Gli impresentabili

di Alexik da http://illavorodebilita.wordpress.com/

Con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale di fine mese sto provvedendo a compilare la mia personale lista di “impresentabili” sulla base del loro grado di nocività ambientale e lavorativa. Forse farei prima a stilare la lista dei presentabili, visto che buona parte dei soggetti e degli schieramenti in lizza per uno scranno si fa fatica a guardarla.

Per cominciare, sicuramente un posto d’onore nella categoria va dato d’ufficio a tutti gli attuali deputati o senatori che hanno avuto il coraggio di ripresentarsi dopo aver votato a favore del così detto “decreto salva Riva” (o “ammazza Taranto”).

Entra con tutti gli onori nella black list anche l’intero PdL, che vanta una lunga tradizione di tentate – e in parte riuscite – aggressioni alla sicurezza del lavoro, all’ambiente e alla salute (una per tutte: il tentativo di spingerci un’altra volta sul baratro nucleare). Come poter dimenticare Altero Matteoli (candidato al Senato in Toscana), che da ministro dell’ambiente mise in previsione 103 nuovi inceneritori ? O Maurizio Sacconi (candidato al Senato in Veneto), e l’impegno ed abnegazione da lui profusi nel depotenziare la normativa di igiene e sicurezza del lavoro ? O Stefania Prestigiacomo (candidata alla Camera in Sicilia) e le sue posizioni nucleariste  ? Non fu forse lei, come ministra dell’ambiente ad autorizzare nuove trivellazioni petrolifere vicino alle Tremiti e a Pantelleria, ad accordare all’Ilva di Taranto l’Autorizzazione Integraa Ambientale, a sospendere la normativa che limitava l’esposizione a benzo(a)pirene  rimandandone i termini e subordinandoli alle compatibilità economiche ?

Per il PdL una menzione speciale va anche a Roberto Formigoni (candidato al senato in Lombardia) che annovera fra le sue tante imprese la firma (si sospetta ben pagata con tangente all’ex assessore Nicoli Cristiani) su una delibera che sblocca l’apertura di una discarica d’amianto da parte di un certo Locatelli, un imprenditore condannato per traffico di rifiuti e accusato di aver seppellito tonnellate di scorie inquinanti sotto l’autostrada Brescia – Bergamo – Milano.

Il PdL ci ha risparmiato questa volta la candidatura di Giorgio Galvagno ex sindaco di Asti che nel ’96 patteggiò 6 mesi e 26 giorni di carcere per inquinamento delle falde acquifere, delitti colposi contro la salute pubblica e omessa denuncia dei responsabili della Tangentopoli astigiana nello scandalo della discarica di Vallemanina e Valleandona (smaltimento fuorilegge di rifiuti tossici e nocivi in cambio di tangenti). Davanti a cotanto curriculum Berlusconi lo aveva premiato nel 2001 con un seggio alla Camera per Forza Italia, ma a questo giro niente. In compenso corre al suo posto il figlio Marco, candidato per la Camera in Piemonte.

A ruota dei berluscones seguono in lista nera gli alleati leghisti, che candidano con orgoglio al Senato Oscar Lancini, sindaco di Adro. Adro è un ridente paesino del bresciano nelle cui fogne sono state scaricate per anni migliaia di tonnellate di rifiuti tossici provenienti dala ELG, la ditta di smaltimento di proprietà dello stesso sindaco.  La ELG è fallita nel 2007, ma i suoi impianti, privi di agibilità e di Certificato Prevenzione Incendi, funzionano ancora appestando il paese con esalazioni nauseabonde. Sono stati infatti acquisiti dalla ValleSabbiaServizi, una ditta il cui responsabile tecnico è Lancini Luca. fratello di Oscar.

La black list accoglie di diritto Mario Monti per meriti sul campo, ottenuti grazie alla difesa sfegatata da parte del suo governo dell’attività dei Riva e ai reiterati attacchi alle norme di sicurezza del lavoro. La sua lista (più che una lista, un’organizzazione datoriale), benedetta a Melfi da Elkann e Marchionne, accoglie candidature imprenditoriali che vanno dal costruttore Salvatore Matarrese (figlio di Michele Matarrese, quello di Punta Perotti) al falco di Confindustria, ex presidente Federmeccanica Alberto Bombassei, di cui ricordiamo simpaticamente gli anatemi contro le sanzioni in materia di sicurezza del lavoro . Fra i montiani viene riciclato dall’ultimo governo Renato Balduzzi, il ministro della salute (ma non di quella dei tarantini), che ebbe l’ingrato compito di esporre alla cittadinanza i dati terrificanti sull’ inquinamento dell’ILVA, in un patetico tentativo di sminuirne la portata.

Assieme al professore corre il fedele Pierferdinando Casini Caltagirone, che alcune malelingue vogliono vicino al partito dei cementificatori e insinuano una stretta parentela con il proprietario della Cementir (azienda non proprio salubre, come sostengono i cittadini di Maddaloni e di Arcuata Scrivia).  Di Pierferdi mi piace riascoltare le esternazioni seguite al disastro nucleare di Fukushima.

Spostandoci a sinistra, pare proprio confermato il vecchio detto “il pesce puzza sempre dalla testa”, e il PD non fa eccezione. Di Pierluigi Bersani potremmo ricordare la paternità del D. Lgs. 77/99, che, oltre a liberalizzare il mercato dell’energia instituì i “certificati verdi”, un incentivo per chi produce energia da fonti rinnovabili emettendo meno CO2. Peccato che  Pierluigi si dimenticò di escludere dai beneficiari i termovalorizzatori (che sui certificati verdi fanno tuttora un pacco di soldi). Forse gli piacevano particolarmente, a giudicare dalla sua reprimenda verso l’ordine dei medici di Ferrara, colpevole di aver preso posizione contro la costruzione di nuovi inceneritori .

Nel 2006/2007 Emilio Riva finanziò la campagna elettorale di Bersani con 98.000 euro (a dire il vero ne diede 245.000 anche al PdL). Lungi da me il solo pensiero che tale contributo liberale abbia potuto influire sulla politica del PD, che si è schierato contro la sospensione dell’attività dell’acciaieria di Taranto non perché ha preso i soldi da Riva, ma perché della salute dei tarantini sarebbe pronto a fottersene anche a gratis. In Puglia il PD candida per la Camera Ludovico Vico, nonostante la contrarietà di Casson .  Vico è il deputato PD a cui Girolamo Archinà (ai tempi addetto alle PR dell’Ilva di Taranto) dettava le modifiche da proporre per ammorbidire la normativa ambientale, e a cui lo stesso Archinà si rivolgeva per silurare pesantemente chiunque ostacolasse l’attività inquinante dell’Ilva, con particolare accanimento contro il presidente dell’ARPA Puglia e  contro il senatore PD Della Seta. Sta di fatto che, nonostante le intercettazioni abbiano reso palese questo schifo, oggi Vico è candidato del PD, Della Seta no (clikka qui  e qui) .

Il PD ci ha risparmiato la candidatura di Mauro Moretti, l’AD del Gruppo Ferrovie dello Stato. Non che il partito di Bersani non ci abbia pensato seriamente a candidarlo, ma è dovuto ritornare sui suoi passi travolto dall’ incazzatura dei viareggini. Comunque, anche solo il fatto che abbia pensato di proporlo per il Parlamento (nonostante sia imputato per la strage di Viareggio) conferma quanto il partito condivida la sua modalità di gestione delle ferrovie: smantellamento del trasporto popolare in favore dei freccia rossa, massicci investimenti in grandi opere devastanti per il territorio, riduzione dei livelli di sicurezza e pugno di ferro contro i lavoratori.

Il PD (bontà sua) ha anche evitato la candidatura di Antonio Bassolino, pesantemente coinvolto nel disastro della munnezza napoletana, ma non quella della moglie Anna Maria Carloni, reinfilata a forza nel listino nonostante la bocciatura alle parlamentarie.

Continuando a mancina, si conquista un posto nella schiera degli invotabili  pure Nicki  Vendola, che con la vicenda Ilva  ha dimostrato magistralmente come sinistra, ecologia e libertà possano trasformarsi da valori a oggetto di svendita, trattativa al ribasso, merce di scambio.

La black list è ormai strapiena di dis/onorevoli o aspiranti tali, ma se si stringono un po’ riescono ad entrarcene  pure altri. Chissà quanti me ne sono dimenticati!  E allora chiedo aiuto ai lettori:

AGGIUNGETE  ANCHE VOI I VOSTRI IMPRESENTABILI,  scegliendoli fra quelli che hanno giocato con la pelle e la salute di cittadini e lavoratori. Costruiamo una banca dati con i “curriculum” di questi soggetti.

alexik

3 commenti

  • E’ sorprendente, secondo me, leggere il nome di Vendola citato come uno dei candidati impresentabili per diverse ragioni. Il governatore della Puglia sarebbe impresentabile per “l’Ilva”.
    Trovo incredibile che i/le frequentatori/trici di un blog possano scrivere simili sciocchezze per mancanza di informazioni facilmente reperibili.
    La data dell’elezione di Vendola è nota, come anche si può controllare il numero di impiegati dell’Arpa pugliese in quella data, e il numero di impiegati dell’Arpa dopo l’intervento di Vendola per rinforzare quello strumento di controllo.E’ reperibile la richiesta di documentazione sulle emissioni dell’Ilva fatta da Vendola all’Arpa, si possono verificare le risposte e la data di consegna delle stesse, come pure è di pubblico dominio la legge sulle diossine emanata dalla Regione Puglia , che stabiliva un limite più basso di quelli vigenti in Italia e in Europa. Si può verificare l’estensione dei poteri di una giunta regionale e scoprire che in ambito ambientale è lo Stato che decide, si possono controllare le denunce fatte da Vendola al Governo e la sprezzante risposta della ministra Prestigiacomo. Ma se chi scrive su un blog non lo ha fatto prima di lanciare un’accusa gratuita e ingiustificata sono costretta a interrogarmi se non ci sia, fra tanti militanti di sinistra , la diffidenza e il rifiuto della sinistra che sa governare bene, pur non disponendo dell’onnipotenza.
    Il governatore della Puglia ha fatto nascere un’industria cinematografica, che attira nella sua regione i cineasti italiani e stranieri, che ha prodotto un indotto sia in lavoro sia in cultura, con la nascita di tanti piccoli festival localizzati in bellissime cittadine, ovviamente arricchite da un crescente flusso turistico; nel paese dove Marchionne ha devastato con le sue scelte l’economia di intere regioni la Puglia ha da poco ricevuto da Londra l’ordine di costruire 45.000 tassì a motore elettrico. I fondi europei ricevuti dalla Puglia sono stati spesi per i giovani e per lo start up delle imprese innovative, gli asili nido sono stati costruiti anche dove non ce n’era richiesta, perché le donne non avendoli non facevano domanda… Tutto questo da fastidio, è più bello essere all’opposizione e protestare, non si apprezza chi ci mette la faccia e fa una politica di sinistra con tutta la fantasia e l’energia necessarie a cambiare il modo di governare in un paese asfittico .
    Aggiungo per concludere una riflessione personale. Non concedo la mia fiducia a chiunque, la do solo a chi mi dimostra con l’azione e la parola di meritarla. Ma dopo avergliela data non dubito di lui qualsiasi cosa mi dicano: se mi vorrete dimostrare che Daniele Barbieri è un pedofilo, non vi crederò e se me ne darete “le prove” penserò che le avete costruite. Anche questo è un male della sinistra… forse, perché trovare un colpevole dei nostri mali è un sistema vecchio come il mondo…

  • Purtroppo non sarò breve, perché la risposta deve essere necessariamente articolata.
    Che Vendola non si sia comportato splendidamente sulla vicenda Ilva non lo credo solo io. Lo dicono diverse associazioni che lavorano nel territorio tarantino, da Peacelink a Donne per Taranto. Lo dice la gip Patrizia Todisco. Lo dicono scrittori e giornalisti sicuramente non di destra, come Gianmario Leone (scrive su Taranto Oggi, Inchiostro Verde, Il Manifesto) o Girolamo Di Michele (Carmillaonline). Evidentemente facciamo parte di un complotto ordito per costruire prove contro il povero Nichi.
    Personalmente imputo a Vendola un ecologismo puramente di facciata, che nasconde scelte e comportamenti di tutt’altro tipo. Intendiamoci: nella pratica è un avversario preferibile a tanti altri, perché è più facile metterlo in contraddizione. Ma rispetto ad altri ha una caratteristica più antipatica: proclama le tue stesse idee prendendole/ti per il c….
    Bene, veniamo ai fatti. La data dell’elezione di Vendola è nota: aprile 2005. Tre anni dopo viene promulgata la Legge regionale 44/08 per il contenimento delle diossine, e inizia un durissimo scontro con la Prestigiacomo che tenta di bloccaglierla. Lo scontro finisce presto con una mediazione: la Regione Puglia promulga una “interpretazione autentica “ della sua stessa legge che ne riduce l’efficacia in maniera determinante.
    Inizialmente, la LR 44/08 prevedeva infatti il campionamento in continuo di policlorodibenzodiossine e policlorodibenzofurani, cosa che avrebbe fornito un dato REALE sulle emissioni, e il controllo effettivo sugli sforamenti dei limiti. Con l’ “interpretazione autentica” (LR 8/09) si passa invece al “valore medio su base annua” (un parametro che camuffa gli sforamenti) calcolato non più in continuo, ma sulle risultanze di tre campagne di monitoraggio per un totale di nove misure di 6-8 ore all’anno (delle quali l’Ilva era periodicamente avvertita). Detta alla Camilleri “una bella pigliata per fessa”.
    Solo che a quel punto il buon Nichi non può più dichiarare “la mia legge contro la diossina è fuffa !”
    E’ il pezzo forte del suo programma ecologista. e quindi DEVE funzionare, anche se non funziona. Il governatore comincia a sperticarsi in dichiarazioni pubbliche e interviste (1) dove incensa l’Ilva per i miglioramenti fatti grazie (sottinteso) alla sua Legge.
    Ti sei mai chiesta, Silvia, cosa dovessero provare i tarantini con i figli malati, gli abitanti di Tamburi che vedevano con i loro occhi la realtà, e non la fuffa, davanti al presidente ecologista che sparava tali cazzate?
    Nel luglio 2010 l’ARPA rileva dati sull’inquinamento ILVA preoccupanti. L’Ilva decide che è necessario punire il Presidente dell’ARPA Puglia, Giorgio Assennato, che non ha provveduto (oh stolto) ad insabbiare tutto. Dietro le pesanti pressioni su Assennato, la gip Todisco, in base alle intercettazioni, ipotizzerà la regia del presidente Vendola e del suo capo di gabinetto (2). A che serve, ti chiedo, aumentare l’organico dell’ARPA, se poi quando arriva ai risultati diventa necessario tacitarla ?
    Un anno dopo (23 agosto 2011) il ministero della Prestigiacomo concede all’Ilva l’Autorizzazione Integrata Ambientale, e la Regione Puglia – a firma del governatore – la sottoscrive. E’ un’AIA costruita intorno a Riva, che gli concede di emettere in maniera folle. Eppure l’assessore regionale Nicastro esalta l’atto come “un passaggio storico” (3). A fine 2011 Nichi continua ancora ad esaltare i progressi dell’ILVA in un videomessaggio (4). Sette mesi dopo il gip Todisco procede agli arresti dei vertici dell’Ilva e al sequestro degli impianti. Il disastro è conclamato. Le perizie dei chimici incaricati dalla Procura distruggono ogni ottimismo sui livelli di inquinamento, descrivendo un quadro devastante. Le perizie degli epidemiologi incaricati dalla Procura fanno quello che la Regione doveva fare e non ha mai fatto: contare i morti e i malati.
    Mi dicevi “si può verificare l’estensione dei poteri di una giunta regionale”. Perfetto, verifichiamoli !
    Dalle Regioni dipendono le ASL, e una delle funzioni istituzionali delle ASL è l’epidemiologia. La Regione Puglia, già dal 2005, poteva condurre in proprio e velocemente l’indagine sulla mortalità e morbilità dei tarantini, attingendo anche ai dati degli ospedali fuori provincia (che ancora oggi non sono stati verificati, come ho saputo da “Presa diretta” una settimana fa). Molti infatti vanno a curarsi a Bari o a San Giovanni Rotondo, e non risultano nelle statistiche.
    Dalle Regioni dipendono le ARPA, e una delle funzioni istituzionali delle ARPA è la misurazione degli inquinanti in aria acqua e suolo. La Regione Puglia, già dal 2005, poteva attivarsi subito per rilevare non solo le diossine, ma tutti gli inquinanti, e questo senza dover contrattare alcunchè con Riva o con la Prestigiacomo.
    Con i dati epidemiologici e i rilievi chimici alla mano poteva (come può fare ogni singolo cittadino) presentarsi in procura, e richiedere un avvio dell’azione penale sulla base del semplice codice penale, per il quale l’omicidio è ancora reato (non c’era bisogno di aspettareuna legge sulla diossina per muoversi).
    Tutto questo non è stato fatto : il registro tumori della provincia di Taranto è ancora fermo al 2006 (5), la Procura si è dovuta fare le perizie dappersè, e l’azione penale si è attivata sulla spinta dei comitati di cittadini.
    Per tutti questi motivi, i cui riscontri sono facilmente reperibili, reputo che Vendola meriti un posto fra gli impresentabili a livello ambientale.

    PS Trovo che l’esempio sulla pedofilia di Barbieri sia fuori luogo.

    (1) Intervista a Nichi Vendola su “Il Ponte” novembre 2010 (Il Ponte è la rivista dell’Ilva)
    http://img6.imageshack.us/img6/7316/ilponte12010.pdf
    (2) ANSA 26 NOV – Regia Vendola su pressioni ARPA
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/11/26/Ilva-Gip-regia-Vendola-pressioni-Arpa_7860582.html
    (3) http://noalcarbone.blogspot.it/2011/07/ilva-unautorizzazione-integrata.html
    (4) http://www.youtube.com/watch?v=YLWfi71LNe8
    (5) Fonte: La Repubblica – 7 agosto 2012
    Altri complici del complotto:
    Associazioni di Taranto contro Nichi Vendola a “Piazza pulita” di La 7
    Comunicato stampa: Comitato Vigiliamo per la discarica, Donne per Taranto, Fondo Antidiossina Onlus, impatto zero, Mondomare, Peacelink, WWF sez. Taranto
    http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/36031.html

    Ilva, Mazza sbalordito dalle dichiarazioni di Vendola (Mazza è un oncologo, primario del reparto di ematologia dell´ospedale sud di Taranto)
    http://www.inchiostroverde.it/comunicati/ilva-mazza-sbalordito-dalle-dichiarazioni-di-vendola.html

    Ilva, Nichi Vendola e il doppio binario. Il presidente della Regione Puglia nel 2011 disse: “Sulla diossina dati straordinari, la miglior buona pratica in Europa”
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/15/nichi-vendola-e-lilva-parole-opere-e-omissioni/326248/
    Ilva, Riva al telefono: “Ho visto Vendola. Vendiamo fumo”
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/15/ilva-riva-al-telefono-ho-visto-vendola-vendiamo-fumo/326234/

    Ilva, ancora arresti a Taranto. Nelle carte una telefonata di Vendola con Archinà
    http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/37290.html

    Ilva, indagine della Procura. Vendola accampa meriti immaginari
    http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/37134.html

  • spero sia chiaro che, in questo discorso così serio, l’esempio della mia pedofilia era una battuta: oltretutto uno dei miei film preferiti è “Harold e Maude” (ehi, anche questa è una battuta) – db

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