Farsi un po’ di Canne(s)

di Enrico Euli

LA STORIA SI SCRIVE A CANNES: NUOVO MONDO, NUOVE IDEE

E quali sarebbero le nuove idee ?

L’unica novità è che i metodi del FMI si inizieranno ad applicare ad alcuni Paesi europei, e non più soltanto (con i risultati che conosciamo) ai popoli africani ed asiatici.

L’Italia, volente o nolente, si trasforma in un protettorato a sovranità limitata, sotto tutela e sotto ricatto.

La lettera BCE sembrerà un cioccolatino rispetto alla Sacher Torte formato FMI.

La Grecia sta già vivendo in pieno la sua ‘cura Beethoven’: guai a praticare referendum e democrazia, le borse e i mercati non aspettano, vogliono succhiare subito tutto il sangue ai patrioti elleni.

Così finalmente i mercati ritroveranno la fiducia.

Ma chi è interessato alla fiducia che noi abbiamo verso i mercati ?

Una buona notizia, forse: anche se con almeno dieci anni di ritardo, si andrà davvero verso la Tobin Tax…

Ma, immagino, sarà per finanziare i loro traffici, non certo la spesa sociale.

L’unico regime che le banche possono oggi accettare è la democratura.

E forse non per molto…

Intanto, infatti, il Governo ha pensato bene di inserire nell’emendamento la ‘militarizzazione’ dell’area TAV.

E intanto, ieri a Roma, i blindati attendevano preventivamente gli studenti davanti alle scuole e quelle poche centinaia che hanno comunque scelto di stare in strada hanno vissuto il loro battesimo con la polizia di Stato: trattenuti e identificati per manifestazione non autorizzata (bravi!).

Un altra buona notizia: che Santoro abbia aperto un ‘governo parallelo’ alla televisione di Stato. Al di là dei contenuti, dei suoi metodi e dei vincoli sussistenti (che trovo ancora abbastanza ‘vecchi’ e sinistri’), rappresenta un modello in linea con un programma nonviolento globale: svuotare la conchiglia e proporre qualcosa d’altro in un nuovo altrove, che si affianca come un’anomalia e un sosia inquietante.

Ottima anche la citazione iniziale di Monicelli: basta con ‘resistere, resistere, resistere’; ora si tratta di ‘fare una rivoluzione’.

Intanto, però, Berlusconi galleggerà ancora un po’ nella merda, e noi con lui?

O ci sta per accogliere un bel governo d’emergenza e di ‘eterna transizione’?

Dalla padella alla brace…

Intanto, degli indignati italiani non si sa più nulla.

Incartati nelle loro assemblee? Silenziati dagli esiti del 15 ottobre? Sommersi dalle piogge?

I tempi stringono: se qualcuno o qualcosa si muove, batta un colpo.

UNA PICCOLA NOTA

Questo intervento di Enrico Euli si ricollega alle sue proposte (riprese in Oltre il 15 ottobre: noi e loro? Ma noi chi? ) ai suoi successivi Chiari(menti) e black(bloc) e poi a Pacati rigurgiti, post 15 ottobre ma anche al dibattito che si è sviluppato in codesto blog e (ovviamente) fuori. Immagino che la cura Beethoven qui citata da Euli sia quella del film “Arancia meccanica”; in effetti… La discussione non finisce qui. Il blog resta aperto; aspettando anche qualche buona pratica da raccontare. (db)

Redazione
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  • Gli indignati continuano ad indignarsi, ognuno più o meno per conto proprio, infatti ,non sorprende, questa “sinistra” sinistra non è stata in grado di incanalare la straordinaria energia rappresentata da una coscienza civile finalmente sveglia attenta e partecipe. Io c’ero a Roma e così come ho ben presenti i fatti, allo stesso modo ho ben presenti i volti dei sinistri politici, di fronte, per es., a er pelliccia che lanciava l’ estintore vuoto per spegnere l’ incendio-sic-. Pareva l’ unica incarnazione del male:orrore e sconcerto in quei volti pieni di stupore .Mi sarebbe piaciuto intravedere lo stesso orrore e lo stesso sconcerto davanti al fatto che Il G20 si è svolto con la sponsorizzazione delle multinazionali e delle banche. Mi aspettavo una denuncia forte verso questa degenarizione della politica internazionale , sempre più controllata dall’ economia, dal FMI,al punto che coloro che provocano la crisi poi hanno la possibilità di ricattare i governi chiedendo ed ottenendo i fondi per la loro salvezza. Mi aspettavo…forse.

  • Vedo in rete che il concetto di DEMOCRATURA viene attribuito a Matvejevic dal quale poi altri (per esempio il costituzionalista Zagrebelsky) lo hanno ripreso. Non che siano importanti le primogeniture ma credo che il primo a ragionare sullo strano ibrido fra democrazie e dittature sia stato Eduardo Galeano riflettendo in articoli e libri appunto sulle purtroppo tipiche democrature (o “democradure”, in lingua spagnola) sorte in America Latina ma anche sulle ricette della Santissima Trinità (Banca mondiale, Fondo monetario internazionale e Organizzazione mondiale del commercio) imposte in Africa. Abbiamo dunque varie esperienze storiche sulle quali riflettere… anche per capire meglio se quale strada ci vogliono obbligare a camminare… con o senza il signor P2-1816 a capo del governo. (db)

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