Marte-dì: Arrival, F&SF, sinotopia…

1 – alieni al tempo di Trappist;  2 – nuovo numero di «Fantasy & Science Fiction»;  3 – fantascienza e Cina; 4 – Wells chi?  5 – Scusate il ritardo

1 – «Arrival», gli alieni al tempo di Trappist

Finalmente ho visto «Arrival»: ero con Jan, cioè mio figlio, ed era giusto la sera dell’annuncio di Trappist-1, dunque due eventi storici. «Grande cinema»: sono pienamente d’accordo con Francesco Masala (*) al solito: anche se non ho visto «Enemy» – lo cercherò – ho molto amato il libro che lo ha ispirato cioè «L’uomo duplicato» del grande José Saramago. D’accordo anche con Jan, tranne sulla musica scelta da Villeneuve: secondo me «fastidiosa»; «l’unica possibile» obietta mio figlio.

Avevo scritto (**) a proposito del bellissimo «Storie della tua vita», il racconto di Ted Chiang ispiratore di «Arrival» che avevo «voglia di capire, con il terrore di essere deluso» come una struttura narrativa simile si potesse trasformare in film. Non sono rimasto deluso, anzi. Se capisco bene – correggetemi se sbaglio – Villeneuve ha chiesto aiuto a Chiang per cambiare e ampliare il soggetto. Arriverà anche un romanzo?

2 – il nuovo numero di «Fantasy & Science Fiction»

Anche questa volta l’edizione italiana di «F&FS» in edicola non delude: il rapporto prezzo e qualità è sempre soddisfacente, anche se per i miei personali gusti in questo numero 17 – al solito 5,90 euri per 160 pagine – c’è troppa fantasy rispetto alla fantascienza. Memorabile è Paul Di Filippo alla scuola London-Ehrenreich (Jack e Barbra ovviamente) «di Vigoria Scritturale Applicata»; da scolpire la frasetta «assoluta maestria nella costruzione frase dopo frase (pausa) e assolutamente niente da dire e nemmeno alcuna idea della realtà della vita»… Per capire come c’entra la fantascienza dovete arrivare agli ultimi paragrafi. Assai bello «Il tempo oltre la soglia» (del 1962) di Kate Wilhelm, poco fantascientifico in fondo. Ottima anche – considerando che è del 1957 – l’idea alla base del lungo racconto «Tra il tuono e il sole» di Chad Oliver, peccato che poi la narrazione sia sfilacciata. Interessante anche il quesito di esobiologia che attraversa «Nastri argentei di Alpha Crucis-d» dell’autore che si firma N. J. Schrock. Gli amanti del sottogenere “horror all’Inferno” non si perdano «La vacanza del traghettatore» di Jeffrey Ford. Il resto è ordinaria amministrazione ma il bicchiere a me pare mezzo vuoto.

3 – fantascienza cinese, in arrivo
Prima un’intera pagina in uno dei supplementi al quotidiano «
il manifesto» e poi – il 18 febbraio – due pagine di Cecilia Attanasio Ghezzi sul settimanale «Pagina 99»; la fantascienza cinese, anzi la «sinotopia» – è ovunque: vince premi, conquista Obama e Zuckerberg ma soprattutto finalmente viene tradotta anche in italiano. Trovate dunque il racconto di Hao Jingfang – vincitrice del premio Hugo 2016 – «Pechino pieghevole» sul nuovo numero della rivista «Robot» (che vado a leggere) mentre Mincione edizioni annuncia per maggio – in edizione bilingue – «Nebula», la prima antologia di fantascienza cinese contemporanea e io attendo con ansia. Ah, una precedente antologia su Urania, nel 2006, non mi aveva “catturato”: se volete recuperarla si intitolava «L’Onda misteriosa» ed era curata da Wu Dingbo e Patrick D. Murphy, con l’introduzione di Frederik Pohl.

4- Wells chi?

Vedo che Fanucci editore (sempre sia glorificato) e minimum fax (idem, con lode aggiuntiva per la minuscola) stanno riproponendo in nuove traduzioni le opere del “vecchiaccio” H. G. Wells. Bene. Da piccolo lessi quasi tutto ma l’occasione è ghiotta per ripensare i libri e anche confrontare le traduzioni.

5 – Scusate il ritardo

Ho un solo dì alla settimana per la fantascienza (ma ogni tanto baro come il “saltagiorno” dai 7 nomi, protagonista del vecchio, bel romanzo «Il sistema Dayworld» di Philip Farmer) e tanti libri da leggere. Mi scuseranno dunque amici e/o sconosciuti se sono assai spesso – quasi sempre? – in ritardo. Privilegio i libri che costano meno o che spariscono subito dalle edicole, questo sì; ma cerco di leggere e recensire tutto quello che, secondo me, merita. Ovviamente se altre persone si offriranno di affiancare il piccolo gruppo “marziano-martediano” … chi sono io per oppormi? E poi ho giusto un po’ di champagne regalato da una vecchia amica di ritorno (è un segreto però, non ditelo alla Nasa) da Trappist-27.

(*) cfr Arrival – Denis Villeneuve

(**) la mia recensione è qui: Fantascienza: Ted Chiang fra i grandi

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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