Alexik, la donna della domenica (1)

recensioni che più varie non si può

Patagonia rebelde. Una storia di gauchos, bandoleros, anarchici, latifondisti e militari nell’Argentina degli anni Venti

27 gennaio 1923: l’anarchico Kurt Gustav Wilckens “tira giù” il tenente colonnello Varela, vendicando i caduti di quello che fu il più grande eccidio della storia argentina dei primi 70 anni del ‘900. Due anni prima, lo sciopero generale per migliori salari e condizioni di lavoro aveva paralizzato la provincia patagone di Santa Cruz ..…
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L’assalto al cielo. Per una storia dell’operaismo

CAP.1 SUPERARE GLI ANNI ‘50 Nel secondo dopoguerra si consuma la sconfitta di quei ceti operai che nella resistenza avevano acquisito forza e organizzazione. Gradualmente mutano i processi produttivi, richiedendo mano d’opera non specializzata e priva di esperienza sindacale. ..
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Mutenye. Un luogo dello spirito

Aspettando l’attacco Svuotano le cantine per fare posto ai letti, comprano farina e candele, sotterrano biciclette, rinforzano il recinto delle greggi, dopo la cantilena del muezzin aspettano l’attacco aereo dall’altro capo del mondo. Mai è stato così corto il cielo, così povero il bersaglio….
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L’eleganza del riccio

Credo sia molto più facile incontrare una portinaia che declama Kant (data la poca spendibilità sul mercato delle lauree in storia e filosofia) che un riccone (giapponese e non) intento a sedurre una signora povera e bruttina ma tanto tanto intelligente.
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Buonanotte, signor Lenin

Quando mi regalarono ‘sto libro pensai: “Eccolo là ! Sarà l’ennesimo pippone anticomunista!”.
Inaspettatamente mi sono ritrovata tra le mani un reportage lucido, acuto, “laico”, a tratti divertente sulle ex repubbliche socialiste sovietiche, che si legge in un fiato e ti lascia addosso una voglia bruciante di andarci.
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Il figlio di Bakunin

Borghesi e minatori, amanti, musicisti, sbirri, compagni, fascisti , giudici, capiminiera: tutti parlano di Tullio Saba, coprendolo di gloria oppure di infamia.
Ciò che ne esce non è la descrizione di un uomo dalle mille facce. Ciò che ne esce è il ‘900.
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La fabbricante di vedove

La guerra finisce e gli uomini ritornano al paese, come se nulla fosse cambiato. Di nuovo comandano e di nuovo pretendono da donne che, durante anni di assenza, hanno sperimentato la loro inutilità.

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Redazione
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