Centroamerica: movimenti e “processi di pace”

Le guerre che hanno devastato Guatemala, El Salvador e Colombia negli ultimi quarant’anni non potevano continuare, le violenze e i massacri dovevano finire. Raúl Zibechi in questo articolo ragiona su come i “processi di pace” hanno influenzato i movimenti popolari. Di certo hanno vinto l’estrattivismo e l’ossessione delle urne. di Raúl Zibechi (*)

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El Salvador: bukelismo sinonimo di repressione

La costruzione di megacarceri, le detenzioni illegali e l’utilizzo della “mano dura” sono serviti a Nayib Bukele per sconfiggere, almeno in parte, la criminalità organizzata a scapito dello Stato di diritto. Sono molti i paesi latinoamericani che confidano nella “bukelizzazione” della sicurezza senza considerare le violazioni dei diritti umani, civili e politici. di David Lifodi

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El Salvador: il sangue delle vittime non è una farsa

Il 16 gennaio 2022 ricorrono i 30 anni dagli accordi di pace tra il governo e la guerriglia del Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional, ma il presidente del paese, Nayib Bukele, li ha sempre disconosciuti e, compiendo un’operazione all’insegna del peggior revisionismo storico, li ha ridotti ad un patto tra corrotti, Arena e Fmln, mettendo sullo stesso piano

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El Salvador: Nayib Bukele si mangia il Frente

Nayib Bukele, nuovo presidente del paese nel segno dell’antipolitica, mascherato da indipendente, si prende la maggioranza dei voti, ma strizza l’occhio a destra. Per il Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional si tratta di una batosta. Due articoli sulle presidenziali salvadoregne a cura di Maria Teresa Messidoro, che ha intervistato molti militanti efemelistas, e di David Lifodi, sull’analisi del

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