Visioni in danza 2021

di Susanna Sinigaglia

Lo spettacolo che si è svolto all’interno della rassegna “Estate sforzesca”, sul palco allestito nel Cortile delle armi del castello, era suddiviso in 3 tempi più una breve anteprima intitolata Hero (con l’H barrata). L’anteprima è stata creata e interpretata da Federica Mocchetti, una delle giovani protagoniste della serata: quattro allieve diplomande del Centro di alta formazione per la danza ArteMente e una appartenente alla compagnia Lost Movement.

Hero è una chiara rappresentazione un po’ irrisoria di Superwoman e, a parte il secondo tempo ispirato allo Stabat Mater di Jacopone da Todi, le altre performance sono state tutte interpretate in chiave allegramente ironica, impronta inconfondibile di Silvia Gribaudi che mi ha attirato verso la serata come una calamita.

Lo Stabat Mater, performance di Nicolò Abatista e Christian Consalvo, è interpretato con riflessiva malinconia da Laura Volpe di Lost Movement accompagnata magistralmente da Filippo Ripamonti, con la sua riscrittura elettronica della composizione di G.B. Pergolesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

In Ballroom, ancora di Abatista e Consalvo, le quattro danzatrici diplomande – Aurora Galteri, Maria Mangione, Silvia Marini e Federica Mocchetti – si cimentano in una danza scatenata,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quasi una prova di resistenza che verrà portata all’estremo nel terzo tempo intitolato Spring, dove anche il tocco di umorismo tipico di Silvia Gribaudi si accentua ed espande con il suo arrivo sul palco quasi a farne la direttrice d’orchestra.

Le giovani si presentano in corsetto blu e ampio tutù bianco, un incongruo stereotipo che suscita  l’ilarità del pubblico composto in gran parte da compagne e compagni del Centro di formazione.

Il titolo è azzeccato: infatti “spring” oltre a primavera in inglese significa sorgente, zampillo, molla, salto, spinta, con i rispettivi verbi e sono un po’ tutti questi significati che esprimono nella danza le ragazze; innanzitutto con il loro abbigliamento (che evoca, comunque, la freschezza della primavera), gli ampi balzi, l’effervescente irruenza. Quando Silvia Gribaudi sale sul palco, puntualmente coinvolge il pubblico invitandolo a scandire con applausi e poi ritmando con le mani i vari passaggi della danza che si fa sempre più trascinante fino a concludersi fra gli applausi di un pubblico divertito ed entusiasta.

Susanna Sinigaglia
Non mi piace molto parlare in prima persona; dire “io sono”, “io faccio” questo e quello ecc. ma per accontentare gli amici-compagni della Bottega, mi piego.
Quindi , sono nata ad Ancona e amo il mare ma sto a Milano da tutta una vita e non so se abiterei da qualsiasi altra parte. M’impegno su vari fronti (la questione Israele-Palestina con tutte le sue ricadute, ma anche per la difesa dell’ambiente); lavoro da anni a un progetto di scrittura e a uno artistico con successi alterni. È la passione per la ricerca che ha nutrito i miei progetti.

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