Elezioni in Palestina: la vittoria senza avversari di Fatah

di Eliana Riva (*) Le recenti consultazioni elettorali municipali in Palestina hanno confermato la frammentazione politica e la crisi di legittimità che investe l’intero spettro della leadership nazionale. Il voto, svoltosi in un contesto di occupazione militare persistente e, nel caso di Gaza, sotto il peso di una disumana devastazione, restituisce l’immagine di un popolo profondamente distante dalle proprie istituzioni,

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Palestina: resistenza, solidarietà, coraggio, dignità

Articoli di Ilaria De Bonis, di Donata Columbro e Roberta Cavaglia , di Daniele Ratti e Massimiliano Bonvissuto, di Enrico Semprini. Con aggiornamenti e link.   Anbamed 16 gennaio e 17 gennaio: aggiornamenti sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania; per Peace and War, Ilaria De Bonis focalizza la situazione della condizione nelle tende; Anan, Ilan e Mansour – situazione

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Palestina – lo sguardo non si abbassa

Articoli, analisi e riflessioni storiche di Andrea Carugati, Lucia Montanaro, Amal Oraby, Luca Saltalamacchia, Enrico Semprini. Con aggiornamenti dalla Palestina di Anbamed e di Radio Onda d’Urto. Prima parte dell’analisi sul dispositivo giuridico relativo all’arresto di Mohammad Hannoun e degli altri solidali; seconda parte dell’inchiesta di Daniele Ratti e Massimiliano Bonvissuto; seconda selezione tratta dal libro di Noam Chomsky e

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Gaza. Il nostro destino è forse scomparire ?

Il nostro destino è forse scomparire? Rimanere in silenzio? Morire lentamente? “Veniamo sterminati, uccisi, lasciati morire di fame, e al mondo semplicemente non importa”. di Rita Baroud (*) DEIR AL-BALAH, GAZA: Ogni volta che raggiungiamo il punto in cui pensiamo che le cose non possano peggiorare ulteriormente, il limite della nostra capacità di sopravvivere, il limite della nostra sofferenza e

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In Egitto gli abitanti di Gaza sopportano una vita “insopportabile”

Oltre 100.000 palestinesi fuggiti in Egitto durante la guerra descrivono un’esistenza precaria in un limbo legale. di  Hadi Rami (*)Un anno fa, la vita di Khaled è crollata. Erano passate solo poche settimane dall’inizio dell’attacco israeliano a Gaza, e il 33enne stava cenando con la moglie e i due figli nella loro casa nel campo profughi di Al-Bureij, nel centro

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