«Con Dio e con i fascisti»

Una riflessione sulla nuova edizione del libro di Karlheinz Deschner che sarà presentato il 21 settembre a Roma in un convegno

 

  «Il papa oggi sta coi falangisti, come tanti anni fa con i fascisti»: lo slogan – con rima obbligata – risuonò forte durante il corteo, di fronte a Castel Sant’Angelo ma dall’altro lato del Tevere… se la memoria non mi tradisce. Era il settembre 1982 e in Libano le Falangi dei cristiano maroniti stavano massacrando, con l’aiuto dell’esercito israeliano, migliaia di palestinesi e di sciiti libanesi; le stragi rimaste nella memoria furono quelle del 18 settembre, nel quartiere di Sabra e nel campo profughi di Shatila, ma ve ne furono altre.

Come sempre il papa – quello in carica nel 1982 era Wojtyla – si preoccupava delle violenze contro i cristiani ma taceva se erano loro a uccidere. Dunque quello slogan era un triste dato di fatto, un’accusa fondata… Eppure quante persone fuori da quel corteo sapevano cosa accadeva in Libano? E quante, anche più anziane, serbavano memoria degli stretti legami, 40 anni prima, fra il Vaticano e i regimi di Mussolini e Hitler?

 

L’informazione ha il silenziatore… come la pistola

Amnesie e ignoranze forti soprattutto in Italia dove nei confronti della sede detta santa – quasi tutti i giornalisti, pur se si dicono laici, usano questa espressione, caricandola con due maiuscole – si usa il silenziatore, la sordina verso tutto ciò che è sgradito “oltre Tevere”. Silenzi sui molti, ripetuti e gravi scandali finanziari; silenzi sulle coperture ai preti pedofili; silenzi anche sui buoni rapporti fra Vaticano e nazifascismi…

Ero appena quindicenne quando, nel 1963, in Germania in teatro venne  rappresentato «Il Vicario» di Rolf Hochhuth che accusava Eugenio Pacelli, cioè Pio XII, di essere stato spettatore passivo dell’Olocausto. Comprai il libro, pubblicato da Feltrinelli, e avrei voluto vedere a teatro l’edizione italiana quando nel 1965 venne messa in scena a Roma dal regista Carlo Cecchi, all’interno d’un improvvisato teatro ricavato in una cantinaccia di via Belsiana. Ma durò un giorno. La polizia fece chiudere il teatro per «mancanza del certificato di agibilità dei locali», giusto il tempo che un prefetto – si era stranamente distratto ma dall’alto venne richiamato all’ordine – scoprisse che lo spettacolo era contrario alle norme del Concordato cioè a quegli accordi fra la sede “santa” e il dittatore fascista, ex mangiapreti, Benito Mussolini che inspiegabilmente (almeno per me) erano stati ritenuti validi dalla repubblica.

Dall’opera teatrale di Hocchuth furono tratti, nel 2002, il soggetto e la sceneggiatura del film «Amen», diretto dal regista Constantin Costa Gavras, che in Italia ebbe – c’è bisogno di precisarlo? – una difficile distribuzione.

 

1965, esce «Mit Gott und den Faschisten»

Quel ragazzino che voleva vedere a teatro «Il vicario» e non poté farlo, cercava di capire quel passaggio storico studiando: in primo luogo leggendo «La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme» di Hannah Arendt, poi leggendo e vedendo l’edizione italiana di «L’istruttoria», un “Oratorio in 11 canti” scritto nel 1965 da Peter Weiss. Certo non sapeva il ragazzino curioso e insoddisfatto che in quello stesso anno usciva in Germania la prima edizione di «Mit Gott und den Faschisten», un impressionante saggio di Kaerlheinz Deschner che gli editori italiani si guardarono bene dal tradurre.

Passarono gli anni ma a ogni occasione si cercò di accreditare – tacendo i documenti scomodi e falsificandone altri – che Pio XII aveva fatto il possibile per salvare gli ebrei. Anzi alcuni ultrà del Vaticano hanno sostenuto, contro ogni evidenza, che la Chiesa cattolica fu alla testa della resistenza contro Hitler.

Molte di queste omissioni e menzogne si spiegavano negli anni ’60 con la “necessità” di tenere saldo il fronte anti-Urss, dentro il quale erano stati arruolati molti ex nazisti, anche di primo piano, e i loro tanti complici. Va chiarito che scrivere “necessità” fra virgolette significa non condividere quella visione da “guerra fredda” con tutto il corollario di “buoni” contro “cattivi”. Ma persino dopo la fine di quella fase storica i potenti del mondo e i loro mezzi per la dis/informazione di massa hanno preferito coprire la verità storica sui rapporti fra Vaticano e nazifascismo.

 

E finalmente, nel 2016, lo si può leggere in italiano

Grazie a Roberto Massari adesso il libro di Deschner è disponibile – 208 pagine per 20 euri – con il titolo «Con Dio e con i fascisti» e il sottotitolo «Il Vaticano con Mussolini, Franco, Hitler e Pavelic», arricchito da due appendici su Ungheria e Slovacchia scritte rispettivamente d Dirk Verhofstadt e da Peter Gorenflos. Sarà presentato il 21 settembre a Roma in un convegno – cfr qui sotto il programma – dove il quindicenne che non poté vedere «Il vicario» racconterà le sue impressioni di lettura. Non le anticipo oggi in “bottega” perchè sul libro e sul convegno tornerò nei prossimi giorni. Ma due cose dico subito: «Con Dio e con i fascisti» è un libro ancora importante e sono ben contento di poterne parlare al convegno di Roma; spero che il passaparola fra le persone non conformiste rompa il muro del silenzio che anche stavolta si alzerà contro chi osa discutere di questo tema e dunque la ricerca di Deschner sia finalmente letta, discussa, aggiornata e magari criticata ma a voce alta, senza le censure volute “oltre Tevere”.

 

dbrec-deschner

«IL VATICANO E IL FASCISMO»

Convegno internazionale nel 146° anniversario di Porta Pia, organizzato da Massari editore: in via Panisperna 207, Palazzo Falletti, dalle 15 alle 20

RELATORI

Daniele BARBIERI (Italy): «Il libro di Deschner»

Peter GORENFLOS (Germany): «The rise of Fascism in Italy and Germany and the role of the Catholic Church»

Yeshayahu JELINEK (Slovakia): … only text, not present

Maria MANTELLO (Italy, «Associazione Libero Pensiero Giordano Bruno»): «Stereotipi sessisti, dal mito mariano al fascismo»

Roberto MASSARI (Italy): «Pio XII sapeva…»

Simone MOSCH (Germany/Switzerland): «Mass neurosis religion»

Federico PICCIRILLO (Italy, «Civiltà Laica»): «Chiesa e potere»

Alessandro PORTELLI (Italy): «Il papa e le Fosse Ardeatine

Giovanni SARTORI (Italy): «La Chiesa e la democrazia»

Dirk VERHOFSTADT (Belgique): «Hungarian Holocaust»

Si presenterà la prima edizione italiana del libro di Karlheinz Deschner – «Con Dio e con i fascisti» ovvero «Il Vaticano alleato con Mussolini, Franco, Hitler e Pavelić» arricchito da due appendici: «Il Vaticano e l’Olocausto ungherese» di Dirk Verhofstadt e «Il Vaticano e l’Olocausto slovacco» di Peter Gorenflos – che Roberto Massari sta facendo uscire in molti Paesi e in varie lingue: tedesco, russo, slovacco, inglese, ceco, cinese, mongolo, polacco ecc.

Per gli aggiornamenti si veda la pagina web www.rome-conference.com oppure www.roberto-massari.blogspot.com

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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