Usa: zero tolleranza per i minori

Dopo la vicenda di Cristian Rodriguez, un bambino di 13 anni che rischia l’ergastolo in Florida, un viaggio tra i “bambini cattivi” degli Stati uniti, arrestati e processati come adulti.

di Marco Cinque

Cosa può mai succedere a una ragazzina di 12 anni che sgranocchia una patatina fritta nella stazione metropolitana di un qualunque Paese democratico?  In Italia, Francia o Germania nulla di  male, ma se ci si trova a Washington, negli Stati uniti,  è un gesto che può costare molto caro e non  a causa di qualche malintenzionato o poco di buono, ma per mano degli stessi tutori dell’ordine. Quel che successe alcuni anni fa  ad Ansche  Hedgepeth è surreale e grottesco. uando eraQuand Venne arrestata quand’era dodicenne proprio per aver mangiato una patatina mentre aspettava una compagna di scuola, grazie a un rigurgito repressivo del Distretto di Columbia che prevedeva la cosiddetta “tolleranza zero” per reati anche di piccola entità, tra cui, era previsto anche il divieto di consumare cibo all’interno delle stazioni della metropolitana.
La bambina dovette subire tutte le degradanti procedure dell’arresto: ammanettata, perquisita, umiliata, privata dei lacci delle scarpe ed anche dell’inviolabilità di quella dignità umana che dovrebbe essere garantita a tutte le persone, soprattutto ai bambini. Terrorizzata, Ansche pianse per tutto il tempo. Fu poi fatta sedere nella vettura della polizia, in uno scompartimento chiuso, condotta in un centro di detenzione per minorenni dove le vennero prese le impronte digitali e scattate foto segnaletiche come a un qualsiasi criminale. Ma la cosa più assurda sta nel fatto che, per lo stesso identico “reato”, un adulto è punibile con una semplice multa, a differenza dei minorenni che sono raramente in possesso di documenti d’identità e sembra siano inclini a mentire sulle loro generalità. Alla faccia del  Quarto e Quinto Emendamento della Costituzione dove si afferma che nessun cittadino può essere discriminato!
In questo caso invece è accaduto l’inconcepibile. Oggi Ansche ha la vita rovinata da quella dolorosa vicenda e dalla sua fedina penale che, secondo la recente decisione presa dopo 4 anni di inutili ricorsi dal Giudice Federale John Roberts (ora Capo della Corte Suprema USA), dovrà restare sporca per sempre, semplicemente per aver mangiato una maledetta patatina.
Oltre ai casi di Ansche e di Cristian Rodriguez (un tredicenne che rischia la galera a vita), divulgati dal Comitato Paul Rougeau, le vicende giudiziarie e poliziesche statunitensi sono piene di  bambini dai 5 ai 13 anni perquisiti, ammanettati, arrestati e processati alla stregua dei furfanti più incalliti.
Sono molti gli arresti, spesso frutto di abusi di potere, consumati nelle scuole americane: nel 2007, nella Cavaliere High School californiana di Palmdale, le guardie della sicurezza hanno aggredito, rompendole un braccio, una studentessa sedicenne che aveva fatto cadere in terra le briciole di una torta e non le aveva raccolte, assaltando poi con brutalità anche un altro studente che riprendeva la scena con un telefonino. Per coprire l’aggressione, condita persino da insulti razzisti, gli agenti hanno fabbricato prove false per incriminare i minori, facendoli arrestare il giorno successivo.
Nel 2010, a  New York, la dodicenne Alexa Gonzalez è stata ammanettata e trasferita nella stazione di polizia per aver scarabocchiato con dei pennarelli sul suo banco scolastico frasi innominabili come: «Io amo i miei amici Abby e Fede». L’organizzazione New York Civil Liberties Union ha intentato una causa relativa a più di 20 casi di arresti illegali e abusi fatti dai funzionari della sicurezza nelle scuole dello Stato di New York.
Persino le scuole d’infanzia non sono immuni dagli interventi di zelanti poliziotti, totalmente estranei al senso della misura e anche del ridicolo, come quelli che l’anno scorso hanno ammanettato e arrestato Michael Davis, un bimbo di appena 5 anni, nella scuola di Stockton, in California. E Michael non è l’unico cui è toccata questa sorte, anche ad un’altra vivace bimbetta della stessa età, in una scuola materna di St. Petersburg, in Florida, è stato riservato lo stesso inqualificabile trattamento.
Evelyn Towry, una bambina autistica di 8 anni, è stata prima maltrattata dal personale della scuola elementare di Kootenai, riportando segni e lividi sul corpo, poi ammanettata e arrestata dalla polizia; ma pure qui la scena si è ripetuta, con  un altro bimbo disabile di 8 anni afflitto da autismo, arrestato dagli agenti della polizia di Denver.
Una bambina di 10 anni, Reagan Green, è stata arrestata  e incriminata di aggressione a Flower Mound, in Texas, a seguito di una baruffa avuta con la sua sorella maggiore.
Il 29 aprile del 2010 il giudice Duane Huffer di un tribunale per Minori dell’Indiana, decretò che il dodicenne Paul Gingerich venisse processato come un adulto per aver ucciso con un’arma da fuoco il patrigno di un suo amico.
L’elenco sarebbe ancora piuttosto lungo e potrebbe sembrare uno scherzo di cattivo gusto, se non il tentativo di offuscare la credibilità di una nazione troppo generosamente accreditata di elevati livelli di rispetto dei diritti civili e umani, ma in verità questa vuole essere semplicemente una presa d’atto dell’amara realtà che si consuma con inquietante regolarità negli Stati uniti, dove ben 70 ragazzini di 13 e 14 anni sono stati condannati all’ergastolo senza la possibilità di liberazione (come documentato dall’organizzazione Equal Justice Initiative) e dove  attualmente ci sono oltre 2000 giovani condannati a morire in carcere.
Tutti gli studi neurologici, psicologici e sociologici confermano che i bambini di 12 e 13 anni hanno spesso un senso di responsabilità non sufficientemente sviluppato. Proprio per questo sono considerati immaturi per votare, guidare, sposarsi senza il consenso dei genitori, bere alcolici e hanno ancora l’obbligo della frequenza scolastica. Ma sono incomprensibilmente considerati maturi per essere arrestati, processati e spediti in gattabuia come qualsiasi adulto.
La maggioranza dei ragazzini condannati a morire in prigione per reati commessi nella fase adolescenziale provengono da ambienti di degrado ed emarginazione. Hanno vissuto situazioni di abbandono, povertà, violenza, abusi fisici e sessuali. Inoltre, i minori destinati nelle carceri per adulti rischiano di essere aggrediti e violentati cinque volte di più che se si trovassero in carceri minorili ma, in ogni caso, per loro andare in galera è esattamente come finire nell’ultimo girone del peggiore inferno.
Per fortuna di molti degli attuali galeotti in braghe corte, il 1 marzo del 2005 la Corte Suprema votò, a stretta maggioranza, la sospensione della pena di morte per i minorenni, altrimenti una parte di loro avrebbe seriamente rischiato di essere affidata alle mani del boia. Il patibolo persiste purtroppo per i malati mentali, che probabilmente ispirano meno compassione dei pur temibili furfanti in erba.
Alla luce dei casi riportati, che sono solo la punta di un iceberg ben più vasto e profondo, verrebbe da pensare, al di là degli abusi e dei diritti violati,  che la pedagogia stessa sia una materia totalmente sconosciuta a molti legislatori, insegnanti, giudici e poliziotti americani. La caccia ai bambini cattivi è aperta ormai da troppo tempo, sarebbe bene che i governi dei paesi alleati aiutassero i “cacciatori” a chiuderla al più presto.

* Per il Comitato Paul Rougeau ha collaborato Grazia Guaschino

SCHEDA – Breve menù degli orrori

Segnaliamo altre tristi vicende, molte delle quali sono reperibili in video a dir poco shoccanti, per lo più pubblicati su youtube.
–  Kevin, un bambino di 7 anni, è accusato di aver rubato una bicicletta e arrestato da una solerte agente che gli legge i suoi diritti mentre lo priva di un diritto elementare infinitamente più grande. Nelle immagini il bambino non trattiene le lacrime e piange a dirotto.

– Due ragazzini fermati nei pressi di un supermercato, interrogati, perquisiti e ammanettati da un agente. Nelle immagini è evidente il trauma emotivo cui i due minori sono sottoposti.

– Una bimba di appena 5 anni denunciata da un’insegnante, mentre viene circondata da tre poliziotti e ammanettata nella scuola d’infanzia dove è stata prelevata. Questo videoclip è stato visto da oltre mezzo milione di persone.

– Le immagini di una brillante operazione di polizia culminata nell’arresto di un pericoloso gangster di ben 13 anni.

– Una dodicenne arrestata per uno dei crimini più odiosi: imbrattare un banco scolastico con  qualche scarabocchio.
www.youtube.com/watch?v=Ev6A7pd5Ni4
– Un altro poco raccomandabile dodicenne ammanettato a Palm Bay
www.youtube.com/watch?v=L75A5tBARb4
– Sembra che le scuole d’infanzia siano dei covi di piccoli e violenti malfattori: qui l’arresto di un altro bimbo di soli 5 anni accusato di aver dato un calcio a un poliziotto. Da notare che la scuola aveva chiamato l’agente pensando fosse un metodo correttivo che potesse “educare” un bambino troppo vivace.

–  Un incallito afroamericano dedito al crimine che, alla veneranda età di 8 anni, ha già subito il record di 5 (cinque) arresti.
www.youtube.com/watch?v=UMEk07y2Qf8
– Alcuni video di bambini processati e trattati come pericolosi serial killer, vestiti con le classiche tute da detenuti e avvolti di catene e manette davanti alle Corti che li hanno giudicati.
www.youtube.com/watch?v=XnqNroEafTE
www.youtube.com/watch?v=jzbgXvWc1HI
www.youtube.com/watch?v=dZIUzGDc2S4

UNA BREVISSIMA NOTA
Articolo e scheda sono stati pubblicati ieri su “Il manifesto”; su 12 anni: condannato all’ergastolo (sempre a firma Marco Cinque) trovate la storia di Cristian Rodriguez. (db)

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

  • Sul momento ho pensato di copiarlo, ma pensando al lavoro che avrei dovuto fare, ripercorrendo il calvario di orrori esposti, non me la sono sentita di farlo (mortacci loro! che lo fanno…).
    Troverò altre occasioni per scopiazzarti…

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