Marte-mix-dì per finire il 2016

1] «Capolinea per le stelle»; 2] segue «Tutti i mondi possibili»; 3] «Pianeta senza scampo»; 4] vado a leggere; 4bis] «Mumbo Jambo»; 5] in arrivo sul mio tavolo; 6] cosa ho dimenticato?

1] «Capolinea per le stelle»

Sgombro il mio 2016 recensorio. Il romanzo di Philip Reeve (Giunti: 380 pagine per 16 euri, traduzione di Alessandra Orcese) segnalato come distopico e «young adult» mi aveva incuriosito. Preso e letto. Piacevole, soprattutto per giovani. C’è tanta fantascienza ma a volte frullata troppo velocemente. Non è un capolavoro ma una buona, lieve lettura sì. Raccomandato a chi ama i treni, adora le stampanti 3D, cerca le scorciatoie stellari, brama il lieto fine improbabile e si inquieta con gli insetti (qui in versione «Monaci Alveare», divertente).

2] segue «Tutti i mondi possibili»…

ovvero la seconda parte dell’antologia «Year’s Best SF 31» a cura di Gardner Dozois, il meglio del 2014 (non è un refuso) che Urania sta pubblicando in tre volumi. Questo secondo frammento – 400 pagine per 7.90 euri: le traduzioni sono di Marcello Jatosti – offre racconti di Greg Egan, Aliette de Bodard, Alastair Reynolds, Martin Shoemaker, Jake Kerr, Ken Liu, Sandra McDonald, Michael Swanwick, Alexander Jablokov, Van Nolan, Neal Asher e lo sconcertante, bellissimo «Uno» di Nancy Kress (in “bottega” ne ho parlato qui: Amore, sesso e X: se fossi un professore). I racconti oscillano tutti fra il buono e il piacevole con un paio di «bah». Il terzo volume uscirà a marzo. Finora un panorama utile con una perla… Nancy Kress, lo avrete capito.

3] «Pianeta senza scampo» ovvero…

il grande Robert Silverberg anche quando non è al suo meglio resta piacevole da leggere. Questo Urania – traduzione di Fabio Feminò – uscito a dicembre (236 pagine per 6,50 euri) è datato 2002 ma si respirano gli anni ’50: fantascienza avventurosa, qualche riflessione intelligente e poco più. Chi è abituato al Silverberg del periodo d’oro resterà deluso; si divertiranno gli altri e le altre ma “da grandi” cerchino quei 4/5 titoli che hanno reso Silverberg un “gigante”.

4] vado a leggere
Ho appena preso «
Voci della Polis» (Vincent Books) con 6 racconti di Maico Morellini e lo leggerò in questo finale d’anno. A gennaio so già che Urania porterà in edicola «Terra incognita» di Ian McDonald e il vecchio «Se le stelle fossero dei» di Gregory Benford e Gordon Eklund: del secondo ho un vago, buon ricordo.

4bis] «Mumbo Jambo», l’epidemia in tre versioni

Da una decina di mesi mi ripropongo (e poi mi dimentico sempre, mannaggia) di leggere per la terza volta in una terza traduzione «Mumbo Jumbo» – stavolta lo propone minimum fax, editore minuscolo nel presentarsi però maiuscolo nelle scelte – un capolavoro (uso questa definizione con discrezione e dunque fateci caso) di Ishmael Reed. Non è fantascienza ma siamo sui rami del fantastico. La definizione più azzeccata sarebbe «contromitologia» ma una parola così seria va coniugata con un più popolaresco «vi spancerete dalle risate». Per me sarà un piacere rileggerlo e raccontarvene; se mi ri/dimentico fatemi un fiiiiiiischio.

5] in arrivo FORSE sul mio tavolo

Mi tenta «Paradox» di Massimo Spiga ma credo sia fantascienza solo in parte. Dalle parti del fantastico “allargato” devo recuperare un bel po’ di romanzi italiani – a esempio? in ordine alfabetico Cometto, Farris e Lastrucci – più forse un’antologia o magari due. Mi incuriosisce anche «Gli uomini sono un problema», romanzo breve di James Patrick Kelly. E qualcosa di certo mi scordo… vedi sotto.

6] Cosa ho dimenticato?

Ecco aiutatemi. Pur se leggo/rileggo in media un romanzo di fantascienza a settimana, senz’altro nel 2016 qualcosa mi è sfuggito. Possibile, a esempio, che così poche “fanta-femministe” statunitensi e canadesi vengano tradotte da noi o mi sono distratto? Fatevi sentire con titoli… o recensioni: grazie.

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

2 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *