Affile? Più che sacrario un immondezzaio

Un incontro alla Casa della memoria (di Roma) per decidere come muoversi contro il monumento al boia Graziani. Qualche appunto con il minimo disordine possibile (*)

Lunedì 1 ottobre. Arrivo alla Casa della memoria un po’ in ritardo. Mi sono perso (credo) l’introduzione di Sandro Portelli. Sta parlando Alessandro Triulzi che però quasi subito – mentre io cerco la penna per prendere appunti – dà la parola a Igiaba Scego, scrittrice e giornalista.

«Il colonialismo è il grande rimosso della storia italiana» ricorda Igiaba Scego «e oggi si intreccia con la questione migrante, con il razzismo che si diffonde. Affile è una doppia vergogna: per il sacrario a un criminale ma anche per lo sperpero di soldi pubblici. Non è questione solo di un lontano passato. Ci si è già scordati dei morti del 13 dicembre a Firenze e dei feriti, uno dei quali rimarrà del tutto paralizzato. Mio nonno era interprete di Graziani, dunque fu connivente: era fascista? Era una vittima? Ma oggi sappiamo bene cosa fece Graziani. Domenica scorsa ad Affile, a una manifestazione quasi improvvisata, c’erano anche africani, figli e figlie delle vittime che non hanno dimenticato. Quel sacrario diverrà un luogo importante di scontro politico: corre voce che Casa Pound voglia fare un presidio. Noi che obiettivo ci diamo? Si è detto che è un monumento da distruggere ma, se possibile, io invece vorrei riconquistarlo e farlo nostro per ricordare a tutte/i gli orrori del colonialismo italiano».

Prende la parola Rinaldo dell’Anpi di Genazzano: «E’ una situazione difficile. Affile da 40 anni è governata da Msi e varianti. Faccio notare il paradosso di uno scandalo internazionale che in Italia è passato quasi inosservato. Solo ieri il “Corriere della sera” ha finalmente ricordato chi era Graziani; mentre moltissime altre testate, compreso “il manifesto”, di Affile non hanno parlato. Noi che abitiamo in zona vogliamo organizzare per il 28 ottobre una fiaccolata “in memoria dei martiri del fascismo”; confermeremo la data nei prossimi giorni. Noi siamo a favore dell’abbattimento. Segnalo che finora in ben pochi (Zingaretti, Vincenzo Vita, Touadi) hanno preso posizione. Vi informo che nel frattempo la Polverini, prima di dimettersi, ha stanziato altri 20mila euro per il completamento e la video-sorveglianza del sacrario».

Interviene anche un giovane (Gabriele) del “Comitato Affile antifascista” che è sorto proprio per dimostrare che il sindaco mente quando dichiara che tutta la città è con lui: «Noi vogliamo scrivere al ministro Cancellieri per chiederle di intervenire contro una chiara apologia di fascismo. Dobbiamo opporci al sindaco con iniziative soprattutto culturali. Alla fine il monumento andrà abbattuto, non c’è una via di mezzo».

Si scusa Claudio (dell’Anppia – cioè l’Associazione nazionale dei perseguitati politici italiani antifascisti – di Roma) se parlerà anche di questioni burocratiche ma questo è un Paese dove purtroppo le scartoffie pesano. Poi parte con un elenco di proposte molto concrete. «1. Penso che conosciate la lapide – “Lo avrai camerata Kesserling… – di Calamandrei che è a Cuneo; troviamo modo per portarne una copia ad Affile. 2. Nel trattato di pace, che è diventato legge, c’è una clausola che sconfessa il fascismo; dunque occorre denunciare il sindaco per apologia di reato e chiedere che il Comune sia commissariato. 3. Occorre anche fare una segnalazione al procuratore della repubblica per lo sperpero di denaro pubblico. 4. Proviamo a coinvolgere le ambasciate di quei Paesi (Etiopia, Somalia e Libia) che furono vittime del terrorismo di Graziani; una loro pubblica rimostranza avrebbe un peso diplomatico. 5. Gli amministratori pubblici sono molto sensibili alle denunce fatte alla Corte dei conti per “danno erariale”; chiediamo a chi è esperto di preparare un documentato dossier su Affile. Insomma quello che io propongo è un “casino legalitario” che si muova su ogni piano possibile. Per finire: da tempo ragioniamo come Anppia di organizzare un convegno o una tavola rotonda sulle persecuzioni contro gli ex sudditi dell’impero italiano; penso alla questione vergognosa del “madamato” che fu tra l’altro avallata dal Vaticano. E’ il caso di accelerare i tempi e farlo al più presto».

A questo punto intervengo, molto brevemente, anche io: «D’accordo su tutto. Ricordo che anche Casa Pound beneficia di denaro pubblico visto che il sindaco Alemanno gli ha regalato uno stabile in pieno centro. Anche io sono, se è tecnicamente possibile, per riprenderci il monumento e farne un luogo di memoria antifascista. Il casino legalitario mi va benissimo ma credo che vadano anche preparate azioni radicali nonviolente. L’importante è che non cali il silenzio. Due piccole precisazioni, per dovere di cronaca: si può criticare “il manifesto” per averne parlato poco ma non è esatto dire che ha taciuto, anzi è stato fra i primi a denunciare. Ai nomi dei politici che si sono schierati bisogna aggiungere Vendola che, proprio ieri, ha nettamente preso posizione. Infine una proposta: non chiamiamolo sacrario ma schifezzario, orrorario oppure immondezzaio perché di questo si tratta».

Non ho afferrato il nome di chi è intervenuto subito dopo parlando della necessità di collegare il fascismo di ieri a quello di oggi (le stragi degli anni ’70 e non solo) che mostrano purtroppo l’esistenza di un’Italia malata. Ricordiamoci che la Costituzione è con noi. Chiediamo un teatro, se esiste, o una piazza di Affile e andiamo lì a raccontare chi davvero era Graziani, cos’è il fascismo».

Interviene brevemente lo storico Alessandro Volterra sottolineando che un lavoro di memoria è indispensabile: «se chiedo ai miei studenti chi è Graziani quasi tutti pensano all’ex calciatore». Già 400 persone che si occupano di storia – ricorda – avevano chiesto alla Polverini di ritirare l’appoggio a quel monumento; «forse è il caso di riprendere anche questa iniziativa e allargarla».

«Ero in Francia, dove ogni città e paesino ricorda la Resistenza, quando Igiaba mi ha fatto sapere della vergogna di Affile» esordisce Jean Leonard Touadi che è giornalista e parlamentare con il Pd: «Ho aspettato a fare l’interrogazione al ministro dell’Interno e a quello dei Beni culturali perché volevo vedere se altri deputati si muovevano. Purtroppo nessuno ha preso posizione. Ora vediamo cosa mi risponderanno, anche dopo che “Il corriere della sera” e il Tg-3 ne hanno parlato. C’è anche un aspetto tecnico importante che potrebbe interessare la Corte dei conti: i soldi erano stanziati per il parco pubblico non per il sacrario. Due brevi considerazioni: da tempo c’è chi, anche a sinistra, ha favorito questo clima equiparando a esemtpio partigiani e repubblichini. Quanto a Casa Pound sono undici i milioni che il Comune di Roma ha trovato, perfino per aprire un ristorante, nel silenzio purtroppo dei partiti antifascisti. Non è solo una questione che riguarda le vittime africane o qualche storico ma tutti gli italiani: restituire la stele di Axum significava anche sconfessare le bugie scritte nei libri di Montanelli che erano entrati in tante case e invitare invece a leggere le ricerche degli storici che, come Angelo Del Boca, hanno documentato gli orrori del colonialismo italiano».

Il ruolo della scuola è sottolineato anche da Pupa (del circolo Gianni Bosio) in un brevissimo intervento: «perché non chiediamo al ministro Profumo una giornata sul colonialismo?». Interviene al volo Portelli per ricordare che i libri scolastici non sono “faziosi” perché antifascisti – come tempo fa aveva detto Storace – semmai il contrario, cioè non lo sono abbastanza. «Noi stessi pensiamo che, negli anni del massimo consenso al fascismo, nessuno si opponesse o forse neppure sapesse cosa accadeva nelle colonie ma è una percezione errata: nelle mie ricerche ho da poco scoperto che alcuni operai di Terni nel 1932 facevano volantini di sostegno alla resistenza libica».

E’ un pezzo di storia che non si studia – esordisce Angiolina Arrù: «Anche per questa smemoratezza, la politica dei monumenti è importante. Dunque ha ragione Igiaba: invece di buttare giù quel sacrario trasformiamolo nel suo contrario».

Altri interventi in sintonia, fra cui l’adesione della libreria Griot e Nadia Terranova che ricorda, anche sulla base della sua esperienza di un libro illustrato per bambini, quanto sia positivo l’intervento nelle scuole.

A questo punto Rinaldo precisa: «E’ tecnicamente impossibile. Forse voi non lo avete visto ma quello è una grande tomba. Semmai dopo averlo buttato giù possiamo, con gli stessi mattoni e con lavoro volontario, ricostruire qualcosa».

Spetta ad Alessandro Triulzi il compito di tirare le file di questa ricca discussione: «Il nascente Comitato deve riprendere queste proposte e pensarne altre. A esempio curare dei filmati per le scuole con “pillole” di storia. Coinvolgere ancor più le comunità africane dei Paesi ex-coloniali. Pensare ad altre azioni legali. E il 28 ottobre – o quando sarà la manifestazione – chiedere al Gianni Bosio di riportare in piazza anche la tradizione musicale antifascista».

(*) Se ho dimenticato qualcosa o sbagliato un nome me ne scuso e invito chi c’era a correggere e integrare. Ricordo che di questa lurida storia si è già parlato qui in blog, vedi in particolare il post «Perché parlare ancora di un boia» del 26 settembre. (db)

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

  • Oggi anche Igiaba Scego ha scritto di Graziani (e della riunione alla casa della memoria) a pagina 9 del quotidiano “Pubblico” dove campeggia una bella foto con la scritta “Chiamate eroe un assassino” fatta proprio sull’immondezzaio che qualcuno preferisce chiamare mausoleo o sacrario.
    L’articolo di Igiaba Scego si chiude così: “Da oggi parte ufficialmente una campagna di raccolte firme – su “Pubblico” – per chiedere l’abbattimento di questo monumento della vergogna. La mia firma è la prima della lista”.
    Una piccola buona notizia (vado subito a aggiungere la mia firma) e bisognerà impegnarsi perchè sia solo il primo passo di un cammino che porti ad abbattere lo schifezzario di Affile. (db)

  • AGGIUNGO QUEST’ALTRA INFORMAZIONE

    sacrario «al Soldato M.llo d’Italia Rodolfo Graziani»: ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/17645

    Dati di presentazione dell’atto

    Legislatura: 16
    Seduta di annuncio: 686 del 17/09/2012

    Firmatari
    Primo firmatario: TOUADI JEAN LEONARD
    Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
    Data firma: 17/09/2012
    Elenco dei co-firmatari dell’atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
    MELIS GUIDO PARTITO DEMOCRATICO 17/09/2012

    Destinatari
    Ministero destinatario:
    MINISTERO DELL’INTERNO
    MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

    Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’INTERNO delegato in data 17/09/2012

    Stato iter:
    IN CORSO
    Atto Camera

    Interrogazione a risposta scritta 4-17645
    presentata da
    JEAN LEONARD TOUADI
    lunedì 17 settembre 2012, seduta n.686

    TOUADI e MELIS. –
    Al Ministro dell’interno, al Ministro per i beni e le attività culturali.
    – Per sapere – premesso che:

    la XII disposizione transitoria della Costituzione dice: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista»;

    le norme di attuazione di tale disposizione transitoria, stabilite con la legge n. 645 del 20 giugno del 1952, nel primo articolo, definiscono come riorganizzazione anche «l’esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi del predetto partito»;

    in data 11 agosto 2012 nel comune di Affile (Roma) è stato inaugurato un sacrario «al Soldato M.llo d’Italia Rodolfo Graziani»;

    il suddetto Rodolfo Graziani, governatore della Cirenaica prima e vicerè in Etiopia successivamente, è stato storicamente riconosciuto come responsabile di numerosi ed efferati crimini di guerra, di massacri di civili nonché dell’uso massiccio di gas velenosi letali in Libia e nel Corno d’Africa a partire dal 1930;

    Rodolfo Graziani è stato uno dei primi firmatari del «Manifesto della razza» del 1938;

    Rodolfo Graziani nel 1948 è stato condannato a diciannove anni di reclusione per alto tradimento a causa della sua partecipazione attiva alla Repubblica di Salò;

    il sacrario è stato finanziato dalla regione Lazio, con fondi in principio destinati al completamento del parco in cui l’opera è stata costruita;

    secondo notizie riportate dalla stampa è costato circa 127,000 euro;

    la notizia è stata riportata dai principali mezzi di informazione italiani e internazionali, come il New York Times, la BBC, El Pais, tra gli altri;

    la costruzione del sacrario ha suscitato numerose e risentite reazioni da parte di associazioni, società civile e discendenti delle popolazioni colonizzate dal nostro Paese;

    in data 31 agosto un gruppo di cittadini etiopi ed eritrei ha protestato davanti alla sede dell’ambasciata italiana di Londra -:

    se non intenda assumere iniziative normative per vietare che siano intestati a personalità condannate per gravi reati contro lo Stato monumenti, sacrari o pubbliche vie e piazze, come si sta verificando in diversi casi recentemente segnalati.
    (4-17645)

  • Fabrizio Forcella - A.N.P.I. "Giordano Sangalli"

    Il nome del compagno dell’Anpi di Genazzano è Leonardo Rinaldi. Un saluto e grazie per le notizie che condividerò immediatamente. E speriamo di buttare giù quell’offesa alla memoria storica….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.