui trafficano il governo e la Finmeccanica presieduta dal celebre De Gennaro) sono entità morali ineccepibili. Proprio il 2 agosto “Le Monde” ha pubblicato la notizia – quasi ignorata in Italia – che il Qatar ha commissionato sette navi da guerra all’Italia: http://www.lemonde.fr/proche-orient/article/2017/08/02/le-qatar-commande-sept-navires-de-guerre-a-l-italie_5167904_3218.html».
    POI.
    – Domenico Stimolo segnala giustamente il comunicato di EMERGENCY. Ma oltre alla presa di posizione di MEDICI SENZA FRONTIERE (qui il link: Le ragioni per cui non abbiamo firmato il Codice di Condotta) vale segnalare anche due comunicati di Amnesty: quello del 31 luglio (numero CS190-2017) intitolato: «ITALIA, AMNESTY INTERNATIONAL: “INVIARE NAVI DA GUERRA PER PATTUGLIARE LE ACQUE LIBICHE ESPORRÀ I RIFUGIATI A TERRIBILI VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI”» e quello del 2 agosto (CS194-2017): «MISSIONE NAVALE ITALIANA, AMNESTY INTERNATIONAL: ITALIA PRONTA A DESTINARE RIFUGIATI E MIGRANTI VERSO ORRIBILI VIOLENZE NEI CENTRI DI DETENZIONE DELLA LIBIA».
    – Purtroppo «Il fatto quotidiano» si sta schierando senza esitazioni (o quasi) con il codice del ministro Minniti che è stato anche intervistato senza un minimo contraddittorio. Assai significativo il botta e (non) risposta fra Loris De Filippi, presidente di MSF, cioè Medici senza frontiere, e Marco Travaglio pubblicato il 5 agosto. Infatti MSF spiega che «l’azione umanitaria non può che essere indipendente e va tenuta distinta da attività militari o di polizia…» e Travaglio non capisce (o finge di non capire) e dunque risponde fischi per fiaschi: frasette a effetto del tipo «ufficiali italiani di polizia giudiziaria che non sono le SS del Terzo Reich» … e dunque bisogna firmare e rispettare in toto quello che ha deciso Minniti.
    LA DISCUSSIONE ovviamente RESTA APERTA, grazie A CHI INTERVERRA’ ANCHE IN “BOTTEGA”

  • maria gianotti

    Grazie, grazie, grazie per avere scritto tutto questo. E’ fascismo questo che italia ed europa mettono in campo contro i migranti, tutti d’accordo “anneghiamoli a casa loro”, ed è insopportabile. Siete una delle poche voci fuori dal coro

  • TRE BREVI NOTE PER ULTERIORI RIFLESSIONI

    Ieri domenica forte mobilitazione a ZARZIS, località portuale nel sud-est della TUNISIA contro l’eventuale approdo della nave razzista C-STAR. Sono scese in mare tre imbarcazioni per effettuare le azioni di contrasto necessarie. L’appello è stato promosso dal “ Collettivo dell’Africa del Nord”. Il Presidente della locale Associazione dei pescatori, nell’evidenziare la grande sensibilità dei pescatori nelle azioni di salvataggio a mare e contro il razzismo, ha svolto un’ importante azione coinvolgendo moltissimi pescatori che hanno partecipato alla protesta. La C—STAR è rimasta la largo.
    http://www.tunistribune.com/2017/08/06/la-tunisie-a-un-navire-de-militants-anti-migrants-dextreme-droite/
    http://time.com/4889234/tunisia-migration-libya-italy/

    • Giorno 6 agosto il quotidiano la Repubblica ha pubblicato i risultati di un sondaggio effettuato nel periodo 21-26 giugno, con un articolo espositivo di Ilvo Diamanti. Tra l’altro viene esposto il risultato di “ Orientamento politico e “simpatia” verso le ONG. La domanda posta era: “ può dirmi quale sentimento suscita in lei la parola ONG”? Il voto poteva essere espresso in una scala da 1 a 10 ( 1 molto negativo, 10 molto positivo).
    Ebbene la percentuale di quanti hanno espresso una valutazione uguale o superiore a 7 è la seguente:

    PD 39
    Sel e altri sinistra 45
    FI 27
    Lega 16
    Fdl e altri destra 13
    M5s 17

    TUTTI 26

    Ebbene il dato, a maggior ragione chiaro per l’estensione e nella formulazione politica ( orientamento e scelta), è proprio disastroso. Il verbo razzista, subdolo e martellante, tramite tutti gli strumenti disponibili è stato distillato in maniera molto proficua, introiettato dai cittadini in maniera velenosa. In poco tempo sono state cancellati i valori fondamentali di solidarietà e rispetto della persona umana ( sanciti dalla Costituzione) che dalla Liberazione hanno costruito la comune coscienza e pratica civile e democratica. Un danno gigantesco! I “valori” della destra sono diventati assolutamente prevalenti, anche con il forte contributo dei nuovi soggetti politici che hanno costruito la propria immagine con lo slogan “ non esiste più né destra né sinistra”.

    • FAMIGLIA CRISTIANA continua la sua pregevole opera ( lo dico da laico) di indagine e sensibilizzazione con un nuovo articolo: “ Le ONG salvano le vite, stiamo smarrendo la nostra umanità”. Intervista al presidente della Comunità di S. Egidio:
    http://www.famigliacristiana.it/articolo/le-ong-salvano-vite-stiamo-smarrendo-la-nostra-umanita.aspx

  • Daniele Barbieri

    SEGNALO TRE ARTICOLI
    1 di Marco Revelli su «il manifesto» di ieri [lo incollo sotto]
    2 di Alessio Di Florio, intitolato «Migranti, scontro Governo-Ong su Codice di condotta». Lo trovate qui:
     http://www.terredifrontiera.info/codice-condotta-ong/
    3 di Raniero La Valle sul sito «Grillonews.it»: https://www.grillonews.it/migranti-genocidio-omerta/

    Migranti, chi infligge colpi mortali al codice morale
    Ong. Non era ancora accaduto, nel lungo dopoguerra almeno, in Europa e nel mondo cosiddetto «civile», che la solidarietà, il salvataggio di vi«»te umane, l’«umanità» come pratica individuale e collettiva, fossero stigmatizzati, circondati di diffidenza, scoraggiati e puniti
    di MARCO REVELLI
    Negli ultimi giorni qualcosa di spaventosamente grave è accaduto, nella calura di mezza estate. Senza trovare quasi resistenza, con la forza inerte dell’apparente normalità, la dimensione dell’«inumano» è entrata nel nostro orizzonte, l’ha contaminato e occupato facendosi logica politica e linguaggio mediatico. E per questa via ha inferto un colpo mortale al nostro senso morale.
    L’«inumano», è bene chiarirlo, non è la mera dimensione ferina della natura contrapposta all’acculturata condizione umana.
    Non è il «mostruoso» che appare a prima vista estraneo all’uomo. Al contrario è un atteggiamento propriamente umano: l’«inumano» – come ha scritto Carlo Galli – «è piuttosto il presentarsi attuale della possibilità che l’uomo sia nulla per l’altro uomo».
    Che l’Altro sia ridotto a Cosa, indifferente, sacrificabile, o semplicemente ignorabile. Che la vita dell’altro sia destituita di valore primario e ridotta a oggetto di calcolo. Ed è esattamente quanto, sotto gli occhi di tutti, hanno fatto il nostro governo – in primis il suo ministro di polizia Marco Minniti – e la maggior parte dei nostri commentatori politici, in prima pagina e a reti unificate.
    Cos’è se non questo – se non, appunto, trionfo dell’inumano – la campagna di ostilità e diffidenza mossa contro le Ong, unici soggetti all’opera nel tentativo prioritario di salvare vite umane, e per questo messe sotto accusa da un’occhiuta «ragion di stato».
    O la sconnessa, improvvisata, azione diplomatica e militare dispiegata nel caos libico con l’obiettivo di mobilitare ogni forza, anche le peggiori, per tentare di arrestare la fiumana disperata della nuda vita, anche a costo di consegnarla agli stupratori, ai torturatori, ai miliziani senza scrupoli che non si differenziano in nulla dagli scafisti e dai mercanti di uomini, o di respingerla a morire nel deserto.
    Qui non c’è, come suggeriscono le finte anime belle dei media mainstream (e non solo, penso all’ultimo Travaglio) e dei Gabinetti governativi o d’opposizione, la volontà di ricondurre sotto la sovranità della Legge l’anarchismo incontrollato delle organizzazioni umanitarie.
    Non è questo lo spirito del famigerato «Codice Minniti» imposto come condizione di operatività in violazione delle antiche, tradizionali Leggi del mare (il trasbordo) e della più genuina etica umanitaria (si pensi al rifiuto di presenze armate a bordo). O il senso dell’invio nel porto di Tripoli delle nostre navi militari.
    Qui c’è la volontà, neppur tanto nascosta, di fermare il flusso, costi quel che costi. Di chiudere quei fragili «corridoi umanitari» che in qualche modo le navi di Medici senza frontiere e delle altre organizzazioni tenevano aperti. Di imporre a tutti la logica di Frontex, che non è quella della ricerca e soccorso, ma del respingimento (e il nome dice tutto).
    Di fare, con gli strumenti degli Stati e dell’informazione scorretta, quanto fanno gli estremisti di destra di Defend Europe, non a caso proposti come i migliori alleati dei nuovi inquisitori. Di spostare più a sud, nella sabbia del deserto anziché nelle acque del Mare nostrum, lo spettacolo perturbante della morte di massa e il simbolo corporeo dell’Umanità sacrificata.
    Non era ancora accaduto, nel lungo dopoguerra almeno, in Europa e nel mondo cosiddetto «civile», che la solidarietà, il salvataggio di vite umane, l’«umanità» come pratica individuale e collettiva, fossero stigmatizzati, circondati di diffidenza, scoraggiati e puniti.
    Non si era mai sentita finora un’espressione come «estremismo umanitario», usata in senso spregiativo, come arma contundente. O la formula «crimine umanitario». E nessuno avrebbe probabilmente osato irridere a chi «ideologicamente persegue il solo scopo di salvare vite», quasi fosse al contrario encomiabile chi «pragmaticamente» sacrifica quello scopo ad altre ragioni, più o meno confessabili (un pugno di voti? un effimero consenso? il mantenimento del potere nelle proprie mani?)
    A caldo, quando le prime avvisaglie della campagna politica e mediatica si erano manifestate, mi ero annotato una frase di George Steiner, scritta nel ’66. Diceva: «Noi veniamo dopo. Adesso sappiamo che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera, può suonare Bach e Schubert, e quindi, il mattino dopo, recarsi al proprio lavoro ad Auschwitz». Aggiungevo: Anche noi «veniamo dopo».
    Dopo quel dopo. Noi oggi sappiamo che un uomo può aver letto Marx e Primo Levi, orecchiato Marcuse e i Francofortesi, militato nel partito che faceva dell’emancipazione dell’Umanità la propria bandiera, esserne diventato un alto dirigente, e tuttavia, in un ufficio climatizzato del proprio ministero firmare la condanna a morte per migliaia di poveri del mondo, senza fare una piega. La cosa può essere sembrata eccessiva a qualcuno. E il paragone fuori luogo. Ma non mi pento di averlo pensato e di averlo scritto.
    Consapevole o meno di ciò che fa, chi si fa tramite dell’irrompere del disumano nel nostro mondo è giusto che sia consapevole della gravità di ciò che compie. Della lacerazione etica prima che politica che produce.
    Se l’inumano – è ancora Galli a scriverlo – «è il lacerarsi catastrofico della trama etica e logica dell’umano», allora chi a quella rottura contribuisce, quale che sia l’intenzione che lo muove, quale che sia la bandiera politica sotto cui si pone, ne deve portare, appieno, la responsabilità. Così come chi a quella lacerazione intende opporsi non può non schierarsi, e dire da che parte sta. Io sto con chi salva.
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    • Nella pagina Facebook del cantautore Vasco Brondi (LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA), è stato messo il link ad un video, realizzato con immagini del film di Rosi Fuocammare, ad accompagnare la sua canzone “Waltz degli scafisti”.
      Brondi ringrazia l’ignoto autore del video consigliando la visione del film. Io ho inserito un commento, raccontando che la canzone fu consigliata come colonna sonora di accompagnamento ad un articolo, su La Bottega del Barbieri, che raccontava la storia della Iuventa e parlava dell’attacco di quei giorni alle ONG. Inserendo il collegamento all’articolo e a questo benemerito blog…

      questa la pagina: https://www.facebook.com/LELUCIDELLACENTRALEELETTRICA/
      il posto e del 6 settembre, il commento del 7.

      questo il link al video: https://www.facebook.com/LELUCIDELLACENTRALEELETTRICA/

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