Scor-data: 1 settembre 1921

Gli Usa si auto-bombardano

di d. b. (*)  

Quiz: quante volte sono stati attaccati gli Stati Uniti sul loro territorio? Contate e rispondete entro i canonici 30 secondi.

1, 2, 3…

(non barate)

29 e 30.

Risposte?

Certo l’11 settembre 2001. Ma prima? Se pensate a Pearl Harbour siete fuori strada, non era territorio statunitense. Gli inglesi? Beh, ma gli Usa erano ancora colonie. I messicani forse? Se non sto prendendo uno svarione è successo sempre il contrario: cioè i gringos hanno invaso e bombardato il Paese confinante (del quale infatti si dice «troppo lontano da dio e troppo vicino agli Usa»).

Però nel 1921 la nascente aeronautica statunitense era pronta a bombardare Blair Mountain che separa le contee di Mingo e di Logan (insomma monti Appalacchi, le zone più povere del Paese). Non fecero in tempo i piloti stelle-strisce perché le bombe erano già state sganciate da aerei privati. Sono quasi certo che sia stato l’unico attacco subìto in casa dagli Usa prima di Bin Laden. Ma se qualcuna/o ne sa più di me… fate un fischio e rettifico.

Chi legge forse si sta chiedendo: ma nel 1921 c’erano ancora nativi da “domare”? Siete fuori strada: la «soluzione finale» del “problema indiano” risale al trentennio 1860-1890. Nel 1921 sotto i bombardamenti non c’erano pellerossa ma pellenera per via del carbone (e qualche cuorerosso per idee). Erano i minatori ribelli, chiedevano di avere un sindacato per non morire come mosche. In diecimila – fra loro almeno due migranti italiani, Giacomo Diana e Nicola Aiello – furono costretti ad armarsi per resistere agli eserciti privati delle compagnie minerarie. Fu una lunga lotta. Finì, il 1 settembre 1921, nel sangue. I morti sparirono. A essere incriminati non furono i padroni e le loro milizie ma “il leader” dei minatori, Frank Keeney, con 550 suoi compagni: accuse di omicidio e di «tradimento». Allora i giornali la chiamarono «la guerra del West Virginia»ma oggi neilibri di storia – persino negli Usa – non c’è un rigo.

Quasi tutte le notizie che finora ho riassunto le devo ad articoli e libri di Sandro Portelli (sempre sia lodato per il suo sapere ma ancor più per la fatica che gli costa rendere semplice il complesso). Proprio quella Blair Mountain dove ci fu l’assalto aereo del 1921 ora verrà fatta saltare in aria perché una compagnia mineraria ha avuto il permesso di cercare altro carbone: e proprio su «il manifesto» Portelli ha raccontato la nuova resistenza che lì si organizza mentre riaffiora la memoria dei minatori bombardati nel 1921. Non c’è stato (e non c’è) solo questo nei profondi Appalacchi. Guardate da Donzelli «America profonda» (540 pagine per 35 euri) con il sottotitolo «Due secoli raccontati da Harlan County, Kentucky», sempre di Portelli. Lavoro e scioperi, tragedie e vittorie, canzoni e tumori, rivolte e repressioni: vite così dure che sembrano gli episodi di una lunga guerra civile (più corretto sarebbe dire guerra sociale). Quasi nulla ne sappiamo in Italia perché ben poco conosciamo gli Stati Uniti al di là dell’agiografia e del gossip. Infatti nessuno in Italia si accorse, alla fine degli anni ’70, di uno straordinario documentario (un successo clamoroso in mezzo mondo): era di Barbara Kopple, vinse un Oscar e si intitolava guarda un po’ «Harlan County, Usa». Parlava di minatori in lotta. Se lo recuperate… incantatevi a guardarlo: è un capolavoro dal punto di vista storico ma anche filmico.

(*) Oggi c’è stato un contrattempo. Nel senso che per vari problemi (una persona finita sotto un mezzo nubifragio, un computer rotto, ecc) non è arrivata la «scordata» concordata. Così per non lasciarvi senza ho recuperato questa mia che invece non avevo messo il 31 agosto (anche lì per problemi di computer)

Ricordo – per chi passa da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo – per l’appunto – contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. Per esempio sul 9 settembrenel mio babelico archgivio avevo questi appunti:  proprio il 9/9/9 cioè il 9 settembre dell’anno 9 nella foresta di Teutoburg termina l’espansione romana in Germania; 1598: Beatrice Cenci uccide il padre; 1613: rivolta di Lari Qaxa in Bolivia; 1737: nasce Luigi Galvani; 1849: nasce Cornelia Fabri; 1908: nasce Cesare Pavese; 1943: la fuga di Badoglio e del re; 1948: la Corea si spacca in due; 1954: Giulia Occhini arrestata per adulterio; 1957: tre contadini uccisi dalla polizia a San Donaci; 1966: tre finanzieri muoiono in un attentato a Malga Sasso; 1971: rivolta ad Attica, finirà in massacro; 1976: muore Mao; 1984: muore Yilmaz Guney; 1987: la Rigel salpa dalla Spezia, oggi si indaga sui rifiuti tossici affondati in Calabria; 1988: «il manifesto» accusa la questura di Trieste per l’assassinio di Radoslav Neagic; 1990: Cossiga rifiuta di essere interrogato da Casson per Peteano; 2004: una pagina del diario di Fiorani (cfr «Capitalismo di rapina», pag 243); 2007: condannato dal tribunale (non da Ratzinger) il  sacerdote argentino Von Vernich; 2009: ennesimo concorso truccato a Messina. E chissò, a ben cercare, quante altre «scor-date» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”. (db)

Redazione
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