La pulp fiction del Mozambico

di Davide Mancini, Juan Maza Calleja, Boaventura Monjane (*) Seduto accanto al suo trattore in panne, Luis André Naite ha poche speranze di reclamare la sua terra. Più di 100 ettari dove un tempo coltivava mais, tabacco e fagioli sono ora occupati dalle piantagioni di eucalipto di un’azienda portoghese. All’inizio degli anni ’90, dopo la fine della guerra civile nel paese

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La linea del fuoco/1

di Alexik (*). Da più di quattro mesi il Canada brucia, ininterrottamente. Bruciano i territori del sud, nella British Columbia, dove le fiamme divampano dentro e intorno alla città di Kelowna, un’area metropolitana di 200.000 abitanti (1). Bruciano i Territori del Nord-Ovest, dove le grandi distese forestali che circondano il Great Slave Lake sono inghiottite da oltre 230 incendi (2).

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Catastrofe climatica: un dibattito scomposto

L’incredibile escalation degenerativa del dibattito sul clima è arrivata negli scorsi giorni al parossismo con la dichiarazione del 27 luglio del segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres secondo il quale siamo arrivati alla <ebollizione totale>, espressione tanto catastrofica quanto vaga, alla quale due giorni dopo ha forse cercato di fare da contrappeso quella di Jim Skea, recente nuovo presidente dell’IPCC,

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Sistema-mondo: emigrazione-immigrazione e lavoro / 2

Una dimensione storica fondamentale con rilevanti effetti nelle periferie e nei Paesi del centro. Il caso italiano. Il testo è la seconda (e ultima) parte della “rielaborazione” della relazione introduttiva di Giorgio Riolo all’incontro svoltosi a Casale Monferrato il 30 settembre 2021 (primo appuntamento di un ciclo di incontri dal titolo “Cantiere migrazione: un altro punto di vista”, organizzato dal

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