Un burattinaio se ne va…

a noi resta la «società civile» (montiana)

di Bozidar Stanisic

Ieri ho incontrato un amico friulano di vecchia data, burattinaio di mestiere. Scambiate due parole, mi ha detto che dal 1 febbraio è in pensione e che fra poco lascerà l’Italia. Dopo oltre 40 anni di attività nel teatro di marionette, migliaia di sorrisi dei bambini in chissà quante scuole, presentazioni in piazza e dappertutto, il suo lavoro è stato valutato con una pensione di 650 euro.

Per gli artisti come lui vengono contate solo le giornate di lavoro effettivo, zero per preparazioni, prove, idee ecc. Avrete capito che lui non era un parlamentare.

Una pensione terribilmente bassa per una persona che ha una casa in affitto.

«Emigro, come te». Così mi ha detto. Se ne va in un Paese del Sud America.

Cosa potevo rispondergli? Pronunciare un banalissimo «mi dispiace»? No, non l’ho detto. Mi ha aiutato lui, il burattinaio.

«Quanti anni ci vuole per te in Italia per capire qualcosa? E non solo a questo, caro mio». Fece una mossa con la mano come se volesse disegnare un cerchio.

Ci siamo salutati. «Niente cartoline, caro mio, ti prometto – niente cartoline»: l’ha detto con un sorriso, più ironico che amaro.

Ok, mi dico, tornando a casa. Questa persona se ne va, chissà quanti giovani sono pronti per partire dall’Italia cui la gerontocrazia di politici e potenti sta trasformando questo Paese in matrigna cattiva per le nuove generazioni, per numerosi operai, per i pensionati a filo di sopravvivenza.

Il burattinaio se ne va, ma restano Fornero, professoressa e vicepresidente della Banca Intesa; Monti, con i suoi 11 milioni annui; e altri che da questi tecnici vengono chiamati «società civile» (a questo punto devo dire che è una delle bestemmie più originali che, durante i miei 21 anni in Italia, ho sentito). Resta poi quell’intera camarilla politica destra-sinistra-centro-quinto lato del mondo ecc. Da Silvio, in poi.

Restano anche quelli che – come il presidente dell’Inps statale (e altri 20 delle regioni) – straguadagnano anche sulle spalle e sul sangue di milioni pensionati. E pure hanno altri 10-15 “impegni”, tutti ben pagati. Quindi, perché non devono restare? Hanno fatto tutte le leggi per loro, sputacchiano dalle torri alte sul vulgus, impoverito nelle tasche quanto nel cervello, perplesso e impaurito da questa crisi non del tutto chiara (quanto è vera, quanto è artificiale?).

Sarebbe lunga questa lista, mi fermo. Perché dovrei nominare anche il cardinale Bagnasco, sua eminenza resta qui, non si muove. Anzi muove l’indice per segnalare chi votare, quella bella «società civile».

Mi chiedo che cambiamento ci sarà se vince la sinistra. Che ruolo avranno i giovani seduti nei banchi del Parlamento? Capiranno quanto è profonda la crisi dell’etica a tutti livelli della società? A partire dagli stra-guadagni dei politici, dalla mancanza dell’ esempio personale, dai progetti veri (dove sono?) per il rinnovo del sistema economico e quello finanziario, dal significato dell’immigrazione in Italia, dal ripudio alla guerra… Faranno qualcosa oltre alle promesse sinora abbastanza vaghe?

Avrei un messaggio: quando partirà l’amico burattinaio verrà un nuovo giorno, certo, ma con un volto onesto e creativo di meno.

 

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