In piazza, con i migranti contro la barbarie: un appello

Sabato 27 mobilitazioni in molte città. A Roma l’appuntamento è a Piazza Santissimi Apostoli alle 15

In Italia e in Europa risuonano forti campanelli di allarme. I princìpi di civiltà e di convivenza democratica sono tornati a essere bersagli di chi vuole dividere, reprimere, escludere, cacciare.
Razzismo e xenofobia vengono ogni giorno instillati tra gli italiani del Nord e quelli del Sud, e si diffondono nelle città e nelle periferie sociali.
Ma se prima si trattava soltanto di segnali universalmente considerati negativi, adesso i sintomi sono rappresentativi di un’involuzione profonda. E fanno paura.

A fronte di un cambiamento così preoccupante, è necessario intensificare ed estendere la risposta di popolo contro le violenze, i soprusi, le prepotenze che scendono dall’alto come una nera cappa che copre il nostro Paese. Una risposta in nome dei diritti, del rispetto, del senso di umanità che non possiamo e non dobbiamo smarrire.

I PRIMI SEGNALI di un’alternativa sono arrivati con la reazione all’attacco a Riace e al suo sindaco Mimmo Lucano e con la straordinaria sottoscrizione per permettere l’accesso alla mensa e ai servizi di trasporto, ai bambini figli di cittadini stranieri, negati da un’ordinanza dalla Sindaca di Lodi. Così come con la grande risposta delle magliette rosse, con la manifestazione a Catania per pretendere lo sbarco e il soccorso dalla nave Diciotti, con la straordinaria partecipazione alla marcia della pace Perugia-Assisi e il grande consenso che sta raccogliendo il progetto Mediterranea.

DA PIÙ PARTI viene la richiesta di una battaglia di civiltà, in difesa della democrazia costituzionale. E contro le diseguaglianze, contro le povertà, sociali e culturali che i ministri dell’odio manipolano, strumentalizzando il disagio e la sofferenza che coinvolgono milioni di italiani, per rivolgere la rabbia nei confronti delle persone più deboli dei nostri tempi: i migranti.
A questa gente, a milioni di donne, uomini, bambini viene negato qualsiasi diritto. È un’umanità che fugge da fame, povertà, guerre, terrore. Di questo immenso popolo, una piccola parte vorrebbe venire in Italia, anche solo per attraversarla. Lo vorrebbe fare rivolgendosi agli Stati, legalmente e senza rischiare la vita. Ma leggi e politiche sempre più proibizioniste e liberticide producono morte e sofferenza e alimentano la criminalità e le mafie.

IN ITALIA soffia un vento furioso di propaganda e, peggio, di violenza. Il limite della intolleranza si traduce in forme di aggressione e regressione sempre più gravi. I migranti diventano ostaggi, nemici, gente pericolosa. Insultati, picchiati, feriti da armi da fuoco, concentrati in centri invivibili. Adulti, minori, donne sole, bambini trovano in Italia un’ostilità crescente. E come se non bastassero il blocco delle navi e il boicottaggio delle Ong, il governo approva un decreto che, se accolto dal Parlamento, metterebbe ancora più a rischio la loro vita.
Un Decreto che punta a demolire il diritto d’asilo, a consegnare ai privati l’accoglienza puntando sui grandi centri che alimentano corruzione e razzismo, scaricando sui territori costi, disagio e tensione sociale.

EPPURE, nonostante le difficoltà politiche, nonostante i dubbi, nonostante le divisioni, tanti italiani sono disposti a fare argine al drammatico dilagare di comportamenti “cattivi”, che non avevamo ancora mai visto prima verso i più indifesi. Ma c’è di peggio, perché chi perseguita i deboli non se ne vergogna. Ostentando e stimolando odio.

A QUESTA VASTA area democratica, religiosa e laica, spetta il compito di tenere alta la bandiera della civiltà, della pace, della convivenza tra diversi, della democrazia. La chiesa di Papa Francesco interpreta con lucidità i tempi presenti. Il mondo cattolico, con le sue strutture e i suoi giornali, insieme alle tante associazioni sono già impegnati in aiuto dei migranti e in prima fila contro razzismo e xenofobia. Altrettanto il mondo laico: donne, uomini, giovani e meno giovani, compagne e compagni, preoccupati e convinti della necessità di dare un’ampia e forte risposta alla crescente barbarie.

È IL TEMPO di compiere un primo, grande, passo. Tutti insieme. E possiamo farlo manifestando il 27 ottobre 2018, non in una ma dieci, cento città.

Per adesioni: conimigranticontrolebarbarie@gmail.com

PRIME ADESIONI

Actionaid, Aidos, Anpi, Antigone, Aoi, Arci, Arcs, Avvocato di strada, Baobab experience, Cefa, Centro Astalli, Cgil, Cipsi, Cittadinanzattiva, Cnca, Cocis, Comitati Dossetti per la costituzione, Concorditalia, Cospe, Dokita, Focsiv, Focus Casa dei diritti sociali, Forumsad, Gruppo Abele, Gus, il manifesto, Intersos, Januaforum, Legambiente, Libera, Link2007, Lunaria, Moltivolti, Osservatorio aids-diritti salute, Oxfam, Proactiva open arms, Rete degli studenti medi, Terres des Hommes, Statewatch, Uil, Udu, Uisp, Un Ponte per, Vim

E inoltre: Ginevra Bompiani, Luciana Castellina, don Luigi Ciotti, Raniero La Valle

testo ripreso dal quotidiano IL MANIFESTO

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Un commento

  • Renato Moschetti (Redazione Pollicino Gnus)

    Sabato 27 ottobre ci sarà a Reggio Emilia una manifestazione contro il nuovo governo Lega-5Stelle, alla quale abbiamo aderito anche noi di Pollicino Gnus.
    Invitiamo tutte e tutti a partecipare!
    https://www.facebook.com/events/361642011239046/

    Non siamo mai stati particolarmente buoni con nessuno dei governi incontrati in questi 25 anni di attività ma oggi, ci sembra che il fondo, se possibile, si stia toccando.
    Il vento fascista e razzista è entrato nei palazzi del potere ma, quel che più ci preoccupa, è che è sostenuto da una larga parte della società italiana.
    Qualsiasi iniziativa che navighi in direzione ostinata e contraria è quindi da noi sostenuta.
    Alla manifestazione di sabato, ad oggi, oltre a noi di Pollicino Gnus, hanno già aderito: Associazione Passaparola, FAI reggiana, Alternativa Libertaria, Comitato Acqua Bene Comune, Collettivo Nonviolento di Guastalla, cooperativa Mag6, Reggio Città Aperta, Movimento Nonviolento, Non una di meno, LeU, Arci, Notti Rosse, Cobas Scuola

    La Redazione

    27 OTTOBRE 2018
    CONTRO IL GOVERNO GIALLOVERDE!!
    MANIFESTAZIONE A REGGIO EMILIA
    ORE 16.00 CONCENTRAMENTO DALLA GABELLA DI VIA ROMA
    L’attuale governo sta attaccando brutalmente i diritti delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici e i giovani e le giovani con provvedimenti antipopolari.
    Con il recente “decreto sicurezza” e la circolare “sgomberi” attacca le occupazioni abitative, senza proporre alcuna politica per affrontare i bisogni di chi non può permettersi una casa, attacca i lavoratori e le lavoratrici di origine straniera, i migranti e inasprisce la repressione nei confronti delle opposizioni sociali.
    A questo si aggiungono la continua militarizzazione degli spazi pubblici, giustificata da una costruita “emergenza sicurezza”, i tentativi di reintrodurre forme di disciplinamento di massa tramite la reintroduzione della leva che si tradurrà al più in manodopera a costo zero per la pubblica amministrazione.
    Al contempo si conferma l’aumento costante della spesa militare.
    Il governo giallo-verde mostra la sua natura pienamente reazionaria con le proposte di riforma del diritto della famiglia del senatore Pillon e dei suoi soci, pronti ad attaccare i risultati di decenni di lotta del movimento femminista e dei movimenti LGBTQ.
    Le vaghe promesse in merito al “reddito di cittadinanza” si stanno trasformando, come previsto, nella brutta copia delle riforme tedesche degli anni duemila: obbligatorietà del lavoro sottopagato pena la perdita dei sussidi, ricattabilità dei lavoratori, sconti e regalie per padroni e padroncini a spese della fiscalità generale, nessuna riduzione dell’orario di lavoro.
    Sempre in tema di politiche filo padronali l’esecutivo insiste per introdurre la flat tax: un vergognoso regalo per le aziende e le fasce della popolazione ad alto reddito a discapito di lavoratori dipendenti e disoccupati.
    Costruire l’opposizione sociale a questo governo è necessario. Costruire l’opposizione sociale a questo governo è possibile.
    Invitiamo tutte e tutti a partecipare e a portare i propri contributi per fare sì che la manifestazione sia aperta, plurale e ricca dei contenuti di tutti i partecipanti.
    Info 3290660868

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