Lager Libia. I migranti raccontano l’indicibile

di MEDU (Medici per i diritti umani) Nel febbraio del 2017 l’Italia ha stipulato con la Libia un nuovo accordo sui migranti. Oggi si conoscono gli effetti di questo accordo: una drastica diminuzione degli sbarchi in Italia e centinaia di migliaia di migranti intrappolati nel paese nordafricano. Si tratta di persone provenienti sia dall’Africa occidentale che dal Corno d’Africa, in

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Guerra agli ulivi/2

di Alexik (*) [A questo link il capitolo precedente.] Vennero con le ruspe. Vennero con le divise ed una carta in mano: l’ingiunzione di abbattimento, in nome della Legge, dell’Europa e della Scienza. In nome di analisi condotte di nascosto e mai mostrate ai proprietari. Era il 13 aprile 2015 quando il primo ulivo secolare di Oria (BR), marchiato come infetto, cadde a

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NUOVE SCRITTURE WORKING CLASS: NEL NOME DEL PANE E DELLE ROSE/3

di Alberto Prunetti (*) A questo link il capitolo precedente. Raccontare il disastro industriale e ambientale La classe operaia ha lavorato a rischio per decenni. Sull’orlo della malattia professionale e dell’incidente, sul baratro della nocività, a un passo dal disastro industriale e ambientale. Il lavoro a rischio della classe operaia va raccontato fino alle sue estreme conseguenze: il disastro ambientale

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NUOVE SCRITTURE WORKING CLASS: NEL NOME DEL PANE E DELLE ROSE/2

di Alberto Prunetti (*) A questo link il capitolo precedente. C’era una volta… Quello che una scrittura working class dovrebbe fare, è fornire un nuovo immaginario a una nuova working class che esiste già come classe in sé. L’esempio del libro Meccanoscritto è fondamentale: mette in tensione le storie operaie di ieri e di oggi e ricostruisce la memoria del conflitto. E senza il conflitto non si

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Guerra agli ulivi

di Alexik C’è un esercito schierato nelle campagne salentine, un esercito di guerrieri grandi e forti. Saldi sulla terra si ergono ad ostacolo contro ogni speculazione possibile. Proteggono quei suoli da chiunque abbia intenzione di trasformarli in distese infinite di centri commerciali, resorts, spianate di fotovoltaico, coltivazioni industriali intensive, corridoi per gasdotti. È un esercito di undici milioni di ulivi, eredi

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Cayenne italiane

di Alexik (*) “Il cancello si apriva in continuazione. Dai furgoni scendevano quei ragazzi e giù botte. Li hanno fatti stare in piedi contro i muri. Una volta all’interno gli sbattevano la testa contro il muro. A qualcuno hanno pisciato addosso, altri colpi se non cantavano faccetta nera. Una ragazza vomitava sangue e le kapò dei GOM la stavano a

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“Scrivimi”: campagna per il sostegno delle donne e degli uomini nelle galere di Hamburg

Tratto da: Osservatorio repressione Ci sono tante cose di cui si ha bisogno quando si è rinchiusi in una cella. Si ha bisogno di vino, di tramonti, si ha bisogno di vento e di abbracci. Ma soprattutto si ha bisogno di parole. Parole per riempire un lunghissimo silenzio e rompere il proprio isolamento. Giovanissime compagne e giovanissimi compagni sono ancora

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