Su «Www2: in guardia» di Robert Sawyer

In guardia per l’appunto. Dico a te, bipede pensante (più o meno) che stai leggendo. Eccoti una frase seguita da tre domande. Leggi con calma, prenditi un po’ di tempo e rispondi.

«Io sapevo che lei sapeva che tu sapevi che loro sapevano che tu sapevi che io sapevo che noi sapevamo che io lo sapevo.

Lei sapeva che tu sapevi che io sapevo che tu sapevi che io sapevo che tu lo sapevi?

Tu sapevi che io sapevo che loro sapevano che lei sapeva?

Io sapevo che lei sapeva che tu sapevi che noi sapevamo che tu sapevi?»

Ci stai pensando? Tranquilla/o, non ti faccio fretta. Magari mi rispondi domani in blog e ne discutiamo. Intanto io ti dico che Webmind non ha bisogno di pensarci su e risponde subito (pagina 29). Ma è ovvio visto lui è una Intelligenza Artificiale… o qualcosa di simile.

Di cosa sto parlando?

Okkay, un passo indietro.

Con alcune/i di voi ci eravamo lasciati (in blog) il 6 giugno di un anno fa con W Robert SaWWWyer oppure in edicola, stesso periodo, con le parole «Verso il futuro insieme» nell’Urania 1571 ovvero «Www1: risveglio» a firma Robert Sawyer. Per la precisione con questo dialogo:

«E adesso dove andremo Webmind?».

«Nell’unica direzione possibile, verso il futuro. Insieme».

La grande notizia – nel microcosmo – è che ora Caitlin, vispissima sedicenne, può vedere grazie a un congegno del professor Kuroda (ne saprete di più leggendo). Ma la più grande notizia – nel macrocosmo – è che da qualche parte c’è Webmind «una coscienza… un’intelligenza emersa spontaneamente, in qualche modo, nell’infrastruttura di internet». Però le graaaaaandi notizie (tipo Big Bang o la Genesi se credete) non sempre rimbalzano subito sui media e questo è il caso; di Webmind per ora sanno in pochissimi: Caitlin, i suoi genitori, Kuroda e Anna Bloom (nsdpl: ne saprete di più leggendo).

Ci eravamo anche lasciati con altri due intrecci sullo sfondo: strane notizie dalla Cina e un esperimento (all’istituto Marcuse) con Hobo, un ibrido di bonobo e scimpanzè. Tenete presente che gli scimpanzé sono una specie aggressiva mentre i bonobo… beh, avete presente la canzone di Caparezza? Queste due narrazioni parallele – Cina e Hobo – non si incasellavano bene con il resto ma… lettori e lettrici di poca fede aspettate «Www2» e magari 3, tutto sarà spiegato.

Bene ripartiamo dall’Urania 1583 (268 pagine per 4,50 euri; traduzione di Marcello Jatosti) in edicola ancora per un paio di settimane). Si apre con una dedica interessante: «a James Alan Gardner, che ha divulgato la teleologia al grande pubblico» e prosegue con due frasette interessanti: la prima (divertente, soprattutto se ci ripenserete verso pagina 24) di Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, mentre la seconda è una citazione piuttosto celebre – io ce l’ho anche su una maglietta – di Gandhi: «Occhio per occhio e il mondo diventa cieco».

La prima frase del romanzo – «Ora sapevo che cosa ero. Sapevo chi ero» – riguarda Webmind (a proposito il nome è stato “inventato” da Ben Goertzel e viene usato «su sua licenza») e la sua consapevolezza ma dopo poche righe irrompono Tony Moretti e Shelton Halleck, due super-sbirri del Watch, ovvero Web Activity Threat Contaiment Headquarters che letteralmente suona Centro per il contenimento delle minacce sulle attività in Rete ma, in realistichese, si traduce come antiterrorismo e – se occorre – terrorismo per i buoni che siamo noi, cioè il Paese con George Washington, l’aquila e Dio sulla stessa banconota.

Della trama vorrei dire pochissimo. Semplice e complessa, con una scrittura magnifica (siccome stra-lodo sempre Sawyer ora faccio il pignolo e dico: fooooorse un pochino troppe romanticherie) e un gran realismo nei personaggi – umani e non – sorretti da motivazioni che non ci sono estranee (le paure di sempre e la nuova sindrome del Grande Fratello, la ricerca della felicità a ogni costo, i dubbi sulla razionalità delle relazioni umane….).

Occhio al «dilemma del prigioniero» (specie se non lo conoscete) e ai test di Turing. A proposito dei nostri cugini un poco più pelosi, segnalo due interessanti citazioni di Sawyer: la posizione della Spagna, nel 2008, sulle «grandi scimmie» e nella fiction alcuni passaggi del film «Anno 2670-Ultimo atto» che forse avete sottovalutato. Quanto a Gandhi e dintorni Sawyer ricorda la «dichiarazione di Potsdam», ovvero l’imposizione al Giappone del disarmo totale, ma anche un fatto ben più recente ovvero che quell’ assoluto divieto ad armarsi venne ribadito con un referendum quando George Bush cambiò idea e tentò di imporre un ruolo militare all’alleato-suddito nipponico. Non conoscevo invece la poesia di Kipling sui «sei onesti servitori» e la trovo notevole (il che non attenua la mia antipatia per certo Kipling imperialista). Interessante la «Chiesa unitariana» e geniale il modo in cui Webmind sceglie di rivelarsi al mondo (non ve lo dirò, dovrete arrivare a pagina 188 per saperlo ma… se vi capita come a me, che ho divorato il libro, è questione di poche ore).

Un finale ottimista ma con alcune ombre – sapete la parte peggiore di quel Paese con Washington, aquila e Dio in banconota? Ecco, sempre loro – che fanno presagire un «Www 3» di scontro. Ma davvero quelli di Urania vogliono farci aspettare un anno? Infami.

Post scriptum sul premio Urania

Nelle ultime pagine si informa che la pre-giuria ha selezionato (su 170) i 5 racconti finalisti del premio Stella Doppia: segnalo che in una fantascienza italiana ancora abbastanza maschilista c’è anche una donna. Evviva. Vedremo (su un Urania tutto italiano) e leggeremo a novembre chi avrà vinto e avremo – a dicembre – sul portale Fantascienza.com tutti i racconti finalisti.

Redazione
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2 commenti

  • mi scrivono, sul disperato, un paio di amici sardi che WWW2 non si trova (in un caso… c’è ancora il precedente) e addirittura che molte edicole non ricevono Urania da mesi
    uprtroppo non posso essere da aiuto ma se qualcuna/o ha brillanti idee si faccia vivo qui in blog

    • replico (a me stesso) per informarvi che a Cagliari, facendo un piccolo giro di edicole, “WWW2” salta fuori
      allarme rientrato dunque
      in altre città immagino sia lo stesso, Urania è mal distribuita ma si trova; se magari un’edicola ne riceve una copia sola (e l’ha venduta) bisogna cercarne una più grandicella
      vi assicuro che questa piccola fatica vale la pena
      db

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