Catania batte Usa per 778 a zero

di Domenico Stimolo  

La “partita” è avvenuta il 28 gennaio, l’indomani del Giorno della Memoria.

Il confronto – del tipo “ fino all’ultimo respiro”, molto duro e senza scambio di espansività – si è svolto sotto gli occhi di un pubblico mondiale. E’ stato trasmesso in mondovisione, lasciando gli spettatori con il cuore in gola. Come purtroppo avviene di solito le strutture informative hanno dato ampio risalto alla “squadra” statunitense, allenata direttamente dal presidente Trump, eletto da una minoranza dei cittadini residenti negli Stati Uniti. Invece la squadra di Catania – simbolicamente rafforzata dal resto della Sicilia – è rimasta totalmente in secondo piano, pur avendo vinto brillantemente e sonoramente la partita. Se ne parla solo in piccole cronache, per lo più di informativa locale.

Certo, una partita virtuale, ma di rilevantissimo significato umano. In campo poteva esserci una delle diverse città portuali siciliane (Palermo, Augusta, Messina, Pozzallo o … Lampedusa) come già avvenuto in moltissime occasione nello scorso anno. Questa volta è toccata di nuovo alla città dell’elefante, che placidamente siede ai piedi dell’Etna.

Nel merito del resoconto raccontato dalle “ cronache sportive”. Il l 28 gennaio, mentre gli Stati Uniti (”rinomato” faro della libertà) facendo calare una nuova “cortina di ferro”, di tipo aereo -il muro terrestre esiste già ai confini con il Messico, in procinto di essere abbondantemente allungato – nei riguardi delle persone, uomini, donne, bambini, provenienti da sette paesi cosiddetti musulmani, hanno improvvisamente bloccato tutti gli ingressi di profughi, rifugiati, migranti immersi in disperate sofferenze. Senza distinzione alcuna. Anche se con regolare visto si accingevano a sbarcare negli aeroporti. Marchiati tutti “ brutti, sporchi e cattivi”. Nel frattempo nel porto di Catania sono arrivati 778 profughi e migranti, 130 i minori – in gran parte non accompagnati – salvati in mare a bordo di traballanti gommoni, sbarcati dalla nave Diciotti della guardia costiera. Un cadavere a bordo. Coadiuvano ai salvataggi gli operatori del progetto Unicef-Intersos.

Salvaguardiamo sempre la nostra acciaccata democrazia e la sua Costituzione nata nei luoghi delle lotte e delle sofferenze contro il nazifascismo. Pur tra tante contraddizioni, rimane bella e vitale. Nuovi oscuri tragici fascismi e razzismi sono in agguato ma dobbiamo respingerli.

Nota per i “distratti”. Nel corso del 2016 nelle coste siciliane sono giunti più della metà dei 181.000 (di cui 25700 i minori non accompagnati) sbarcati in Italia. Nel mese di gennaio 221 profughi sono morti annegati nel Mare Mediterraneo.

 

LA VIGNETTA è di GIULIANO SPAGNUL

 

 

 

 

 

 

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *