Binario, infame e solitario

«In un tempo in cui il viaggiatore è sempre più oppresso e criminalizzato non pagare il biglietto diventa un dovere»

di Angelo Maddalena (*)

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Non pagare il biglietto è sempre più un dovere!

Come diceva quel vescovo “eretico” sudamericano di cui non ricordo il nome (Casaldaliga?) «In un tempo in cui la religione è sempre più collegata al potere economico e militare, l’ateismo diventa un dovere» (ci sarebbe da fare qualche distinguo perché per ateismo si intende un atteggiamento di distacco e non un dogma sterile e modaiolo). Così io dico: «in un tempo in cui il viaggiatore è sempre più oppresso e criminalizzato, non pagare il biglietto diventa un dovere». Ma seguiamo la linea di analisi che viene fuori dal seguente scritto che ho partorito dopo aver letto un articolo su «Repubblica» del 22 febbraio 2016.

La stazione si blinda e il ladro non c’è più!

Così titola Fabio Tonacci il suo articolo, riferendosi alla stazione Termini di Roma, e aggiungendo i dati: a gennaio reati giù del 33%. Riassumendo in breve e commentando a sprazzi: il progetto è quello di blindare anche Firenze e Torino, dopo Milano e Roma: a Milano l’alibi è stato l’EXPO, per cui da marzo 2015 troviamo lo sbarramento di “omini” (secondo un articolo del DPR 753 del 1981!) che sbarrano la strada a chi non ha il biglietto e impediscono di entrare nella zona binari a chi non ha il foglietto di carta apposito! A Roma l’alibi è stato il Giubileo e l’allarme post 13 novembre. A dispetto degli ingenui che non credono sia possibile, o dicono “non è così a Firenze” se gli si dice che già qualche testimonianza su Firenze è stata raccolta a fine gennaio 2016, il progetto di controllo totale e di blindatura delle nostre vite e dei nostri movimenti va avanti. La “novità” è il divieto di accesso alla zona binari a chi è sprovvisto di biglietto. E la “magìa” che copre il vilipendio, è fatta passare come “pillola/toccasana”: “scippi, rapine, risse”, “vagabondi, truffatori, scippatori”…sono stati eliminati da questo provvedimento che lede la possibilità innegabile di movimento e riduce i viaggiatori senza biglietto (già “criminalizzati” negli ultimi anni) a clandestini e quindi da “bloccare”. Poi l’articolo dice anche che alcuni barboni simbolo della stazione Termini non ci sono più: effetti collaterali di una politica da lager… che caccia le persone più colorite e pittoresche dalla nostra vita e dalla nostra vista. Il traffico si sposta però davanti la stazione, ci tiene a precisare giustamente l’autore dell’articolo: spacciatori, tassisti abusivi, prostituti e prostitute. Giusto «l’Espresso», continua a sottolineare Tonacci, la scorsa settimana aveva pubblicato la storia di minori prostituiti. Ma è contento l’ispettore Mazzano, decano dei poliziotti dello scalo ferroviario di Termini: «Termini non è ancora la Terra Santa, ma non è più la fogna che era una volta». Benedetta fogna e Viva la fogna, verrebbe da commentare, citando indirettamente «Fogna», la bellissima canzone di Mapuche, e speriamo che il papa alzi la voce…in difesa della “fogna” della stazione Termini, in nome di una Chiesa Santa e prostituta!

(*) Di perché non sia giusto pagare i treni Angelo ha scritto più volte in “bottega”: vedi a esempio qui I treni… e chi “paga” e qui Nella losca ferrovia, ia-ia-ohhhhh – 3. Ha anche pubblicato – e di recente riedito – il libro «Amico treno non ti pago». Intanto gira l’Italia, in bicicletta ma anche in treno, e il mondo per raccontare le sue storie. Se vi capita a portata di orecchio… non fatevelo sfuggire. (db)

 

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