Honduras: il femminicidio di Riccy Mabel Martínez Sevilla
La diciottenne fu violentata e uccisa dai militari il 13 luglio 1991, dopo aver chiesto il rilascio del fidanzato, chiamato da un mese nell’esercito per svolgere il periodo di leva. Ancora oggi Riccy Mabel rappresenta la resistenza globale al patriarcato.
di David Lifodi
Foto: https://www.elheraldo.hn/
È il 13 luglio 1991 quando Riccy Mabel Martínez Sevilla diviene, suo malgrado, il simbolo della lotta del popolo honduregno contro l’impunità militare. La diciottenne viene infatti violentata e uccisa dagli stessi militari dopo che, solo pochi giorni prima, si era recata nella sede del Primer Batallón de Comunicaciones, situato nei dintorni della capitale, Tegucigalpa, per chiedere il rilascio del suo fidanzato Rubén Hurtado Padilla, dove si trovava recluso.
Due giorni dopo, il 15 luglio, la studentessa della Escuela Normal Mixta “Pedro Nufio” viene ritrovata senza vita in un burrone di Tegucigalpa grazie al preside dell’istituto che frequentava, Isidro Pineda, a seguito di alcune telefonate anonime che segnalavano la presenza del corpo di una normalista in un dirupo denominato “El Sapo”.
Le Forze armate honduregne, non nuove nel nascondere i propri crimini grazie ad una costante impunità, riuscirono per anni ad evitare che i nomi dei mandanti del femminicidio fossero resi noti poiché si trattava del colonnello Ángel Castillo Maradiaga, del capitano Ovidio Andino e del sergente Santos Olivares.
Il corpo della ragazza presentava segni di tortura e mutilazioni. Inoltre, il volto completamente sfigurato non ne rese immediato il riconoscimento, anche perché era stato gettato in una fossa profonda almeno cinque metri, rendendone il recupero assai complesso. Quando finalmente fu identificata, Riccy Mabel Martínez Sevilla non aveva più il seno destro e la sua lingua era stata tagliata.
L’ultimo ad aver visto la giovane ancora in vita fu Esteban García, un venditore ambulante che aveva assistito al rapimento della studentessa, caricata a forza su un mezzo identico a quelli utilizzati dall’esercito. Una volta venuto a conoscenza dell’assassinio della normalista, García testimoniò coraggiosamente contro i militari, ma, pochi giorni dopo, venne anch’esso ucciso e la sua scomparsa fu attribuita a precedenti problemi di salute dell’uomo.
Fino al 1993 I responsabili del femminicidio ebbero buon gioco nel farsi beffe della giustizia appellandosi ad un compiacente tribunale militare, fin quando la giustizia civile li condannò, sebbene con una pena abbastanza generosa rispetto alla gravità del crimine commesso. Successivamente, per discolpare Castillo Maradiaga, fu il sergente Santos Olivares a dichiarare spontaneamente di essere il responsabile dell’omicidio. Alla fine, dopo dieci anni e nel quasi totale silenzio della stampa, lo stesso Mariadaga fu scarcerato nonostante le proteste della società civile.
Riccy Mabel Martínez Sevilla fu vittima di quella cultura dell’impunità che non è mai stata estirpata dall’Honduras. Negli ultimi 15 anni sono state oltre 5.000 le donne vittime di femminicidio nel paese centroamericano senza alcuna indagine, denuncia l’ Observatorio de la Violencia de la Universidad Nacional Autónoma de Honduras.
Domani, 13 luglio 2026, Riccy Mabel Martínez avrebbe compiuto 53 anni. Il suo femminicidio rappresenta, ancora oggi, un incubo per le Forze Armate honduregne, ne evidenzia l’estrema crudeltà e impunità, ma, al tempo stesso, è divenuta un simbolo delle resistenza globale al patriarcato. La sua memoria viene ricordata ogni 25 gennaio, in occasione del Día de la Mujer Hondureña.
COSA SONO LE “SCOR-DATE”
Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Dal primo marzo questa rubrica si è rafforzata, grazie all’impegno di Bruno Lai che sta proponendo almeno tre “scordate” (ma se saranno di più mica vi lamenterete, vero?) a settimana. Grazie in anticipo a chi commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa. farà proposte … o anche solo ci leggerà.
La redazione – sempre un po’ ballerina – della bottega
