Scor-data: 26 agosto 1944

Cinque tedeschi ad Albinea

di Guido Ambrosino (*)  

Cinque tedeschi ad Albinea
Cinque luci nel buio
Cinque lacrime di rabbia
Cinque braci accese, nella tana del lupo
Cinque tedeschi ad Albinea…

Cinque strappi alla bandiera
Cinque nomi perduti nella nebbia
Cinque storie dalla parte sbagliata
Cinque scelte per restare uomini
Cinque tedeschi ad Albinea…

(L. S. Bertolini/ M. Ghiacci, da http://www.antiwarsongs.org)

Nel 1944 il marconista Hans Schmidt arrivò a Villa Calvi di Albinea con una compagnia, di trasmissioni della Luftwaffe, l’aviazione militare tedesca. Cercò un contatto con i partigiani ed ebbe fortuna: in un casolare vicino abitava una ragazza che faceva da staffetta. Si incontrò cinque volte con partigiani della 37a brigata Gap, passando armi e munizioni. Il suo piano era quello di consegnare alla Resistenza il centro di trasmissioni, con le armi, le radio e tutto il prezioso materiale. Lui, e altri soldati d’accordo con lui, sarebbero diventati il nucleo iniziale di una formazione che avrebbe raccolto altri disertori tedeschi. I partigiani lo scongiurarono di lasciar perdere un obbiettivo così ambizioso e di salire in montagna. Ma Hans Schmidt non volle rinunciare a infliggere un danno serio alla struttura logistica tedesca. Il suo piano prevedeva anche la consegna ai partigiani di due ufficiali, da sottoporre a un processo per i crimini di guerra di cui lui era stato testimone: avevano ordnato bombardamenti della Luftwaffe sui paesi dell’Appennino, uccidendo civili. Ma uno dei “congiurati” spifferò tutto. Il 26 agosto, il centro trasmissioni viene circondato da un distaccamento di Waffen-Ss. Il maresciallo Hans Schmidt rinchiuso in una stanza, ha con sé una bomba a mano ed è deciso a vendere cara la pelle. Ma quando lo chiamano per interrogarlo qualcuno si accorge che è armato e lo fredda alle spalle con una revolverata. Il maresciallo Erwin Bucher cerca di fuggire, ma cade in cortile raggiunto da una pallottola. Tre caporali, Erwin Schlunder, Karl-Heinz Schreyer e Martin Koch, vengono sottoposti al giudizio di una corte marziale e fucilati il 27 agosto. Il centro trasmissioni viene spostato altrove, l’intera compagnia dissolta perché politicamente inaffidabile. Schmidt, con i suoi 29 anni, è il più anziano: lascia la moglie e una figlia di due anni. Bucher ha 26 anni, Schlunder 23, Schreyer e Koch 21. Vengono sepolti nel piccolo cimitero d’Albinea…

Tradimento? La seconda guerra mordiale non fu una guerra tra nazioni, ma una guerra tra fascismo e antifascismo che taglia a metà i popoli, anche in Germania. I cinque tedeschi non hanno cambiato fronte: sono rimasti dalla parte giusta anche con l’uniforme sbagliata.

(*) dal quotidiano “il manifesto” del 18 novembre 2001.

Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Moltissimi i temi possibili. Relativamente poche le firme (non abbastanza per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

 

 

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