Il dubbio di Franco, il voto di Daniele

Quel che pensa db (ovvero Daniele Barbieri) sulle urne del 25 settembre e sul sistema “magnaritario”. Ma occhio ai molti commenti arrivati e al PS finale.

Mi scrive Franco (da Trieste): «Dal blog aspetto una spiegazione del sistema elettorale per il 25… Quelle cose per deficienti, magari con esempi pratici perché continuo a non capirci nulla. Potrei chiedere, mi dirai, direttamente a Rosatello, ma – ammesso e non concesso che lui sappia ciò che ha fatto – non lo vedo più per Trieste, mi sa che si è trasferito definitivamente a Roma».

Caro amico mio confuso (come tutte/i) spero che qualcuna/o offra alla “bottega”il manuale di istruzioni che chiedi. Nel frattempo ti posso soltanto dire – per quel che vale – la mia scelta e ciò che ho quasi capito.

Scelgo di votare Unione Popolare. Lo faccio senza entusiasmo, per mille ragioni antiche e recenti. Sono un extraparlamentare per storia e per convinzione, dunque voto sempre con disincanto sapendo che “le cose importanti” si decidono e si fanno altrove: per la nostra parte, per la classe di chi si ribella allo “stato presente delle cose” contano soprattutto i contropoteri che nascono dalle lotte e dall’articolata organizzazione (spero sia orizzontale) che sappiamo darci dentro una crisi gravissima. La ragione contingente del mio NON-ENTUSIASMO è nello sfacelo attuale: dentro quel che resta della sinistra (comunque troppo poco estrema per i miei “gusti”) italocentrica regnano frammentazione, mancanza di progetti ma soprattutto assenza dai luoghi di lavoro e del sociale.

Io sono però un extraparlamentare tignoso e dunque ho quasi sempre votato pensando che se comunque riuscivo a favorire una lista decente e/o a mandare in Parlamento una persona «degna» (o meno indegna) ciò poteva essere d’aiuto. Un piccolo aiuto è meglio di niente, giusto? Perciò stavolta darei 2 voti a Unione Popolare. Ma…

ma quell’orrore chiamato Rosatellum è pieno di trappole, sbarramenti, imbrogli da “gioco delle tre carte”. Dunque – se ho capito bene – il mio voto nel “maggioritario” andrebbe comunque perso o meglio a LORO, quelli che ieri e oggi mi fanno più schifo, che sono contro di me, contro di noi. Perciò ho preso la decisione di votare Unione Popolare nel “proporzionale” ma Cinque Stelle nella truffa detto “maggioritario”. Tu domanderai: come puoi aver fiducia nei 5stelle? Nel complesso non ne ho (mai avuta) però hanno fatto alcune (poche) cose buone, hanno un minimo sparigliato le carte e scoperto alcuni interessanti altarini, sono tuttora la forza meno omologata (ma se preferisci dire “venduta” sottoscrivo) fra quelle che trovo nel voto “magnaritario”, una parola che ho coniato per indicare che il maggioritario SE MAGNA tutti i piccoli. Mi aspetto che, seppure in piccola misura, eletti/elette di M5S possano mettere alcuni bastoni fra le ruote di chi vincerà in questa corsa truccata e di chi poi davvero s/governerà cioè il carrarmato Draghi (con Enrico baio-Letta cingolo di sorta) e/o il manganello io-sono-Meloni.

Questo il mio ragionamento. Ma se qualcosa mi sfugge dimmelo Franco o ditemelo voi che leggete. Magari faccio in tempo a ravvedermi.

PS: ovviamente non è detto che nella piccola redazione della “bottega” tutte/i facciano il mio ragionamento, perciò questa “dichiarazione” impegna solo me.

Al solito ho “rubato” le vignette al grande Mauro Biani

In “bottega” cfr: Cinque voci sul voto del 25 settembre Fra le persone che collaborano alla “bottega” c’è Mario Agostinelli. Il suo articolo “I soggetti sociali della crisi cancellati dalla campagna elettorale” è sul manifesto on line.

POST SCRIPTUM

Come potete leggere nei commenti (e nell’interessante dibattito che ne è scaturito) anche io sono caduto in errore. Volutamente il Rosatellum è costellato di trappole. Al massimo si potrà limitare i danni, non certo esprimere un “voto libero”.

db – 6 settembre

 

 

db
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

32 commenti

  • Non esiste il voto disgiunto, se mette due croci il voto è nullo…

  • Non avrei potuto dirlo meglio

    • Maria teresa Messidoro

      Penso di votare al proporzionale 5stelle per le ragioni che hai detto tu anche se io lo farò al proporzionale. Al maggioritario non so ancora, forse rifiuterà la scheda
      Per ciò che concerne la lista di De Magistris, rispettando alcune persone, penso che sia l ennesima ammucchiati pre elettorale, distante mille miglia dai problemi reali
      Il buon Zibechi dice che forse SOLO Nell autonomia territoriale forse c’è una alternativa
      Che valga anche x noi?

  • Purtroppo non c’è voto disgiunto. Quello che si vota nel plurinominale va direttamente alla candidato/a nel maggioritario. E’ questo il punto – assieme alle liste bloccate – che suscita maggiore opposizone alla formula elettorale. Attenzione anche al richiamo al voto cosidetto “utile”. Nella formula attuale serve soltanto a definire i rapporti di forza nelle caolizioni.
    In realtà la prospettiva politica vera è questa:
    1) Governo di destra se la coalizione Fdi-Lega-FI supera il 65% dei seggi alla Camera e al Senato e al’interno della coalizione Fratelli d’Italia consegue la maggioranza assoluta (120 seggi su 240 alla Camera)

    2) In caso contrario ritorna in scena la prospettiva dell’unità nazionale

  • Insomma mi sono informato e non ho capito nulla. Forse il mio “suggeritore” mi ha volutamente ingannato. Chiedo scusa.

  • Domenico Stimolo

    Daniele, apprezzo la tua dichiarazione. Condivido la tua formulazione, che apprezzo totalmente:
    ” scelgo di votare UNIONE POPOLARE . Lo faccio senza entusiasmo, per mille ragioniantiche e recenti. Sono un extraparlamentare per storia e convinzione, dunque voto sempre con disincanto sapendo……..”.
    Una bella dichiarazione, quasi poetica ( ….dato i tempi), pero’ fatta da un Essere Umano vero, di sostanza culturale e ideologica, che ha sempre vissuto sinceramente senza compromessi piu’ o meno egoistici e infami.
    Sul resto, riguardo l’ altro voto ( e quindi nella suddivisione dei due potenziali voti, comprendo che la tua e’ una formulazione puramente virtuale…….giusto, dove complessivamente porta quell’organo vitale delcorpo umano.
    Infatti, la scheda elettorale del cosiddetto ” rosatellum” , vieta in maniera totale il voto disgiunto, pena l’ ANNULLAMENTO del voto.
    per le due schede – Camera e Senato – ovviamente vige lo stesso meccanismo
    https://www2.po-net.prato.it/it/elezioni-a-prato/sistema-elettorale-italiano/elezioni-politiche/come-votare-elezioni-politiche/pagina896.html

  • Gian Marco Martignoni

    Di voto disgiunto parla in modo esplicito Felice Besostri nella newsletter L’Avvenire dei lavoratori del 1 settembre. Ovvero secondo Besostri si può votare una lista che superi il 3% alla Camera, diversamente dal Senato ove la soglia è molto maggiore. Pertanto, in questo senso la scelta di Daniele avrebbe una sua legittimità .In quanto al voto ” senza entusiasmo ” e tutte le altre cose dette da Daniele – in particolare i contropoteri – sono completamente d’accordo, in quanto è dal 2008, l’anno del tracollo dell’Arcobaleno, che arretriamo progressivamente ,senza sapere che pesci pigliare, poichè qualsiasi progetto di ricomposizione della nuova sinistra viene rifuggito come la peste.Pertanto, stante i meccanismi anticostituzionali del Rosatelluma – per il quale Besostri intende depositare ai seggi un ricorso che pervenga in qualche modo alla Corte Costituzionale – voterò la lista Sinistra Italiana-Verdi, poichè non intendo disperdere il mio voto, pur consapevole dei meccanismi devastanti relativi all’autoriproduzione di un certo ceto politico.

  • Concordo con Daniele, la cui presenza qui suggerisce che stia effettivamente meglio. Meno male. Su un nunico punto mi voglio soffermare. Sulla sinistra. Posso includere nella parola sinistra forze che, per ignoranza e opportunismo, si sono alleati con il PD, per affrontare in puri termini parlamentaristici l’evento elezioni. Non posso però e mi sorprendo che qualcuno ancora lo faccia, includere il PD nell’area detta di sinistra. Il PD è ormai organicamente legato ai poteri forti. E anzi, pur di mortificare i “discoli” 5stelle ha elettoralmente favorito la destra. Il rischio è che la stessa arrivi ad avere una maggioranza che le permetta di modificare la costituzione senza referendum confermativo. Non si tratta di una scelta sbagliata. L’alleanza con Calenda, altro destro terribile (più presenzione e arroganza) è esemplare a questo proposito. A mio parere Letta sta mandano la sua coalizione volutamente allo sbaraglio pur di ripulire per sempre il quadro politico di forze poltiche non del tutto controllabili. Credo si tratti di un auto da dé in ossequio ai poteri forti. Non posso credere che a tanta, tanta dabbenaggine.

  • susanna sinigaglia

    accidenti daniele, mi sembrava di aver trovato la quadratura del cerchio dopo aver letto il tuo ragionamento… e invece niente, una pia illusione. non ho capito niente di quel che dice besostri di camera e senato, mi sembra troppo complicato. spero che la corte costituzionale accolga il suo ricorso. con un po’ di disperazione, vi saluto e abbraccio

  • Preso atto delle precisazioni sul voto disgiunto, io pure ero tentato di fare le stesse scelte di db, anche se:
    1. non posso dimenticare le prese di posizione “guerrafondaie” sul vaccino di molti esponenti di Unione Popolare;
    2. mi riesce difficile sopportare la ripetitiva cantilena dei 5S che sostengono di non scegliere in base a preesistenti posizioni ideologiche, ma in relazione ai fatti e ai problemi. Come se fosse possibile decidere senza una preventiva visione del mondo.
    Quindi corro il rischio di votare il “qualunquismo pensato” di stare a casa.

  • Stante il fatto che questo sistema elettorale (il Rosatellum è appena un pelo o due meno peggio di quella porcata , nomen-omen, del Porcellum) è pensato per gabbare l’elettorato indirizzandolo verso scelte obbligate come un gregge obbediente, e spesso non pensante, credo che la cosa meno peggiore da fare (purtroppo non la migliore) sia votare per la lista Sinistra Italiana-Verdi per limitare i danni il più possibile. In questo concordo pienamente con Gian Marco Martignoni. La speranza, come si dice, è l’ultima a morire. La mia è da tempo ricoverata in rianimazione, ma quando leggo DB e alcuni commenti mi illudo che forse prima o poi potrebbe farcela

  • care cari, mi avete scritto e persino telefonato.
    Mannaggia che casino.
    Chiarisco.
    Sperando stavolta di non sbagliare.
    E’ vero: pare che in nessuna forma si possa dare un “voto disgiunto” (speriamo che i ricorsi vengano accolti e la Corte Costituzionale, se ancora ha un minimo di decenza, li accolga e annulli le elezioni-truffa… ma purtroppo la vedo dura).
    Cosa si può fare? Solo questo: votare diversamente per Camera e Senato.
    SOLO QUESTO.
    E io farò così: sulla prima (Camera) metterò la x sul simbolo di Unione Popolare, sull’altra (Senato) su quello dei 5S. Per le ragioni che ho spiegato nell’articolo e che mi sembra restino valide.
    Ciò chiarito – lo spero – devo dire a persone care come Gianmarco e Ignazio che trovo insensato, anzi insensatissimo, dare un voto al PD con il trucchetto delle liste parallele (Sinistra italiana e Verdi dove pure ci sono “belle persone”). Come disse – esagerando come sempre ma neanche tanto – un mio vecchio fratello di sangue: «se mi vedete che voto il partito di Minniti e di Letta, di Napolitano e di Fassino… per cortesia tagliatemi le mani». Anzi lui disse «le mano» (ma solo perchè era un romanaccio e da noi usa così).

  • domenico stimolo

    NON PER RETORICA MA PER SOSTANZA DEMOCRATICA

    Per chi non intende votare o annullare le schede e per chi sta pensando se operare a tal riguardo, mi permetto di ricordare le fondamenta della nostra democrazia repubblicana.

    LETTERA di Ivo Lambruschi alla mamma -20 agosto 1944, nato a Campegine ( Reggio Emilia) il 22 ottobre 1924. Partigiano nella 36° Brigata Garibaldi “ Bianconcini”, operante sull’Appennino tosco-emiliano-romagnolo.
    Catturato e Fucilato dai nazifascisti il 22 agosto 1944.

    Mamma,
    se mi vuoi bene, non piangere, cerca di scordare le pene. IL tuo Ivo vive ancora prigioniero, ma aspetta con ansia le libertà per poterti riabbracciare come un tempo. Ma se il destino purtroppo coon me sarà cattivo: e se non ti dovessi assicurare il mio ritorno, non piangere.
    Ti ripeto perché tuo foiglio è morto per la sua causa “ per la Santa causa Italiana”.

    da “ Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana”

  • Gian Marco Martignoni

    Se Sinistra Italiana e i Verdi supereranno il quorum del 3% alla Camera il nostro voto non sarebbe buttato al vento, e verrebbero comunque elette alcune persone dignitose .Nel caso la lista non superasse il 3% , il nostro voto avrebbe comunque un suo effetto contro le destre ( stante il problema enorme del 65% e di tutte le questioni di carattere costituzionale che ne conseguiranno ) La stessa cosa non avverrebbe per Unione Popolare, che realisticamente non credo supererà il quorum. In quanto al Senato l’ultima cosa che potrei fare è votare per i neo-qualunquisti dei 5Stelle, che come ha sostenuto fortunatamente Daniele Vicari su Il manifesto non sono per nulla di sinistra, e che tra le tante cose “buone “dell’ultima legislatura – proprio loro che volevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, andando dietro ad uno psicopatico come Beppe Grillo -, sono riusciti addirittura a far tagliare la rappresentanza parlamentare in nome di quella merda dell’antipolitica.

  • Domenico Stimolo

    Un’ intervista molto interessante a Enrico Calamai, il diplomatico italiano che salvo’ centinaia di argentini dalle persecuzioni della dittatura militare.
    Puo’ servire a riflettere per decidere in questa campagna elettorale, molto ” fredda” e lontana.
    https://left.it/2022/09/05/enrico-calamai-nuove-destre-nostalgici-e-neoliberismo-quante-analogie-inquietanti-tra-il-cile-e-litalia/?fbclid=IwAR1QnFT-hKONaYhlsdtIIjz7Lb-UmzPwomsT-YdS_zfClof9Yc_bhbBbMTs

  • Caro Daniele, la probabilissima, quasi certa, vittoria delle destre potrebbe portare oltre agli altri danni anche a una riduzione delle libertà in Italia, considerato non solo quello che hanno fatto finora (nei fatti, non nelle chiacchiere) ma soprattutto i dittatori o aspiranti tali che hanno come modelli, da Putin a Trump a Orban, o il disboscatore dell’Amazzonia Bolsonaro (https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/15551/greenpeace-con-bolsonaro-la-deforestazione-dell-amazzonia-in-brasile-e-aumentata-del-75/).
    Purtroppo tutti quelli che voteranno per le liste che non supereranno lo sbarramento del 3% avranno fatto un’azione vana dal punto di vista dei risultati concreti. Anche su questo sono d’accordo con Gian Marco Martignoni. Inoltre c’è comunque una graduatoria tra ‘peggiori’, e io credo sia meglio rischiare di ‘morire neo-democristiani’ (PD) che assistere al trionfo di queste destre violente e ignoranti

  • scrivo col sorriso, ma non è un sorriso di piacere. Siamo sicuri che la sfida elettorale sia come sempre destra contro sinistra? Draghi e la sua agenda sono di destra o di sinistra? Letta? Renzi? Conte? ……. E se vincono le destre presidenza a Meloni ! Siamo sicuri? E se facessero un’altro bel governo di orribili intese? Si ma senza il M5s !! Sicuri? All’inizio di questa avventura elettorale tutti i sondaggi dicevano che Pd e M5s avrebbero preso più voti se si fossero presentati divisi, ed i sondaggi odierni sembrerebbero confermare. Ma dopo? divisi o insieme? E i 5stelle negli ultimi 5 anni non sono sempre stati al governo? Continuo a pensare al parlamento come ad una società per azioni con soci di maggioranza e soci di minoranza….. Ma sempre soci. Forse l’unica speranza è oggi nell’extraparlamentare sociale e politico. Ciao.

  • Gianluca Cicinelli

    Non vorrei aggiungere confusione a confusione, ma questa discussione un paio di idee me le ispira. Di sicuro mi convince nel mio proposito astensionista.

    Chi ha espresso scelte di voto lo ha fatto in modo “storicizzato” ma, ovviamente questo è il mio pensiero, non in modo “ragionevole” nel senso di ragioni razionali che non siano legate ai percorsi personali o a pure speranze che per quanto nobili sono sempre state smentite dai fatti.

    Veramente non capisco come fate a tenerci così tanto all’essere di sinistra e a votare 5 stelle, forze qualche anno fa poteva esserci questo equivoco ma non basta il Reddito di Cittadinanza e aver fatto cadere Draghi, insieme a Lega e Forza Italia va sottolineato, per farne una forza di sinistra. L’endorsment di Donald Trump per Conte mi sembra parli da solo. Comunque è un problema di chi li vota, non mio.

    Se non voti favorisci la destra, è il refrain che sento contro noi astensionisti. Ma davvero? Cioè tu vai a votare e se perdi non è perchè non hai convinto gli altri ma perchè io non ho votato? Un ragionamento davvero bizzarro. Allora la frase esatta è: se non vai a votare per quelli che voto io il mio partito o coalizione sarà più debole, così ha una logica e, almeno, non è ricattatorio.

    Mi chiedevo: ma se una quindicina di persone come quelle che qui hanno commentato, che leggono libri e giornali, s’informano, hanno spirito critico, non hanno ben chiaro come funziona la legge elettorale, mi sembra evidente a cosa serva questa legge elettorale, esattamente a non farci capire niente. Perchè, attenzione, qualche esponente di Verdi e Sinistra Italiana sarà eletto, indipendentemente dal raggiungimento del 3%, nell’uninominale di qualche collegio sicuro come candidato di coalizione, è un accordo, non nascosto ma esplicito, che è stato fatto al momento dell’alleanza. Per esempio Bonelli dei Verdi è candidato della coalizione Pd-Verdi-SI alla Camera nel collegio uninominale di Imola e se anche verdi-SI non prendono il 3% verrà eletto perchè è un collegio storicamente piddino.

    Infine, permettete che su questo, pensandola su “quelli” dal Pci, Pds, Ds e Pd, come Barbieri, mi sembra un po’ vile, perdonate, non è rivolto a nessuno personalmente, dire “voto Verdi e SI ma non il Pd” perchè lo sappiamo tutti che il voto di coalizione va al Pd, è come dire “no, non gli ho sparato, ho solo passato la pistola a quello che l’ha fatto”. Scusate la lunghezza del commento.

  • Ho letto tutto, ringrazio Daniele per avere aperto questa discussone.

    Se stiamo ai fatti la sinistra per come l’abbiamo conosciuta, almeno noi sessantenni, non esiste più. In tutte le su forme, dentro e fuori il parlamento.

    Quelli che si definiscono partiti sono solo dei centri di potere che accolgono ogni tanto qualcuno in cerca di un posto (fisso e ben pagato) Quelli di SI+Verdi stanno nell’ultima fattispecie.
    Sono stanco dell’ennesima lista elettorale, le ho votate nelle ultime tre legislature per disperazione e perchè sono appassionato del rito democartico del voto magari in una bella giornata di sole (vedi Gaber). Che dire poi della illusione/delusione delle elezioni regionali con i coraggiosi……

    Quindi l’unica sarebbe stare a casa ma stavolta voglio premiare chi governando ha dato: 1) qualcosa da mangiare ai più poveri e quanti si ribellano di fare gi schiavi in servizi talvolta inutili per noi tranquilli consumatori/garantiti (vedi: rider-logistica-pulizie-ristorazione ecc…). 2) incentivi utili x la transizione ecologica, al netto della cronica abitudine di molti italiani a rubare su tutto. 3) possibilità a chi ha lavorato per 40 e più anni, pagando contributi d’oro e non evadendo una lira, di staccare e viversi qualche hanno prima di invecchiare del tutto. Che è anche il mio caso e che se aspettavo i “compagni” potevo crepare in uno squallido ufficio pieno di disperazione per i tagli degli ultimi anni.

    Certo sarà un voto anche di protesta e non al 100% di sinistra. Ma chi rappresenta oggi la sinistra? dove sono finiti i compagni?

    Io voterò 5 Stelle.

    Grazie per l’attenzione. Ciao.

  • domenico stimolo

    Per approfondire le “perfidie” del sistema elettorale …” rosatellum”.

    “ Per entrare al Senato i partiti dovranno prendere ben più del 3%”
    https://www.ilpost.it/2022/08/08/sbarramento-implicito-legge-elettorale-rosatellum/

  • Gian Marco Martignoni

    Ignazio Sanna ha ben spiegato la bontà del nostro voto, e poichè l’aberrazione del Rosatellum ci è ben chiara, se siamo costretti ad una certa scelta – che alcuni disapprovano come la peste – è perchè, purtroppo, al di là delle nostre volontà quella che era una sinistra radicale, antagonista ed anche comunista, si presenta divisa a quest’appuntamento elettorale. Domani sera, solo per fare un esempio, si riunirà a Varese l’associazione Collettiva, per discutere della scadenza elettorale e del disorientamento che percorre le nuove generazioni – sono proprio loro che la promuovono – che si sono affacciate in questo disastro della divisione della sinistra politica. Ovviamente se il mercato della politica, che lo si voglia o meno, offre come forza maggioritaria in Italia il Pd, e non la France Insoumise come in Francia, qualche ragionamento dopo il 25 settembre dovrà obbligatoriamente essere svolto, se non vogliamo solo arare il campo indigeribile dal mio punto di vista della recriminazione. Infine, poichè ogni scelta elettorale è lecita ,non comprendo però gnel modo più assoluto la scelta per l’astensionismo di un compagno acuto qual è Gianluca Cicinelli.

  • Pio Russo Krauss

    Non riesco a comprendere chi decide di non andare a votare. Credo che sia quasi impossibile (a meno che non si è idioti) trovarsi d’accordo al 100% con un partito o lista ed è vero che ci sono scelte fatte che possono rendere faticoso votare per un partito. Ma il voto non è un sondaggio su come la si pensa o per sapere se i partiti sulla scena ci piacciono o no, ma il sistema per eleggere i parlamentari e per indirizzare se a governare devono essere alcune forze politiche o altre. E la legge elettorale vigente stabilisce che nei collegi uninominali viene eletto chi prende più voti, nel proporzionale solo chi supera lo sbarramento.
    A Cicinelli dico “la frase esatta è: se non vai a votare” per un qualsiasi partito che si oppone a questa destra fascista (puoi scegliere UP, SI-Verdi, 5stelle ecc) avrai aiutato questa destra fascista ad avere una tale maggioranza da poter cambiare la costituzione, fare il Ponte sullo Stretto, riempire il paese di inceneritori e trivelle, rendere ancora più difficile la vita a immigrati-rom-poveri-LGBT, tagliare ancora di più le tasse ai ricchi per aumentarle ai poveri (anche come tagli ai servizi) ecc.
    E purtroppo è vero quel che dice Sanna: “tutti quelli che voteranno per le liste che non supereranno lo sbarramento del 3% avranno fatto un’azione vana dal punto di vista dei risultati concreti”. Per questo era necessario fare un’alleanza elettorale.
    Sì, è vero, il voto a SI-Verdi va anche a PD, ma quello del PD va anche a SI-Verdi: così succede quando si fa un accordo elettorale e lo si fa perché si tiene conto delle condizioni storiche e della legge elettorale con la quale si vota.

    • Gianluca Cicinelli

      Solo per la precisione e non per polemica, non ritengo esatto quel che dici. O meglio: se mi trovassi di fronte a un bivio presidenziale del tipo Macron Le Pen voterei Macron, che di certo compagno non è, fedele al principio di non lasciare il Paese alla destra. Ma il nostro non è presidenzialismo e come invece ho dimostrato in questo articolo (lo so che citarsi non è fine ma lo ritengo un lavoro valido) https://www.labottegadelbarbieri.org/non-governa-chi-vince-le-elezioni/ eccezion fatta per la legislatura 2001-2006, dal 1994 in poi non ha mai governato per tutta la legislatura nè il partito nè la coalizione che aveva ottenuto la maggioranza. Così come non votare chi non raggiungerà il 3% prima del voto, quando non sai quanto prenderà quel partito è altrettanto difficile da dimostrare logicamente che sia un voto inutile. E infine proprio sul voto utile: ritenere che esistano un voto utile e un voto inutile è esso stesso un processo al di fuori della logica democratica , si rischia di confondere il tifo con la ragione e, soprattutto, di ritenere in qualche modo sciocco chi non vota come piace a noi.

  • domenico stimolo

    PETIZIONE
    Non votare i parlamentari responsabili dell’aumento delle spese militari

    di Comunità di Base delle PIaggie – Firenze

    PER ADESIONE:
    https://www.change.org/p/non-votare-i-parlamentari-responsabili-dell-aumento-delle-spese-militari

  • CLAUDIO MAZZOLANI

    Non voto, non avendo quasi mai votato se non per errore o a qualche referendum serio. Non delego, sarò un utopista ma sono per partecipare diretta alla gestione della Res Publica.
    Ma, costretto con una pistola puntata alla tempia, voterei M5S o meglio CONTE. Perché? È l’unico che ha fatto e sta facendo POLITICA inteso in senso antico. Non che tutto sia bello e buono ma sempre e di tanto meglio di tutti gli altri.
    Se devo farmi fregare meglio da uno che lo faccia bene.

  • Pietro Morace segnala il seguente appello (con file allegati) per presentare un reclamo-protesta contro la legge elettorale al seggio delle prossime elezioni; è promosso dal “Coordinamento per la Rappresentanza” anche promotore dei ricorsi giudiziari contro il Rosatellum affinché la Corte Costituzionale si esprima sui rilievi d’incostituzionalità.

    PROTESTA CONTRO IL “ROSATELLUM”
    PER UNA LEGGE ELETTORALE RISPETTOSA DELLA COSTITUZIONE!
    Il 25 settembre andremo a votare con il cosiddetto “Rosatellum”, una legge elettorale che consideriamo per alcuni aspetti incostituzionale perché:
    – impedisce di scegliere i propri candidati a causa delle liste bloccate;
    – impedisce il voto disgiunto, per cui chi vota una lista bloccata di partito vota obbligatoriamente anche il candidato uninominale collegato che potrebbe non essere gradito o, nel caso delle coalizioni, potrebbe appartenere a un partito che non vorremmo rafforzare; invece, chi vota solo il candidato uninominale, automaticamente vota anche tutte le liste a esso collegato;
    – privilegia alcune minoranze linguistiche discriminandone altre;
    – discrimina i territori rendendo diseguale l’effetto del voto, il voto espresso in Calabria vale quasi la metà del voto espresso in Trentino- Alto Adige.

    Sono stati presentati numerosi ricorsi contro il Rosatellum in vari Tribunali ma, in attesa di conoscerne l’esito, dobbiamo comunque fare qualcosa già il giorno del voto contro questa legge ingannevole e incostituzionale.
    Infatti, il 25 settembre ciascuno può presentare una protesta/reclamo, come previsto dalle norme vigenti, sia chi vota, sia chi si astiene, basta che si rechi al seggio.
    Tutti i reclami presentati ai seggi saranno inviati alle Giunte per le Elezioni di Camera e Senato, che dovranno esaminarli con la facoltà di sottomettere la questione direttamente alla Corte Costituzionale.
    ADERISCI A QUESTA INIZIATIVA DI PROTESTA, LEGALE E PACIFICA, andando al tuo seggio per presentare il reclamo.
    Il testo del Reclamo è scaricabile all’indirizzo http://www.terra32.it/rappresentanza/reclamoElezioni2022.pdf
    Le Istruzioni per la presentazione dei reclami sono scaricabili all’indirizzo http://www.terra32.it/rappresentanza/IstruzioniPerPresentareIlReclamo.pdf
    Per chiarimenti e informazioni potete scrivere a per.la.rappresentanza@gmail.com

  • Gian Marco Martignoni

    Buone notizie da Varese, nonostante il disorientamento generale ( che era poi il tema di discussione della serata ).Nel salone di un circolo storico della sinistra varesina tutti i posti era occupati, la discussione è stata buona e senza scazzi tra le diverse sensibilità sul voto e sul che fare, ma soprattutto una nuova generazione è entrata in campo, a partire dalla lista che l’anno scorso ha partecipato alle elezioni comunali ( eleggendo una sua consigliera ).Poichè sono dell’opinione che Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista non abbiano più un loro consistente radicamento sociale ( se eccedo nel giudizio qualcuno mi corregga), dopo il 26 settembre avanzerò una mia idea , che da tempo mi frulla nella testa, sulla possibile ricostruzione di un polo di sinistra nel nostro paese.

  • domenico stimolo

    Sostiene ( giustamente) Jean-Luc MELANCHON

    Oggi il quotidiano “ Il Fatto Quotidiano” ha pubblicato una lunga intervista a Jean-Luc Melanchon ( a Roma per un comizio a sostegno della lista di Unione Popolare e dopo una visita di “rispetto” alla tomba di Antonio Gramsci -assieme a Luigi de Magistris).

    Alla domanda: “ Lei ha portato la sinistra radicale al 25%, qui i cartelli elettorali si sciolgono un minuto dopo le elezioni. Per Unione Popolare potrà essere diverso? Anche se non riuscisse a raggiungere il 3% per eleggere parlamentari? “
    RISPOSTA: “Unione Popolare dovrà vivere! Ho fiducia in de Magistris. E’ ho fiducia nei miei compagni e amici di Potere al Popolo. Non fidatevi dei sondaggi: mi hanno dato per morto tante volte ed è già successo anche a de Magistris. Unione Popolare ce la farà.”

  • la “bottega” riceve e volentieri ospita
    Elezioni politiche del 25 settembre 2022: appello al voto di un anarchico
    – Segnaliamo che nel sito «La Bussola» è stato oggi postato l’articolo di Gianpiero Landi, Appello al voto di un anarchico. Ne riportiamo qui di seguito la parte introduttiva:
    “Mancano due settimane alla data del 25 settembre, quando si terranno le elezioni politiche e gli italiani saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. Tutti i sondaggi indicano che a vincere le elezioni sarà la coalizione di Destra: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia. Più alcuni cespugli centristi, che servono ad attrarre un po’ di voti moderati e a consentire di continuare a sostenere che si tratti di una coalizione di Centro-Destra, mentre – se consideriamo il peso specifico di ciascuno dei partiti e partitini – siamo palesemente di fronte a una Destra-Destra.
    L’unica questione controversa riguarda le dimensioni di quella vittoria. Cioè non sappiamo se la Destra si limiterà a vincere o se stravincerà. Come vedremo nel seguito di questo articolo, la questione ha la sua importanza, perché ne possono derivano scenari almeno in parte diversi. In ogni caso, grazie a una pessima legge elettorale (il “Rosatellum”), a cui si sommano gli effetti ulteriormente distorsivi in senso maggioritario di una improvvida e sciagurata riforma che ha ridotto di un terzo il numero dei parlamentari, anche senza raggiungere la metà più uno dei voti popolari la coalizione vincente disporrà di una ampia maggioranza nei seggi del Parlamento. Probabilmente conquisterà più dei due terzi dei seggi, garantendosi così la possibilità di modificare a suo piacimento la Costituzione senza dovere affrontare poi il referendum confermativo.
    Gli stessi sondaggi ci dicono che FdI risulterà il partito più votato della coalizione di Destra (oltre che il primo partito in assoluto) e questo vuol dire che avremo come Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, una erede diretta e non pentita del Fascismo. Esattamente un secolo dopo la Marcia su Roma (28 ottobre 1922), ci ritroveremo i discepoli di Mussolini al governo. Quei discepoli così orgogliosi delle loro radici da conservare tuttora nel loro simbolo la fiamma che esce dalla bara del Duce. Si chiude un ciclo storico. L’affievolirsi della pregiudiziale antifascista a livello di massa consentirà ai vinti del 1945, che a lungo abbiamo creduto fossero destinati a finire nella spazzatura della Storia, di prendersi la loro rivincita. Per nostra vergogna, saremo il primo grande Paese occidentale ad essere guidato dagli eredi del Fascismo. La vittoria dell’estrema destra sovranista comporterà gravi rischi per la tenuta democratica e saranno intaccati alcuni diritti di civiltà che si pensavano ormai definitivamente acquisiti”.
    Nel seguito del documento, di 11 pagine, sono trattati temi diversi.
    Questi i titoli dei paragrafi: — Fascismo e Populismo; — Modello Ungheria; — Il programma elettorale della Destra; — Andare a votare (e votare bene). Per leggere e scaricare l’intero testo cliccare qui: http://www.centrostudifsmerlino.org/wp-content/uploads/2022/09/GLandi_Appello-al-voto-di-un-anarchico.pdf

    Riportiamo di seguito anche le “Annotazioni” dell’autore contenute in calce all’articolo, contenenti alcuni riferimenti bibliografici che possono essere di interesse:

    Annotazioni
    ► I temi relativi alle caratteristiche e alla storia del populismo (e i legami – ma anche le differenze – esistenti tra il populismo stesso e il fascismo), sono stati da me trattati in modo più approfondito nell’opuscolo Democrazia, Fascismo, Populismo, I Quaderni della «Bussola», n. 1, Castel Bolognese, Centro Studi Francesco Saverio Merlino, marzo 2020 (suppl. a «Cenerentola», n. 233, maggio 2020), a cui mi permetto di rinviare. Si veda anche G. Landi, Il coronavirus rafforza i regimi autoritari, «A», n. 444, giugno 2020.
    ► Può apparire strano che questo appello al voto venga da un anarchico, oltretutto di lunga data. In realtà, chi mi conosce sa che io vado a votare regolarmente da almeno quaranta anni (dopo essere stato astensionista in gioventù, per un decennio circa). Non solo non trovo in questo comportamento alcuna contraddizione con il mio anarchismo, ma l’ho rivendicato pubblicamente in più occasioni. Considero il tradizionale astensionismo anarchico un retaggio del passato, comprensibile nei decenni a cavallo tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, ma che oggi andrebbe superato e abbandonato. La questione se partecipare alle elezioni o no non riguarda i princìpi bensì attiene alla sfera delle scelte tattiche e/o strategiche. In quanto tale, può essere modificata in dipendenza delle diverse circostanze. Non è questa la sede per approfondire questi argomenti. Se qualcuno fosse interessato a conoscere meglio il mio punto di vista sul tema, lo invito a leggere alcuni miei articoli apparsi nella rivista «Cenerentola” e ora disponibili nel sito «La Bussola»: Agire sul piano politico (risposta a Toni Iero – parte 2), n. 237, novembre 2020; Valore e limiti di un astensionismo non dogmatico, n. 240, febbraio 2021; Votare? Sì, ma non basta, n. 241, marzo 2021.

  • Gian Marco Martignoni

    Davvero notevole questo testo meditato e sensato di Gianpiero Landi, come pure l’appello al voto con il cuore e con la testa ” nonostante questi dirigenti e questi partiti “, che condivido letteralmente La situazione è grave, ed è difficile comprendere perchè il Pd – e non tanto Letta, in quanto a mio avviso qualsiasi personalizzazione in politica si presta a semplificazioni inopportune – ha scelto la strada del suicidio politico, con il rischio di una vittoria a mani basse da parte delle destre, con tutti i rischi segnalati per l’architettura delle nostre istituzioni. Che una formazione equivoca e poco credibile come i 5Stelle possa contendere quote di elettorato di ” sinistra ” al Pd ( che per noi è una formazione governista, centrista e atlantista, al di là dello scoprire all’ultimo miglio i bisogni del mondo del lavoro e delle classi popolari ) la dice lunga sull’immagine del suo operato percepita nel paese reale . Inoltre, al di là di Crisanti e forse di qualche altro candidato-a della società civile, le candidature del Pd sono state decise e blindate con il più rigoroso manuale Cencelli.

  • Faccio come al solito la parte di quello che semina dubbi, ma è la mia natura. Siamo sicuri che l’Italia sia un paese libero e sovrano in cui i cittadini votando possono scegliere i partiti che governeranno la legislatura? Questo accadeva con alcuni limiti negli Stati Uniti di un po’ di anni fa, in cui il vincitore era il presidente di tutti . Ma gli Usa erano e sono un paese sovrano. l’Italia stretta fra Usa, Nato, Unione Economica Europea, mafie…e mi fermo qui, è davvero un paese sovrano? E se così fosse i Monti, i Draghi da dove arrivano? Non pensate anche voi che da una trentina di anni siamo in una campagna elettorale continua che sembra tutto il calcio minuto per minuto, tesa a forgiare tifosi per squadre del cuore che poi voteranno, mentre la vita reale è un’altra cosa, e beato chi riesce ad essere ( nel senso Shakespeariano ) ?

  • Rosatellum incostituzionale. Si può dire anche al seggio
    di Andrea Fabozzi
    (Dal quotidiano “il manifesto” del 18.09.2022)
    Legge elettorale C’è un modulo pronto che si può scaricare e stampare. Gli elettori
    possono presentare un reclamo contro il sistema di voto che non lascia liberi di scegliere.
    Presidente e segretario devono raccogliere le loro proteste che arriveranno alle giunte parlamentari. E, spera l’avvocato Besostri, alla Corte costituzionale
    Non vi piace la legge elettorale? Pensate che il Rosatellum sia persino incostituzionale?
    Adesso siete in discreta compagnia, visto che più di un partito – anche tra quelli che questa legge hanno voluto, votato e imposto con la fiducia – ultimamente la trova pessima. Ma forse non sapete che c’è la possibilità di reclamare formalmente contro il Rosatellum, nel momento in cui si va al seggio a votare. Come fare lo spiega – naturalmente – Felice Besostri, avvocato già due volte vittorioso davanti ai giudici delle leggi contro i sistemi elettorali incostituzionali, Porcellum e Italicum.
    È pronto infatti un modello di reclamo con diversi argomenti prestampati per cui l’elettore può segnalare la sua protesta contro il Rosatellum: le liste bloccate che non consentono la scelta, il divieto di voto disgiunto, il fatto che alcune liste siano state discriminate avendo dovuto raccogliere le firme. C’è anche uno spazio bianco per aggiungere altri motivi, volendo. Quando si va a votare – in teoria anche quando si va al seggio ma non si vuole votare segnalando la propria astensione (è un po’ più difficile) – l’elettore può consegnare al presidente il modulo riempito con i propri dati e firmato. Il presidente o il segretario saranno indubbiamente un po’ sorpresi ma devono accoglierlo per una precisa disposizione di legge. L’articolo 74 del testo unico delle leggi per l’elezione della camera dei deputati dice infatti che «nel verbale deve farsi menzione di tutti i reclami presentati, delle proteste
    fatte, dei voti contestati». Questi reclami arriveranno alle giunte parlamentari per le elezioni, dice infatti ancora la stessa legge all’articolo 87 che la camera «pronuncia giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste e, in generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni elettorali». Quello che è previsto per la Camera vale anche per il Senato e il tentativo è quello di convincere le giunte a non convalidare l’elezione di uno o più candidati e sollevare la questione davanti alla Corte costituzionale.
    C’è anche un precedente, del 2009. Allora furono alcuni elettori di Roma a presentare un reclamo simile contro il Porcellum e i reclami arrivarono alla giunta della Camera, che però decise di respingerli perché non riguardavano voti espressi (gli elettori avevano restituito le schede senza deporle nelle urne) e decise di non sollevare i quesiti di costituzionalità davanti alla Corte costituzionale. Il Porcellum arrivò ugualmente, com’è noto, davanti ai giudici della Consulta, ma quattro anni dopo e fu bocciato. Ci arrivò passando dal tribunale ordinario e poi dalla Cassazione.
    Dopo le elezioni Besostri tenterà anche questa vecchia strada, con nuovi ricorsi contro questa legge elettorale che è diventata all’improvviso impopolare. Anzi, ci ha già tentato assieme ad altri avvocati in almeno sei tribunali, finora invano. Ma intanto spera nell’aiuto di qualche elettore nei seggi. Moduli su ilmanifesto.it (o in rete).
    LA “BOTTEGA ” COMUNQUE PUBBLICHERA’ IL MODULO, giovedì o venerdì nel nostro ultimo dossier. Questa di Besostri ci sembra una iniziativa importante.

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