Stress, strass e Charles Stross

Urania propone «La stirpe di Nettuno» e db se lo gode (senza urlare)

Denaro lento, denaro veloce e truffe. Gran parte del romanzo «La stirpe di Nettuno» dell’inglese Charles Stross ruota intorno a questo significativo groviglio. Urania lo manda in edicola (a 13 anni dalla prima uscita) nella traduzione di Davide De Boni: per 264 pagine al solito 6,90 euri.

Ecco subito Krina Alizond 114 – non del tutto umana? – che cerca un biglietto spaziale a basso costo: così si trova uno strano lavoro a bordo di una nave “religiosa” per l’esattezza «La santissima cappella di Nostra Signora della sacra endonucleasi di Restrizione». Un branco di pazzi? Macchè, molto peggio. Perciò vi avviso che se avete remore a scherzare coi santi non è il libro per voi.

Scoprirete che «le battaglie spaziali sono noiose» e invece gli abbordaggi sono «terrificanti» (e divertenti). Stross gioca con l’avventura ma senza essere banale. C’è (forse) il motore FTL – «Faster Than Light», più veloce della luce – ma anche un accoppiamento erotico fra un simil pipistrello e una sorta di sirena. Ci sono estinzioni e catastrofi ma anche i pirati, anzi a essere pignoli «i corsari» (vi sarà nota la grande differenza) che forse sono legati a una compagnia dii assicurazioni. Cè un’Atlantide scomparsa – non quella terrestre però – ma anche i calamari «comunisti». Killer e colpi di scena, inseguimenti e mondi sottomarini. Incredibilmente c’è uno stravecchio libro (un po’ come “la lettera smarrita” di Edgar Allan Poe? Chissà) ma soprattutto «la più grande truffa della storia», anzi l’imbroglio come opera d’arte.

«La mandria proletaria»; «nauseante fascinazione»; «una rabbia profumata di eufemismi»; «capitalismo dionisiaco»; «il pettegolezzo più veloce della luce»; «catene di platino»; «storiografia delle pratiche contabili»; «cattedrali interstellari peripatetiche»; «lucidare le ossa era un lavoro noioso»; «nebbia di apprensione»; «i progenitori (di Sondra) erano un istituto di credito e un cartello di gioco d’azzardo»; «correnti parassite»; «la compostezza di un muro di cemento»; «quando peschiamo nel pozzo del tempo in cerca di monete magiche»:… senza dubbio Stross usa bene le parole. E se «ignoriamo l’ontologia del denaro» allora «concentriamoci sulla teleologia del denaro». I maiali da tartufi esistono davvero come l’eterna truffa del «prigioniero spagnolo» ma per incontrare «le nazioni laminari» dovete avere fiducia e farvi prendere per mano da Stross.

Se in “bottega” ripescate il mio post Che strano Stross su Urania potete leggere: «frase d’apertura e idea-base mi avevano folgorato poi il ritmo si fa lasco. Così in certi punti apprezzo e/o ridacchio mentre in altri urlo “Stross che stress”…». Potrei quasi dire lo stesso per «La stirpe di Nettuno» ma qui il ritmo tiene 9 frasi su 10. Un buon libro. Certo niente di paragonabile a «Radicalized» di cui la “bottega” parlava 7 giorni fa … però non si può avere un capolavoro e/o uno choc a settimana.

In edicola Urania ha mandato anche «L’undicesimo comandamento» di Lester Del Rey (ne ho un vago ma buon ricordo, lo rileggerò) ma a proposito di libri-choc approda in libreria – con gli Oscar – «Visioni» ovvero tutti i racconti di Harlan Ellison. Mi ci fionderei volentieri ma treeeeeeeeeeemo al pensiero di rubare la primogenitura a uno dei più titolati “ellisoniani” della penisola ovvero quel Fabrizio Melodia (noto “astrofilosofo”) che chi passa in “bottega” conosce.

Infine vedo in coda al libro di Stross che lettori e lettrici hanno scelto come vincitore del «Premio Urania Short 2020» il racconto «Un patto equo» di Michela Lazzaroni; sono contento perchè – controllate in Del Popolo Riolo e Zelazny in edicola ovvero… se non mi credete – era il mio preferito.

danieleB
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

2 commenti

  • Fabrizio Melodia

    Tutti i racconti di ellison riuniti insieme? Dormirò in edicola per impadronirmene, stanne certo.
    Tu vai in edicola a Imola, qui nel veneziano è territorio mio.
    AHAHAHAHAHAHAH

  • Pierluigi Pedretti

    Mamma mia, ragazzi. Venirvi dietro sulla science fiction è una vera impresa intergalattica.

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