Il giallo noir… si fa in 9

Perdono, perdono, perdono (cantava Caterina Caselli). Su codesto blog c’era un appuntamento  (il giovedì alle 19 circa) con le recensioni giallo-noir di Valerio Calzolaio che in prima battuta escono su  “Il salvagente“. Ma accade che il portiere dell’alber(blog)o invecchi, soffra il caldo, si distragga e le recensioni non escono. Una sollevazione popolare urla “Calzolaio subito”. Con l’aiuto del sub Maiorca (vedrete perchè) ne abbiamo – pluralis maiestatis – ripescate 9 (dicesi nove, fra lunghe e brevi) dai fondali. Come usa dire: ci scusiamo con l’autore, con chi passa da codesto blog e, già che ci siamo, pure con i fondali. (db)

PRIMA REC

Roma e provincia di Macerata, Malta e Sicilia. Marzo 1991. Il sostituto procuratore 37enne Italo Agrò, originario di Sant’Alessio nel messinese ionico, laureato a Napoli, pieni voti (e pubblicazione), fisico asciutto di 1,76, naso greco, quasi astemio, Quasimodo per breviario laico, istruito di tecnica teatrale, simpatizza PDS, lavora nella capitale con ordine ragione e melanconia, è ormai fidanzato della professoressa di matematica Roberta di Melìa, con lei fa jogging e jouissance. Scompaiono il ricco Pagliotta (che avevamo conosciuto dai Carpino) e il suo autista, poi li rinvengono separati e morti. Agrò va finalmente a Recanati, ove incontra l’ispettore Flaviano Calzolaio, un’opportunità! Incrocia storie di riciclaggio e pedofilia. Viene dotato di dattilografa, computer, cellulare, ciò nonostante scopre chi è stato. Nuovo delicato giallo di una serie simpatica del bravo 75enne Domenico Cacopardo (“Agrò e la scomparsa di Omber”, Marsilio 2011, pag. 315 euro 18,00), ora in terza solo sul protagonista, alla vigilia della crisi del governo Andreotti. Segnalo la morte di Mimì, a pag. 185 e 212. Ritrovi romani, ricette siciliane. Messa da Requiem.

SECONDA REC

Vincent Spasaro

Assedio

Segretissimo n. 1576

Mondadori, giugno 2011

Pag. 235 euro 4,50

Sarajevo. Fine 1993. Stefan Weiss lavora per le Nazioni Unite, copertura d’agente UNPROFOR con tessera di giornalista e macchina fotografica per carpire informazioni sul campo di battaglie balcaniche. Capita in un palazzo bombardato, nella camera 41 è successo qualcosa. La porta è forzata, sembra esserci un moro, poi però scompare. Incubi e demoni, fantasmi e scheletri, ciechi e criminali sono di casa. Il romano piacentino 39enne Spasaro mescola fantascienza e spionaggio, azioni militari e horror, musica heavy e arti marziali, mettendo il lettore di spionaggio sotto Assedio.In prime e terze persone, visioni oscure.

TERZA REC

Oslo e Norvegia intera, Hong Kong e Goma (Congo – Ruanda). Dicembre 2007-settembre 2008, lunga storia. Harry Hole fuma e beve nei tuguri ormai cinesi, oppio e alcol, da sei mesi. La bellissima Kaja Solness, zigomi alti, capelli castano miele, collo da cigno, sopracciglia corvine, occhi verdi, denti aguzzi, gambe lunghe, giovane timida e ambiziosa. Nemmeno la vede, lei dice che il padre sta morendo di cancro (era già quasi impazzito di dolore alla morte della madre), deve tornare, lui porta lo stretto indispensabile, parte. Verso i 39, robusto alto 1 e 93, mento forte con mandibola rotta, pallido e scarno, capelli biondi a spazzola e iridi celesti, nove dita e altri ammacchi, infanzia a Oppsal (taciturno fino ai 5), capriccioso insolente compulsivo efficiente mitico eroe dell’Anticrimine. Ha sputato sopra la vigliacca lealtà dei poliziotti nei confronti del corpo, si trova dentro la gelosa concorrenza con la Kripos (guidata da un pessimo arrivista intelligente), c’è qualcuno che ammazza chi è stato in un rifugio di montagna, a due ragazze ha lasciato in bocca la mela di Leopoldo (morte annegate nel sangue), ha ucciso pure una deputata. Chi ci capisce è bravo, scopre che non può fidarsi di nessuno e rischia tutto. Come le altre volte, come sempre. E’ lento e duro arrivare in fondo, poi comincia a mancarti dal comodino anche l’ottavo bel romanzo della serie di clamoroso successo (9 milioni di copie, 46 lingue) del versatile scrittore cantante norvegese 51enne Jo Nesbo (la o finale con la sbarra ovvero /) (“Il leopardo”, Einaudi 2011, pag. 767, euro 21; orig. “Panserhjerte” 2009, trad. Eva Kampmann), in terza varia, con rari brevi corsivi su uno dei registi. Memorabili comprimari. Uno e multiplo il genere, a stupefacenti spirali, molta Agatha Christie e qualche Hammett, cinematografiche efferate torture e poca critica sociale. Non solo jazz, i tagliolini sono di Li Yuan.

QUARTA REC

Milano. Novembre e dicembre 2009. L’oltre 50enne investigatore privato single Beo Fulminazzi, molto scassata R4 rossa e poco informatizzato, da tempo inurbato ragazzo di campagna, riceve la visita inaspettata del figlio (che non sapeva di avere) ingegnere informatico Kyriam e della splendida flessuosa pallida coraggiosa intraprendente rossa (con efelidi) web reporter Arianna. Non stanno insieme, lui è gay, lei gira nuda, Beo pensa al cantico dei Cantici. Poi in agenzia arriva il presidente dell’improbabile Associazione Italiana Vittime delle Sette, chiedendogli di indagare sui potenti ramificati Fratelli dell’Ecumene.

Prima di essere liquidato, Beo scopre un enorme business nucleare internazionale (americani e russi dentro): vogliono guadagnarci con una centrale sul sito di Chignolo Po, organizzano un meeting ad alto livello con le giuste escort, serve un piano. Se non avessimo fatto il quorum e vinto i referendum sarebbe potuta andare così secondo il pavese 56enne Massimo Marcotullio (“Oro, incenso e mitra”, Todaro 2011, pag. 247 euro 16), in prima sullo scanzonato militante protagonista della serie. Poco De Andrè, spaghetti vari.

QUINTA REC

Enzo Maiorca

Sotto il segno di Tanit

Mursia 2011

Siracusa, dal 1931. Il 5 aprile, nel giorno del suo onomastico, il 17enne Vincenzo viene sospeso per 5 giorni da “Mappamondo” e incontra le persone giuste, quelle di una vita. Lui praticava il mare da sportivo, appassionato di voga ora viene introdotto alla mattanza della tonnara, decide di andare anche lui sotto, laddove è custodito il segreto di un’antica divinità fenicia (l’immagine stilizzata di una bambina) e diventa uno dei più grandi apneisti di tutti i tempi. Anni dopo l’ho incontrato in Parlamento, bella e interessante persona. Con “Sotto il segno di Tanit” il subacqueo Maiorca offre un’inconsueta novella autobiografica vissuta sul mare, con canti foto dialoghi, comparse lui e i suoi amici (segnalo Ventidue).

SESTA REC

Durban e confine franco-svizzero, Pacifico. Mesi fa. Il gemmologo Christophe Douvier fa il corriere di diamanti per la potente multinazionale olandese De Weld. Ha una bellissima sorella più piccola di 9 anni, occhi d’oriente, ovale caucasica, labbra latine piene. Genitori morti, la madre discendeva da nativi del Pacifico meridionale. Non fuma ma da tre anni gli hanno diagnosticato un carcinoma polmonare, poco da vivere. Così fa qualche cresta, si appropria di un carico da lasciare a Isabeau e se ne va all’ultimo surfer slang in Sudafrica. Uno squalo lo attacca, si salva e gli dicono che improvvisamente sta guarendo. Vari si mettono in scia, offrendo il lato pericoloso: i cinici trafficanti rivogliono pietre e denaro, studiosi e difensori degli squali trovare nessi fra le specie, pessimi sanitari (OMS) verificare se è caso unico e spiegazione profittevole di scienza e farmacologia. Succede di tutto, molti muoiono, chi si salva finisce al CERN. Nuova dignitosa prova per la coppia savonese Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini (“Il paziente zero”, Marsilio 2011, pag. 443 euro 18,50), in terza varia. Non è solo una Chimera. Pasti distratti e Rasoanaivo.

SETTIMA REC

Giorgio Scerbanenco

Lo scandalo dell’osservatorio astronomico

Sellerio 2011

Pag. 225 euro 13

Boston. Circa 70 anni fa. Il giovane timido perspicace tenero Arthur Jelling, archivista e “consulente di giustizia” presso la Centrale di Polizia, viene inviato all’Osservatorio di Candan, diretto dal professor Travel, con primo assistente Dammer e altri due collaboratori (innamorati e fidanzati), Tomaso e Veronica. Proprio grazie a lei, forse è stato scoperto un asteroide, poi qualcuno soffre di disturbi e attenta alla vita della ragazza. Conoscevamo cinque romanzi della prima serie dello Scerbanenco trentenne, “Lo scandalo dell’osservatorio astronomico”è il sesto inedito (ottimo anche senza editing), leggerete anche la curiosa trama del settimo e le nitide spiegazioni critiche della figlia Cecilia, una dei tre delle due famiglie paterne. Da cultori.

OTTAVA REC

New York. Ora e 25 anni fa. Matthew Matt Scudder è a bere acqua col vecchio amico Mick Ballou. Gli capita di citare una storia di un antico autunno, quando era vicino al primo anniversario da sobrio. Fu ucciso un ex criminale che era già arrivato quasi al Nono Passo degli Alcolisti Anonimi. alla lista di quelli cui chiedere scusa, aveva ucciso e derubato, evidentemente un complice sentì minacciato. Matt faceva allora l’investigatore per caso, i figli lontani, già poliziotto, alcolizzato, divorziato. Racconta delle riunioni per uscirne e degli sponsor, della stanza d’albergo che l’ospitava, delle donne che frequentava, dell’indagine che fece per scoprire chi e come aveva ucciso cinque persone e avrebbe continuato a farla franca. Il 73enne Lawrence Block (“L’Ottavo passo”, Sellerio 2011, pag. 410 euro 14, orig. “A drop of the hard stuff” 2011, trad. Masi Ribaudo) è uno dei più grandi di sempre, mostra maestria e tatto, in prima. Non fatevi fuorviare da qualche noia, anche questo è imperdibile. Da dieci anni poco tradotto, molti non sanno quanto perdono, merito Sellerio se si ricomincia. McCormack al juke-box e mitico tentato omicidio col bourbon.

NONA REC

Guido Pasi

Morti da morire

Danilo Montanari Editore 2011

Pag. 126, euro 12

Marina di Ravenna. Ultima settimana del gennaio 2009. Il giornalista in pensione Enzo Fabbri, mentre la compagna Chiara è all’università a Bologna, trova un cadavere incastrato tra i birilli in calcestruzzo della diga sud verso il porto, ha al collo un medaglione con grande falce e martello da una parte e Carlo Marx dall’altra. Lo ficca in tasca e chiama la capitaneria. E’ una cinica storia di accordi internazionali e tornaconti personali fra governi italiano e russo, Adriatico e Mar nero, Berlusconi docet. Morti da morire è il terzo “giallo politico d’azione” di Pasi, 61enne ex assessore regionale emiliano al turismo, da Alfonsine. Investigatori improvvisati, altri morti, finiscono alla grotta delle terme.

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