Dentro il tunnel della guerra

** articoli, video e immagini di Domenico Starnone, Olivier Turquet, Miguel Martinez, Manlio Dinucci, Stefano Orsi, Giacomo Gabellini, Enrico Tomaselli, Francesco Cappello, Mario Lombardo, Ernesto Screpanti, Branko Milanovic, Fulvio Scaglione, Piero Pagliani, Primo Levi, Lorenzo Cremonesi, Pepe Escobar, Laura Ruggeri, Vittorio Rangeloni, Larry Romanoff, Gianmarco Pisa, Francesco Masala, Franco Astengo, Giorgio Ferrari, Marcia PerugiAssisi, Alfonso Navarra, TIR, Enrico Vigna, Alessandro

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La transizione che non c’è

di Ecor.Network Dal 31 ottobre i rappresentanti di 196 Stati (più l’UE) firmatari della Convenzione-quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, sono riuniti a Glasgow per discutere di obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti già falliti e di una transizione energetica che non esiste. La 26a Conferenza delle Parti (COP26) si configura fin dall’inizio come l’ennesima fiera dell’ipocrisia, a cominciare

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ECOR: estrattivismo, conflitti, resistenze

il 24 febbraio (dalle 17) webinar «ESTRATTIVISMO E PANDEMIA» di ECOR.network [Il 20 febbraio è stato inaugurato il portale ECOR.network – Extractivism, COnflicts, Resistances. Di seguito ne riportiamo il primo editoriale. L’illustrazione iniziale è di Asparago Bol.] ECOR.network nasce come spazio di dibattito e approfondimento sull’aggressione del profitto contro i territori, e di informazione sui movimenti di resistenza. Si occuperà

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La posta in gioco

di Alexik “You don’t need a weatherman to know which way the wind blows”. (Bob Dylan, Subterranean Homesick Blues.) Sabato prossimo migliaia di persone marceranno contro le Grandi Opere Inutili e Imposte e per il diritto al clima. Scenderanno in strada a Parigi come a Torino, Padova, Melendugno, Venosa e Niscemi. L’appuntamento dell’otto dicembre, nato in Valsusa come anniversario della liberazione di Venaus e poi assunto come data simbolo dei movimenti contro

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Ecuador: la doppia morale di Rafael Correa sullo sviluppo petrolifero

di David Lifodi Le politiche petrolifere dell’Ecuador continuano a far discutere: da un lato l’impegno internazionale per esigere la condanna di Chevron-Texaco, responsabile dell’inquinamento che ha pregiudicato l’ambiente naturale e la salute degli abitanti che vivevano a ridosso dei suoi pozzi, dall’altro l’intransigenza nel porre fine all’iniziativa Yasuní-ITT, il progetto promosso nel 2007 dallo stesso presidente Rafael Correa affinché il

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