CPR: morti, torture, deportazioni e sportwashing

In questo piccolo dossier troverete: 1 – un articolo tratto da Nigrizia sulla cacciata delle ONG dalla Libia, sul rinnovo del memorandum di intesa Italia-Libia e un “aneddoto” sulla squadra dell’Inter; 2 – una notizia ripresa dalla newletter di Radio Onda d’Urto sull’arresto di Almasri; 3 – un articolo di Sbilanciamoci sui centri di detenzione in Albania; 4 – una

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Arpad Weisz, l’allenatore ebreo inghiottito da Auschwitz

Vincitore di tre scudetti con Inter e Bologna negli anni Trenta del Novecento, il tecnico ungherese fu deportato con la sua famiglia nei campi di concentramento nazisti e il 31 gennaio 1944 morì ad Auschwitz. Nel 1938 era stato costretto ad abbandonare l’Italia a seguito delle “leggi razziali”. Un altro valido motivo per lottare oggi contro la presenza del fascismo

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