Ci manca(va) un venerdì – 72

Brexit o non Brexit? Forse non era questo il problema

di Fabrizio “Astrofilosofo” Melodia

FanCMUV-brexit

La massima del popolo inglese è «Business as usual [Affari come sempre]» o almeno così affermava l’ex premier britannico Winston Churchill.
Brrrrrrexit o non brrrrrrexit? Senza troppo tremare i britannici hanno votato e a breve usciranno – in teoria – da Eurolandia.
In fin dei conti la Gran Bretagna non c’è mai stata nella Ue, dove la parte del leone al “Monopoli” della Bce l’ha fatta la FRAMANIA, ovvero l’alleanza/sfida tra la Francia e la Germania riguardo all’egemonia economica.
Se gli affari sono, come sempre, affari … probabilmente una parte del popolo britannico ha subodorato la fregatura del TTIP, accordo capestro tutto a vantaggio delle multinazionali – a dominanza Usa – dell’agricoltura, che avrebbe creato la dipendenza totale dell’Europa per l’acquisto delle loro sementi Ogm (geneticamente modificate). Se questo è uno dei motivi del Brexit, molti inglesi non hanno perso qualche venerdì. Anzi.
Purtroppo è anche vero che la presunta culla della democrazia si è rivelata ancora una volta un posto alquanto violento, con l’assassinio di Jo Cox.
Invece per quel che riguarda le “regole” della partecipazione elettorale l’Inghilterra, non ha mancato al suo diritto/dovere civile, un comportamento che non deve essere molto gradito all’italiano Renzi. Lì prima si va a votare, poi – se non piove – al mare.
Ed ecco certi “opinionisti” italici a inventarsi l’«eccesso di democrazia», qualsiasi cosa possa significare.
Per certi versi adesso ha più problemi chi resta, con tutte le questioni più spinose rimaste aperte. In teoria la Comunità Economica Epicurea – pardon: Europea, era un lapsus filosofico – adesso dovrebbero agire come un solo essere per il bene di tutti e non solo delle ristrette lobby economiche. Conoscendoli…. ci credete? Io temo che sul futuro europeo abbia molte ragioni Bifo: se non l’avete ancora letto, è qui: L’inglese se n’è gghiuto.
Grandi casini in continente e tutto relativamente tranquillo in Albione? Chissà. Per dirla con George Orwell: «E poi l’Inghilterra – l’Inghilterra meridionale, probabilmente il paesaggio più curato del mondo. Quando lo si attraversa, soprattutto se, reduci dal mal di mare, si è tranquillamente sprofondati fra i morbidi cuscini del treno che dal porto va a Londra, riesce difficile credere che qualche cosa da qualche parte accada veramente. Terremoto in Giappone, catastrofi per fame in Cina, rivoluzioni in Messico? Nessuna preoccupazione, domattina il latte sarà come sempre davanti alla porta di casa e il “New Statesman” uscirà venerdì». E oggi è venerdì.

 

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

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