Rosa, Vandana… Monica e le altre

“Il primo gesto rivoluzionario è chiamare le cose con il loro vero nome” …  Con il loro vero nome invece che con quello che decide il potere. Questa frase di Rosa Luxemburg chiude i messaggi di Monica Lanfranco. Vorrei parlare oggi del suo straordinario lavoro dandovi due informazioni (c’è chi scriverebbe, magari ironicamente  due spot… e sbaglierebbe). Ecco quanto volevo condividere con voi. Prima vi informo del numero in uscita della rivista “Marea”, poi dell’ultimo libro di Monica, “Letteralmente femminista”.  Aggiungo che fra le tante passioni e qualche furore che condivido con Monica Lanfranco c’è la fantascienza. Prima o poi faremo un libro insieme spero. O più probabilmente costruiremo una navicella spaziale telepatica per abbandonare il pianeta. Perchè , come dice Stefano Benni, “la Terra è di destra ma l’universo è davvero di sinistra” e dunque conviene andare dove esiste almeno qualche possibilità in più. Vi pare? (db)

Vandana e le altre: l’ecofemminismo salverà il mondo?

Il nuovo numero della rivista “Marea”, il primo del 2010, è dedicato al tema dell’ecologia e delle pratiche e  teorie sviluppate dai movimenti femministi, in Italia e nel mondo.

“Noi donne, in tutta la nostra vibrante e favolosa diversità, siamo testimoni della crescita delle aggressioni contro lo spirito, la mente e il corpo umano, e la continua invasione ed assalto contro la terra e le sue diverse specie. E siamo infuriate.” Questa era la frase di apertura del numero di Marea del marzo 2001, prima del G8 di Genova, quando a giugno la nostra rivista organizzò PuntoG, appuntamento internazionale di donne sulla globalizzazione che aprì in anticipo i forum tematici per un’altra globalizzazione, contro il neoliberismo selvaggio e inumano. A dieci anni da allora, i temi che ruotano intorno al rapporto umanità, stato della terra e delle risorse sono ancora al centro dei proclami delle enclave dei governi; ma la sensazione è che poco stia cambiando. I movimenti ecologisti premono perché soprattutto le nuove generazioni siano sensibilizzate e alfabetizzate verso un’idea e una pratica di consumo sostenibile, ma solo nicchie di mercato, di politica e di opinione pubblica vanno in quella direzione. Poco si fa per dare valore e impulso anche all’ecologia del quotidiano, facendo apparire come inefficace e quasi inutile l’impegno singolo, rimandando solo alle strutture forti (i governi) la possibilità di incidere davvero. L’ecofemminismo ha, fin dalla sua nascita, ribaltato questa visione, dando grande valore anche al cambiamento individuale come motore di quello collettivo. E sostenendo che l’oppressione subita dalle donne e il deterioramento ambientale sono prodotti dai valori patriarcali, che generano entrambi le ingiustizie.

Oggi le donne, da vittime come lo è la Terra, sono passate a prendere parola e a promuovere azioni per fermare la distruzione delle risorse, scongiurando la tragica ipotesi di un lascito di un pianeta devastato e infecondo. Come sempre, quando il movimento e il pensiero delle donne si connette con altre filosofie e pratiche di cambiamento, i risultati sono incoraggianti. In questo numero abbiamo cercato di dimostrare come l’ecofemminismo sia uno di questi.

Monica Lanfranco www.monicalanfranco.it

SOMMARIO MAREA numero 1 – 2010

PAG 2 L’EDITORIALE

Pag 3 FARO [news dal mondo]

Reti di donne: benvenuta IFE di Nicoletta Pirotta

News verdi

La Rete migranti di Reggio Calabria sui fatti di Rosarno

Pag 8  ORCA [ecofemminismo]

Terra: lei ci assomiglia di Lidia Menapace

Terra: Ms intervista Vandana Shiva

Terra: nutrice e selvaggia di Rosangela Pesenti

Terra: una speranza tra le grida di Laura Fantozzi

Stati Uniti: paesaggi contestati di Valentina Simeoni

Naturalmente donne di Antonella Piperno

Ecofemminismo e istituzioni politiche di Laura Cima

Scienza, salute e ambiente di Laura Corradi

Sardegna: l’isola si ribella di Rossana Piredda

Venezia: senti il rumore del mare di Ierina Dabalà

Vicenza: il paese dell’acqua di Antonella Cunico

Calabria: aria e vento di Nadia Gambilongo

Val Susa: Tav, solo un popolo di no? di Dummies

Liguria: un’esperienza modello di Monica Lanfranco

Montagne: quando la pressione raggiunge il limite di Michela Zucca

Pag 53 MEDUSA [corpi che contano]

Politica: che cosa è l’ecofemminismo

Principi costitutivi di una democrazia della comunità terrena

Pag 59   CONCHIGLIE [libri]

Alcuni articoli sono disponibili al sito di “Marea”: www.mareonline.it

Letteralmente femminista. Perché è ancora necessario il movimento delle donne

 

di Monica Lanfranco

(edizioni Puntorosso)

“La storia delle donne è dentro ciascuna di noi. Siamo tutte testamenti del passato. Siamo tutte potenziali avvocate del futuro. Non aspettate. Non pensate solo a voi stesse ed alla vostra vita: pensate a tutte le vite dentro di voi, di coloro che sono morte e di coloro che nasceranno. E la  prossima volta che qualcuno vi chiede: Cos’è la storia delle donne?, rispondete: ‘Io sono la storia delle donne’. E credetelo”.

Quella dei movimenti femministi è stata, in Occidente, la più grande rivoluzione nonviolenta del secolo scorso, e in molti Paesi emergenti nel mondo si sta ripresentando come il movimento che può cambiare le condizioni di vita di milioni di donne e uomini che ancora vivono sotto sistemi patriarcali che opprimono la metà del genere umano.

Letteralmente femminista è un libro doppiamente interessante: è sia un saggio teorico ma anche una riflessione personale sul percorso umano e politico di una attivista per i diritti umani delle donne.

“Essere una femmina, se all’inizio della comparsa nel ventre di mia madre è stato un caso, ha assunto nella mia vita un significato e una centralità imprescindibile.

Per questo, una volta entrata nel mondo adulto, non ho mai condiviso l’affermazione secondo la quale “siamo tutti persone”, spesso usata per conciliare fintamente, e non affrontare mai, l’inevitabile conflitto tra i due generi. Secondo questa visione il definirci così, persone, basterebbe per situarci nel mondo in modo automatico e indolore, senza discriminazioni.

E’ la realtà a smentire chi lo sostiene: spesso usare il generico ‘persona’ è un modo per sfuggire all’ingombrante verità che l’avere un corpo maschile o uno femminile non è indifferente, in ogni società e visione culturale. Essere persone non basta per essere degne di memoria, diritti, cittadinanza, libertà.

Al contrario è basilare e vincolante il genere che ti capita alla nascita, per stabilire il proprio posto nella scala gerarchica collettiva, perché questa scala è costruita ancora, da tutte le culture della storia umana in modo molto, molto lontano dal considerare, ascoltare e dare valore equamente alle voci distinte dei due generi”.

al sito www.monicalanfranco.it e a quello www.puntorosso.it sono aperte alcune pagine del libro.

Monica Lanfranco è giornalista e formatrice sui temi della differenza di genere e sul conflitto. Ha fondato il trimestrale di cultura di genere  MAREA. Ha collaborato con Radio Rai International, con la rivista Carta, il quotidiano Liberazione, con Arcoiris Tv .

Cura e conduce corsi di formazione per gruppi di donne strutturati (politici, sindacali, scolastici e di formatori e formatrici) sulla storia del movimento delle donne e  sulla comunicazione di genere, nonchè sulla risoluzione dei conflitti in modo nonviolento nei luoghi di lavoro tra donne e uomini.

Il suo primo libro è stato nel 1990 Parole per giovani donne – 18 femministe parlano alle ragazze d’oggi. Nel 2003 ha scritto assieme a Maria G. Di Rienzo Donne disarmanti – storie e testimonianze su nonviolenza e femminismi e nel 2005 è uscito il volume Senza Velo-donne nell’Islam contro l’integralismo. Nel 2007 ha prodotto e curato il film sulla vita e l’esperienza della senatrice Lidia Menapace dal titolo “Ci dichiariamo nipoti politici”.

Redazione
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