Un trittico tra fumetti e fantascienza

di Fabrizio (Astrofilosofo) Melodia

1 – Mezzo secolo per Altea di Vallemberg; 2 – Ancora sulla «Guida alla letteratura di fantascienza»; 3 – Il primo volume (A-H) della «Guida ai supereroi Marvel».

 

1 –

Ottobre 1964: le sorelle Angela e Luciana Giussani, dopo appena 21 numeri di vita del loro eroe per eccellenza, cioè Diabolik, decidono di affiancare una compagna all’indefesso e arguto segugio ispettore Ginko: entra in scena, nell’albo «Il grande ricatto» la splendida femminilità della duchessa Altea di Vallemberg.

La casa editrice Astorina non ha certo potuto glissare l’anniversario, anche se magari Altea avrebbe fatto a meno di vedersi addebitati gli anni. Per fortuna nel mondo del fumetto, come in altri ambiti della fantasia, il tempo è un concetto puramente umano e le “nuvole parlanti” possono donare giovinezza e vecchiaia a loro capriccio come Guido Crepax ebbe incautamente modo di fare con la sua splendida Valentina Rosselli, quando pensò di disegnare il particolare della data di nascita sulla carta d’identità del suo personaggio più riuscito.

Torniamo ad Altea di Vallemberg, la cui prima apparizione fu davvero al fulmicotone: a seguito dell’ardito e complesso piano di Diabolik per estorcere miliardi allo stato del Beglait, Ginko non trova altro sistema che introdursi clandestinamente nel Paese straniero, incontrando però molte difficoltà. Rimasto ferito, viene soccorso dalla ricca vedova Altea, contessa di Vallemberg, la quale da tempo seguiva le gesta del coraggioso e onesto ispettore.

L’amore, neanche a dirsi, esplode, anche se in un primo momento i due innamorati sono costretti a separarsi, vuoi per la differenza sociale (un povero poliziotto e la ricca nobildonna) e vuoi per gli impegni dell’ispettore a Clerville: mai e poi mai la sua lotta contro il crimine potrà venire meno (in effetti, come più volte sottolineato dalle sorelle Giussani, Diabolik non è l’unico criminale a Clerville, ma fra la marmaglia si eleva per onore e intelligenza ben al di sopra degli altri).

Da allora Ginko e Altea si frequenteranno sempre più, in una travagliata storia d’amore, decisamente ben poco rosa e fiori, mettendo in risalto la figura di Altea come donna colta, intelligente e indipendente: anche lei, come Eva Kant, con un oscuro passato alle spalle, soprattutto per quanto riguarda gli anni in cui era stata sposata al “compianto” marito, il duca di Vallemberg.

Da duchessa di romanzo d’appendice, ecco che il personaggio di Altea afferma indipendenza e femminilità, a tratti sofisticata pur nella sua semplicità.

Altea non è sempre a sospirare sul ritorno dell’amato Ginko, sovente si mette pure nei guai ma risolvendoli in modo brillante. Una vera donna moderna in tutti i sensi, che non esiterà a scendere in piazza in tempi non sospetti a reclamare diritti e parità per le donne, inconsapevolmente a fianco di Eva Kant, anche lei impegnata contro un Diabolik decisamente maschilista (di lì a poco, la coppia più inossidabile del fumetto avrebbe avuto uno scontro duro, fin quasi ai limiti della separazione, in cui il “Re del terrore” sarebbe stato costretto a fare autocritica, un altro grande colpo di mano delle sorelle Giussani).

Così nel numero di ottobre di quest’anno – con un albo scritto da Mario Gomboli insieme al grande Tito Faraci per l’editing di Andrea Pasini, disegnato sapientemente dalla nuova e talentuosa leva Matteo Buffagni – «Il coraggio di Altea» (che è anche il titolo) sarà messo a dura prova nei confronti dell’amato Ginko: colpi di scena sullo sfondo del tentativo del colpo di stato nel Beglait a opera dei fantomatici Corvi Grigi, già apparsi nel 2007 nell’albo «I misteri di Vallemberg». Quell’albo segnò, per un certo periodo, la separazione fra Altea e Ginko ma anche la scoperta che il defunto marito non…. era mai morto, anzi era il capo dei Corvi Grigi (e diretto responsabile della cattura e conseguente tortura di Diabolik).

Insomma 50 anni per Altea movimentati e fascinosi.

2 –

«Una summa ragionata che non ha precedenti in Italia». «Un’enciclopedia tematica per lemmi dall’Ottocento a oggi». «Una raccolta degli autori più significativi di sempre». «Curiosità, approfondimenti, incursioni nel cinema e altri media».

Questi alcuni slogan – e punti di forza – con cui, in quarta di copertina, viene presentata l’enciclopedia Odoya di fantascienza (vedi sotto i dati).

I pregi dell’opera sono molti e rimando a quanto scritto in blog (il 18 febbraio 2014) da d. b. ma vorrei sottolineare 5 aspetti.

  1. Tempo: era ora che arrivasse un’opera sia per gli studiosi che per il pubblico neofita o per semplici appassionati con la voglia di immergersi in un viaggio infinito per le isole ignote (o conosciute, magari viste dopo tanto tempo con occhi completamente rinnovati).
  2. Spazio: l’opera si presenta con un formato molto ben compresso e non troppo pesante, sta bene in una borsa o zainetto (ma difficilmente in una sacca da bicicletta).
  3. Causalità: Ogni voce, anche se redatta indipendentemente, si amalgama e sorregge l’una con l’altra in un sapiente gioco architettonico che non farebbe rimpiangere le architetture ardite di Metropolis o le città tentacolare di Akira. Anzi il gioco dei rimandi – dove ogni tematica riporta in modo organico il contributo di ogni autore o la sua afferenza, anche se marginale – pone questo sistema come il migliore, soprattutto in epoca dove il cartaceo ormai cede il passo all’e-book e ai sistemi di ricerca booleani.
  4. Velocità: scritto con uno stile appassionante, scorrevole ma preciso, grazie anche al sistema di schede interconnesse, voci singole e note a piè di pagina, oltre al ricco repertorio di illustrazioni rigorosamente in bianco e nero, con foto degli autori e delle copertine… insomma una enciclopedia geograficamente visiva senza precedenti, dove si viaggia speditamente una pagina dopo l’altra.
  5. Agnizione: tornando indietro a vedere se manca qualcosa, posso solo dire che trovo qui e lì alcune chicche assolutamente gustose soprattutto per la loro puntigliosa e solerte trattazione, in cui si fanno ben comprendere l’importanza dell’autore nel panorama. Alcuni esempi? Il mio occhio è stato immediatamente catturato dalla presenza del grande Jorge Luis Borges, che qui finalmente trova un giusto ma tardivo riconoscimento in un genere. Non bisogna dimenticare che Ursula K. LeGuin non fatica a definire Philip K. Dick come «il Borges statunitense». Ma persino Haruki Murakami trova uno spazio inatteso, con il suo «1Q84», con Salman Rushdie e Angela Carter. Altra chicca sono i riferimenti a scrittori più o meno sconosciuti, con una voce dedicata alla fantascienza italiana davvero gustosa, dove spiccano Sandro Sandrelli, Roberta Rambelli, Lino Aldani, Renato Pestriniero, Guido Morselli… A margine di questa radiografia sull’Italia della fantascienza c’è da chiedersi chi potrebbe incentivare i nostri autori in erba, come fece a suo tempo John Wood Campbell attraverso le sue riviste.

Una critica – anzi una tecnocritica – all’enciclopedia Odoya forse si può fare. Che senso ha scrivere un’enciclopedia cartacea in un periodo in cui, per costi e modalità di fruizione notevolmente superiori, inizia l’offensiva dell’e-book e le enciclopedie vanno on line, perché più facilmente consultabili?

Da lettore accanito, da studioso e scrittore di fantascienza, ho apprezzato ogni singola riga di questa enciclopedia. Il solo rammarico è che non fosse pronta tanti anni fa, quando ho iniziato a scrivere la mia tesi di laurea su Star Trek: mi avrebbe notevolmente facilitato il lavoro di far breccia sull’aperta ostilità e diffidenza di quasi tutti i miei professori che snobbavano con sdegno il genere che, secondo me, meglio potrebbe esprimere la filosofia in pratica attiva.

«Guida alla letteratura di fantascienza», a cura di Carlo Bordoni con testi di Claudio Asciuti, Carlo Bordoni, Domenico Gallo, Riccardo Gramantieri, Giuseppe Panella, Gian Filippo Pizzo. Editore Odoya: 655 pagine per 26 euri

3 –

«Cambiavano i tempi, cambiavano la figura dell’eroe e le relative problematiche. Gli amici Gianluca Ferrari e Luca Barbieri hanno passato in rassegna questi superuomini, descrivendone la storia e le vicissitudini nel corso degli anni. Una guida puntuale ed esauriente dei più grandi idoli del nuovo millennio, incensati dai media e protagonisti indiscussi delle nostre stagioni televisive e cinematografiche. Una lettura piacevole e appassionante che vi svelerà vizi privati e pubbliche virtù dei supereroi più amati dalla gente, perché ognuno di noi si riconosce inevitabilmente in loro»: così scrive Giuseppe Guidi nella bella prefazione alla ponderosa e divertente guida scritta da Luca Barbieri e Gianluca Ferrari.

Un’altra enciclopedia dunque, davvero ben fatta: è uscito il primo dei due ponderosi tomi. Pregi? Li vado a elencare nei miei corrispettivi 5 punti cartesiani.

  1. Ponderosa, pesante, assolutamente simile a un mattone da edilizia, può essere usata persino per tappare un buco nel muro o pareggiare una gamba di un tavolo sbilenco comprato all’Ikea.
  2. Filosoficamente ineccepibile: davvero tratteggiata bene tutta la filosofia che sostiene l’universo Marvel. Supereroi con superproblemi, uomini della strada che all’improvviso si ritrovano investiti per cause più o meno naturali di poteri sovraumani o, alla peggio, costretti a vivere dentro armature supertecnologiche per sopravvivere o tante altre situazioni davvero inusuali.
  3. Schede dettagliate per ogni personaggio dell’universo marvelliano, e quando dico per ciascuno, significa proprio per tutti (razze aliene, mutanti e terre selvagge comprese). Una enciclopedia più che una guida, che può condurvi in un giro turistico massificato oppure in un turismo dolce e di urban trekking a visitare mondi alieni, realtà parallele, universi demoniaci a cavalcioni della moto di Ghost Rider o sulla possente schiena di Hulk o a penzoloni della ragnatela dell’Uomo Ragno. Non si consiglia il viaggio attaccati al martello di Thor per scarsa sicurezza nell’atterraggio.
  4. E’ diviso in due volumi, entrambi al costo assolutamente di lancio, tipo dalla finestra o a boomerang, di 25 e dico 25 euri… assolutamente non trattabili a meno che il libraio non sia colto da un atto di follia omicida. Le schede dei personaggi si dividono nel primo dalla A alla H e nel secondo ovviamente dalla I alla Z. La bellezza delle schede è che puoi leggerle nell’ordine che vuoi e senza incorrere in sanzioni, quindi se quello che interessa sono le curve pericolose di Emma Frost o della Vedova Nera o piuttosto i bicipiti corroborati da possenti artigli in adamantio di Wolverine, perché seguire l’alfabeto?
  5. HULK SPACCA!

Davvero un libro ben fatto, che gode anche del contributo fondamentale di Gian Filippo Pizzo nell’introduzione con la storia del fumetto marvelliano, tratteggiata con l’usuale perizia e precisione divulgativa alla quale ci ha abituati.

Luca Barbieri – non è parente del Daniele che imperversa qui – e Gianluca Ferrari hanno sudato le sette proverbiali camicie. Da buon prodotto multimediale si riallaccia al cinema, dove i supereroi Marvel la fanno quasi da padrone, se si tengono nella giusta considerazione le imprese di Batman del talentuoso regista Nolan e l’Uomo d’Acciaio di Zack Snyder nonché quelle televisive di Arrow e del suo “spin off” Flash, il mitico velocista scarlatto, che rivive in una chiave inusuale e molto attenta a livello filologico.

Opera figlia del tempo, ad alto tasso di precisione scientifica e di passione, dove ogni pagina apre un mondo di sogni e speranze, in cui anche l’uomo della strada può essere investito da grandi poteri, da cui – si sa – derivano grandi responsabilità. Parola interessante: dal latino “responsum habilis”, ovvero “abile alla risposta”. Un rispondere a cui tutti siamo chiamati, una scelta esistenziale in un mondo dove nulla è scritto e gli dèi sono crollati.

La guida di Luca Barbieri e Gianluca Ferrari è anche un super-Bigmam dei “perplessi” coloro cioè che un tempo snobbavano “i giornaletti”.

«Tarzan nella giungla, lotta con il coltello, Batman nella notte, nero pipistrello…» cantava Douglas Meakin in tempi non sospetti.

   «Guida ai supereroi Marvel»: volume I dalla A alla H

   di Luca Barbieri e Gianluca Ferrari, con l’apporto di Gian Filippo Pizzo, prefazione di Giuseppe Guidi

   Odoya: 548 pagine, 25 euri

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Un commento

  • ERRATA CORRIGE: In realtà, Gian Filippo Pizzo NON ha scritto l’introduzione. Trattasi di un errore della casa editrice Odoya, la quale, dopo essersi scusata platealmente con l’Astrofilosofo, ha offerto doni e libagioni per non essere terminata da una pioggia di meteoriti… l’Astrofilosofo si è ritirato per deliberare ma penso cederà solo se potrà avere una serata in compagnia di Emma Frost…

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