Qatar 2022: aggiornamenti / 19

Articoli di Michele Giorgio e di «Al Manar» su Resumen Latinoamericano: la clamorosa vittoria del Marocco sulla Spagna non cambia il quadro storico e politico: questi sono i Mondiali della vergogna (64 partite e 6500 morti).

 

CONTRADDIZIONI IN SENO AI POPOLI , AGLI STATI E ALLO SPORT DEL CAPITALE

La “bottega” oggi fa un salto indietro (nel senso che riprende due articoli meno freschi) per scavare un pochino dentro un altro groviglio fra nazionalismi, solidarietà e manipolazione. La vistosa contraddizione unisce (o unirebbe) tutti i tifosi arabi nel portare simbolicamente sugli spalti i palestinesi oppressi e denunciare i sanguinari governi di Israle… ma quel che accomuna dal basso tutti (o quasi) i popoli dettti “arabi” non trova riscontro nei loro governi che quasi tutti in eccellenti rapporti con lo Stato israeliano. Non staremo qui a scavare in queste contraddizioni ma ci sembra un tema ancora più intrigante per la imprevista – quanto meritata dice chi l’ha seguita (noi in bottega “boicottiamo” tutte le partite) vittpria del Marcocco contro la Spagna, che fu colonizzatrice feroce su quelle terre. Con la comprensibile esultanza degli immigrati in Europa che ieri sera e stanotte hanno festeggiato in tantissime di quelle città europee dove la maggior parte di loro viene sfruttata e insultata.

I nostri articoli andranno avanti – fino al 18 dicembre – con discorsi anche complicati ma per oggi “semplifichiamo” un sentimento che comunque ci ha attraversato ieri sera sentendo i clacson nelle strade: fermo restando che questi Mondiali e questo calcio sono strumenti dei padroni per fregarci, viva-viva il portiere marocchino che parando tutto e tutto ha consentito ai nuovi schiavi d’Europa di sentirsi (seppure solamente per poche ore: e qui sta la tristezza) di sentirsi felici: umani anche loro invece che delinquenti e bestie nell’Europa che parla sempre dei diritti universali per poi violarli ogni minuto [db per la redazione]

MONDIALI IN QATAR. I tifosi arabi stanno con i palestinesi. I governi con Israele

di Michele Giorgio (*)

Pagine Esteri, 28 novembre 2022 – Tra proteste per le morti sui cantieri degli stadi e lo sfruttamento dei manovali stranieri in Qatar, le polemiche per il mancato sostegno della Fifa ai diritti Lgbt+ e ai diritti umani nel Golfo, senza dimenticare l’inno non cantato e poi cantato dai calciatori della nazionale iraniana e altro ancora, questi Mondiali si stanno rivelando i più politicizzati della storia del calcio. Saranno però ricordati anche come la prova del fallimento di uno degli obiettivi degli Accordi di Abramo del 2020 tra Israele e quattro paesi arabi: integrare la popolazione dello Stato ebraico nella regione e far dimenticare i diritti dei palestinesi sotto occupazione. Invece le intese firmate di due anni fa confermano di aver rappresentato solo una ridefinizione dell’ordine regionale in senso anti-Iran e un accordo strategico tra governi. I cittadini arabi, o almeno i tifosi giunti in Qatar, non sembrano aver cambiato opinione su Israele e i diritti dei palestinesi.

È ancora vivo il ricordo della soddisfazione espressa a giugno, dopo mesi di colloqui con la Fifa, dai leader israeliani sul via libera all’ingresso in Qatar dei tifosi dello Stato ebraico con voli diretti Tel Aviv – Doha. «L’amore per il calcio e lo sport collega persone e Stati e la Coppa del Mondo ci apre una nuova porta per stringere legami», commentò l’allora ministro degli esteri israeliano Yair Lapid. I fatti lo smentiscono. La normalizzazione nelle strade non c’è stata, perché, saranno cambiate tante cose in Medio oriente in questi decenni e negli ultimi anni, ma i cittadini arabi conoscono quello che accade ogni giorno nei Territori palestinesi occupati. E forse, anche per questo, l’Arabia saudita, il peso massimo arabo, esita ad unirsi agli Accordi di Abramo e preferisce tenere dietro le quinte le relazioni che ha allacciato con Israele.

Non sorprende perciò che i giornalisti israeliani in Qatar stiano facendo una fatica enorme per intervistare i tifosi arabi che, con buone e brutte maniere, si allontanano da loro.  Sui social circolano video di tifosi arabi che scappano via, spesso inneggiando alla Palestina, non appena si rendono conto di essere stati avvicinati da giornalisti e operatori di tv israeliane. «Speriamo che, dopo la Coppa del Mondo, chiudano la rotta aerea (Tel Aviv – Doha, ndr) – si è augurato Khaled al Omri, un saudita, parlando con la Reuters. «Certo – ha aggiunto – la maggior parte dei paesi del mondo arabo procede verso la normalizzazione ma questo avviene perché la maggior parte di essi non ha governanti che ascoltano la loro gente». Parole ripetute da altri tifosi arabi presenti a Doha, ben lontane da quelle del comunicato diffuso dal Dipartimento di Stato Usa che ha descritto i voli diretti tra Israele e Qatar «promettenti per il rafforzamento dei legami interpersonali e le relazioni economiche».

Espliciti sono stati in modo particolari alcuni tifosi libanesi. Le loro dichiarazioni hanno fatto il giro del web. Avvicinati da un giornalista della rete israeliana Canale 12, che precisa subito di venire da Israele, si allontanano scuotendo la testa, quindi si rivolgono al giornalista: «Israele non esiste – gli dice uno tifosi – si chiama Palestina». Certo il Libano era e resta in stato di guerra con Israele ma anche Asil Sharayah, un giovane giunto dalla Giordania, che invece con Israele ha un trattato di pace dal 1994, ha escluso di poter parlare con israeliani: «Le loro politiche stanno chiudendo la porta a qualsiasi opportunità per maggiori legami tra i paesi». Altri tifosi arabi hanno anche cantato «Con l’anima e il sangue, ci sacrifichiamo per la Palestina». I palestinesi ringraziano. Ai Mondiali la loro nazionale non c’è ma l’appoggio dei tifosi arabi è una boccata d’ossigeno. A Gaza il tifo è tutto per il Qatar, paese che dal 2013 ha donato a questo lembo di terra sotto blocco israeliano oltre un miliardo di dollari.

(*) https://pagineesteri.it/2022/11/28/in-evidenza/mondiali-in-qatar-i-tifosi-arabi-stanno-con-i-palestinesi-i-governi-con-israele/

 

Qatar. Aficionados árabes boicotean a los reporteros israelíes durante el Mundial

By Resumen Latinoamericano

Los medios israelíes han informado sobre las dificultades que enfrentan los periodistas israelíes en la Copa del Mundo de Qatar 2022, en términos de una actitud hostil.

El corresponsal de Kan de “Israel” en Qatar habló de los eventos “desagradables” que experimentó mientras cubría la Copa del Mundo de 2022, debido a su “nacionalidad israelí”, que se considera hostil en la región.

El periodista israelí Dore Hoffman dijo: “Subimos a un taxi y el conductor descubrió que éramos israelíes. No le gustó, así que nos echó de su auto. Dijo que “no quiere tocar ningún dinero nuestro y nos acusó de matar a sus hermanos en Palestina”.

El reportero agregó: “Cuando llegué a un restaurante de playa local con mi equipo, tomé fotos, por lo que el dueño del restaurante preguntó de dónde éramos. Se enteró de que éramos de “Israel”, llamó a los guardias de seguridad que vinieron y nos echaron, me quitó el móvil y me pidió que borrara todo lo que había fotografiado.”

El periodista señaló que “se sintió mal y amenazado”, y explicó que “está siendo tratado como una parte hostil”.

Hace unos días, un periodista israelí expresó su consternación por las posturas de las masas árabes presentes en el Mundial de Qatar 2022, que se negaron a ser entrevistadas por él durante la transmisión en vivo de su canal.

Y el corresponsal continuó: “Hay muchas personas aquí en el mundo árabe que hablan en contra de nosotros y rechazan la normalización”.

Los medios israelíes informaron que “los seguidores libaneses en la Copa Mundial de Qatar 2022 se negaron a hablar con el corresponsal del Canal 12 después de enterarse de que era israelí”.

Según el corresponsal de “Israel” Channel en Qatar, los jóvenes libaneses se enojaron cuando vieron que los medios israelíes intentaban hablar con ellos y dijo: “Estamos en la Copa del Mundo, pero todos los aficionados árabes generalmente se niegan a hablar con nosotros”.

Y los medios israelíes confirmaron que “los intentos de entrevistar a los aficionados del fútbol en Doha no salieron según lo planeado”, y agregaron que “las imágenes que circulan en Internet muestran a aficionados saudíes, un comerciante qatarí y varios seguidores libaneses distanciándose deliberadamente de los periodistas israelíes”.

De manera similar, el corresponsal del Canal 12 que cubre la Copa del Mundo en Qatar, Ohad Khamo, dijo: “Nuestra presencia aquí con un eslogan israelí y una escritura hebrea, y nuestra conversación en hebreo tiene un significado muy problemático para muchas personas aquí”.

Fuente: Al Manar – Resumen Medio Oriente, 25 de noviembre de 2022.

NOTA DELLA “BOTTEGA”

Da quando la FIFA ha assegnato al Qatar i mondiali almeno 6500 lavoratori sono morti mentre costruivano le infrastrutture per le gare.

In Qatar i diritti umani sono quotidianamente calpestati. Ma il Qatar è così schifosamente ricco che i grandi media italiani (schifosamente servi) vedono solo tiri, parate, gol. Problemi? Sangue? Giustizia? Dignità umana?

Lo spettacolo a ogni costo.

Questo piccolo blog ha scelto di stare contro ogni fascismo e questi Mondiali ne sono parte. Abbiamo scritto #000080;">Boicottare (ogni giorno) i mondiali di calcio in Qatar e così faremo fino al 18 dicembre. Grazie a chi ci segnalerà riflessioni, notizie e iniziative ma anche le punte massime dello “schifezzario” che passa per giornalismo.

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

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