Un altro succoso Marte-dì

1 – «L’ultima colonia» (di John Scalzi) potrebbe farmi innamorare; 2 – Sembra un buon periodo per Urania; 3 – Anche queste le ho trovate in archivio e mi sembravano gustose; 4 – esoscheletri; 5 – «Persino i Klingon» (di Maria G. Di Rienzo); 6 «Diagrammi di Venn»; 7 – Appuntamenti.

1 –

Da un po’ di tempo incontro gli scritti di John Scalzi ovunque. Mi piaaaaaaace: quando fa lo scrittore «d’avventura»; quando ironizza; e anche nella versione del “mini teatro” per sbeffeggiare un antifemminista (vedi in blog 7 giorni fa). Mi piace, anche se – devo essere sincero – per ora non era scattata la molla (esiste un “punto db” simile al punto “g” o “gg” come “ginecologo Gräfenberg”?) dell’innamoramento totale come è accaduto a tante/i verso Scalzi. Però il finale di «L’ultima colonia» ha fatto sussultare il mio cuoricino, sento che almeno una “cottarella” è possibile, per l’amore pieno e selvaggio ancora non mi sbilancio.

Fresco fresco da Gargoyle (editore vivacissimo) «L’ultima colonia» – edizione originale 2007, traduzione di Benedetta Tavani: 320 pagine per 18 euri – chiude una trilogia ma potete tranquillamente partire da questo. Sino a metà avrei detto soltanto che il romanzo mi piaceva e che lo consigliavo a chi ama la fantascienza “d’avventura” ma sensata e ben scritta. Però non lo avrei messo nella lista dei miei favoriti. La seconda parte del libro mi ha invece intrigato moooooolto di più. La bravura di Scalzi è anche di re-inventare il deja vu: colonizzazione, guerre, perfino un classico “processo”, alieni, addirittura una fugace apparizione di «lupi mannari» con intrighi a go-go. Geniale l’idea di discutere per un’intera pagina sul ruolo del piscio nelle colonie (d’altro canto «questo pianeta puzza d’ascella» nota la fulmicotonica Savitri). Mi è molto piaciuta la doppia versione di cosa accadde a Coventry, mi ha incantato il pre-finale (con la forza della verità) mentre il finale d’amore non rituale mi ha persino commosso (e se proprio volete esagerare con la tenerezza c’è pure la coda di una bella dedica a Kristine Scalzi).

Come qui si lascia scappare – ad altri propositi? – la soldatessa Jane «l’avventura è sopravvalutata». Verissimo e poi John Scalzi lo mostra bene ma d’altro canto senza avventure, ritmo e personaggi da amare e/o odiare e/o capire io non leggerei 300 pagine. E neppure voi mi auguro.

2-

Fra 7 giorni vi proporrò la mia ri-lettura di «Angelo meccanico» (Urania 1611, appena uscito in edicola) di Richard Paul Russo; toh, un altro cognome che suona italo-americano. Vedo che si annuncia un novembre interessante per chi compra gli Urania: nella collana Millemondi (volumoni quadrimestrali) «Pandora e altri mondi» di Frank Herbert, poi la ristampa di «A noi vivi» di Robert Heinlein e infine «Cuori strappati» di Glauco De Bona, il vincitore del premio Urania 2013.

3 –

Tempo fa, cercando tutt’altro, ho trovato nel mio babelico archivio anche un blocchetto di citazioni e appunti che si muovono tra scienza e fantascienza. Eccone qualcuna. «La maniglia della porta aprì un occhio azzurro e lo fissò»; gli appassionatissimi avranno riconosciuto l’inizio di «L’altra realtà» di Henry Kuttner, pieno di idee geniali e di misteri che per essere risolti non hanno bisogno di uno scienziato poco elastico perché quel tipo di mente la «si può paragonare a un ventaglio: dalla parte larga è una mente molto immaginativa ma nella parte stretta è rigidamente legato a basi scientifiche date per scontate».

Sul suddetto Kuttner si inserisce bene quest’altra frase di un certo Albert Einstein che, fra l’altro, faceva boccacce: «Ci sono due modi di vivere la tua vita. Una è pensare che niente è un miracolo. L’altra è pensare che ogni cosa è un miracolo».

Altro genio scientifico, Marie Curie: «Lo scienziato nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino davanti a fenomeni della Natura che lo affascinano come un racconto di fate».

E per questa settimana finisco con – nientemeno – «Cuore di tenebra» dell’uomo che scelse di chiamarsi Joseph Conrad: «Voi lo vedete? E la storia la vedete? Vedete qualcosa? E’ come se stessi cercando di raccontarvi un sogno che possa rendere la sensazione del sogno, quel miscuglio di assurdità. Di sorpresa e di sconcerto nello spasimo di un’affamata ribellione, quella sensazione di essere prigionieri dell’incredibile che è l’essenza stessa dei sogni». Uh e poi uh. «Un’affamata ribellione» e «prigionieri dell’incredibile»… non vi sembrano le definizioni adatte anche alla migliore fantascienza?

4 –

Mi segnalano che negli Usa si stanno sperimentando esoscheletri per usi militari: http://www.ditadifulmine.net/2009/06/esoscheletri-militari.html#.UkbdxH9BCho. E io che volevo una colonna vertebrale di ricambio che faccio? Quando saranno disponibili esoscheletri per gli antimilitaristi?

5 –

Dal bellissimo sito «Lunavola» riprendo il post (29 settembre) «Persino i Klingon» di Maria G. Di Rienzo che parte dalle divertenti fotografie di Ashley Eckstein che potete vedere lì.

Nell’universo fantascientifico di Star Trek, la cultura del popolo Klingon è definita essenzialmente come “guerriera”, con tutto il corollario di violenza, militarismo, schiavismo, suicidi per onore e cibi ancora vivi e vini al sangue che se non conoscete potete facilmente immaginare: la loro mitologia insegna persino che i primi Klingon uccisero gli dei che li avevano creati.

Ma queste immagini (di fans in costume alle convention) mostrano che c’è sempre speranza.

Anche i Klingon possono essere giocosi, allegri e pacifici.

Diamoci da fare in questo senso, umanità, e abbandoniamo la violenza: o al 23° secolo – quello in cui inizia la storia di Star Trek – mi sa che non ci arriviamo proprio.

6 –

Se andate su Linguaggio Macchina (o sul colonnino qui in blog dove i pezzi di Andrea Mameli vengono regolarmente linkati) trovate «Diagrammi di Venn, tra zombi, robot e alieni». Anche io – come Andrea Mameli – la prima volta che li ho visti sono rimasto a bocca aperta; poi naturalmente mi sono ricomposto per non far notare in giro i miei lunghi canini.

7 –

Degli appuntamenti di Schio (il 9 ottobre) e Trieste (dal 29 ottobre al 3 novembre) leggerete nei post successivi (rispettivamente: una provocazione di Riccardo Dal Ferro e un’informativa di Fabrizio Melodia) di codesto affollato Marte-dì. Qui sotto vi incollo – se ci riesco, sono una schiappa – le belle copertine di due nuove super-guide Odoya. Ne saprete di più prossimamente: care e cari, in codesto blog si centellinano le informazioni e le emozioni… non per cattiveria ma perché abbiamo la “strana” abitudine di leggere i libri dei quali parliamo.

Le fantaguide – cinema di fantascienza e letteratura horror – saranno presentate a Firenze il 9 ottobre da Stratagemma (alle 17,30 in via dei Servi 15 rosso, 055 215912, info@stratagemmaonline.com) con gli autori Walter Catalano, Roberto Chiavini e Gian Filippo Pizzo. Sempre a proposito delle fantaguide il giorno prima (verso le 16) potrete ascoltare un’intervista a Pizzo su Radiotre, ovviamente alla trasmissione «Fahrenheit» che nel cuore di tutti i coltraniani sempre sta.

 

 

Redazione
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