Con la strage di Piazza Fontana del 1969 inizia…

… la nuova offensiva padronale contro la democrazia. Le riflessioni di Umberto Franchi

 

A 54 ANNI DAL 12 DICEMBRE 1969 PER NON DIMENTICARE LA SCONFITTA DEL MOVIMENTO OPERAIO

 

In primo luogo occorre ricordare alcune tappe.

 

ECCO GLI ATTENTATI PIU’ IMPORTANTI DELA «STRATEGIA DELLA TENSIONE» CON IL TERRORISMO DI STATO ORGANIZZATO DALLA CIA USA E SERVIZI SEGRETI ITALIANI, UTILIZZANDO I NEO FASCISTI E LE TRAME  DELLA P2, CON TENTATIVI DI GOLPE (DE LORENZO nel 1964, JUNIO VALERIO BORGHESE nel 1970) CON LA COMPLICITA’ DI FORZE POLITICHE DI CENTRODESTRA E DEGLI APPARATI MILITARI, SEMPRE IN CHIAVE ANTICOMUNISTA E  CONTRO IL MOVIMENTO OPERAIO (E QUELLO STUDENTESCO E SOCIALE CHE SI SVILUPPA DAL 1968).

 

  • 25 APRILE 1969, FIERA DI MILANO: una bomba al padiglione della FIAT provoca diversi feriti gravi ma nessun morto;
  • 9 AGOSTO 1969: vengono fatte scoppiare 8 bombe su diversi treni che causeranno 14 feriti gravi ma nessun morto;
  • 12 DICEMBRE 1969 – BANCA AGRICOLTURA IN PIAZZA FONTANA A MILANO: 17 morti (e 88 feriti) con l’anarchico Pinelli gettato da una finestra della questura perché non confessava di avere messo lui la bomba come invece volevano dicessero  inquirenti ;
  • 12 DICEMBRE 1969: bomba inesplosa alla banca commerciale di Milano, in Piazza della Scala; e altre tre bombe scoppiano a Roma (in un sotterraneo di via Veneto) con 13 feriti gravi, mentre altre due bombe vengono fatte esplodere all’altare della Patria;
  • 22 LUGLIO 1970  A GIOIA TAURO : un treno deraglia a causa dei binari fatti saltare da una bomba: 6 persone morte e 62 feriti;
  • 31 MAGGIO 1972 A PETEANO (GORIZIA): viene fatta saltare in aria con telecomando una auto 500, con 3 carabinieri morti e altri 2 feriti;
  • 17 MAGGIO 1973 a MILANO durante una cerimonia davanti alla questura centrale Gianfranco Bertoli (che si autodefiniva anarchico individualista ma era al soldo dei servizi segreti italiani) getta una bomba provocando 4 morti e 40 feriti;
  • 28 MAGGIO 1974 A BRESCIA in PIAZZA DELLA LOGGIA: Durante una manifestazione sindacale antifascista (contro precedenti attentati) viene fatta esplodere una bomba nascosta in un cestino i rifiuti provocando 8 morti e 16 feriti;
  • 4 AGOSTO 1974 : una bomba viene fatta esplodere sul treno ITALICUS mentre era all’interno della galleria di San Benedetto val di Sambro (Bologna) provocando 12 morti e  105 feriti;
  • 27 GENNAIO 1976 , strage di Alcamo Marina (Trapani)
  • 27 GIUGNO 1980; strage di Ustica
  • 2 AGOSTO 1980 STAZIONE DI BOLOGNA : una bomba viene fatta esplodere nella sala di aspetto provocando la morte di 82 persone e oltre 200 feriti;
  • 23 DICEMBRE 1984 sempre nella galleria di VAL DI SAMBRO viene fatta esplodere una bomba sul treno rapido 904 con 17 persone morte e 260 feriti.

E purtroppo l’elenco è imcompleto

TUTTI I MANDANTI DI QUESTI ATTENTATI SONO RIMASTI IMPUNITI, CONDANNATI SOLO ALCUNI ESECUTORI…  SENZA MAI FAR VENIRE ALLA LUCE I VERI MANOVRATORI !

 

 

Fu una vittoria per le forze borghesi economiche e politiche garanti del capitalismo ma credo non avrebbero vinto senza gravi errori anche da parte del sindacato e delle sinistre.

 

La “strategia della tensione” – bombe e stragi – faceva parte della risposta del potere capitalista come le successiva ristrutturazioni aziendali (a partire dalla FIAT) e la chiusura delle fabbriche.

 

Quei “poteri forti”  non sarebbero passati  se “i capi politici e sindacali” – a partire dalla «marcia dei 40 mila» (in realtà erano 20.000) alla Fiat nell’ottobre 1980 – non si fossero spaventati arretrando e divenendo di fatto complici.

 


 

DOPO LA SCONFITTA OPERAIA ALLA FIAT INIZIO’ UN’ALTRA STORIA .

Per oltre 30 anni stampa TV, economisti ben pagati, politici di destra (anche quelli che si consideravano “di sinistra”) hanno detto:

 

  • i sindacati hanno troppo potere, i lavoratori sono privilegiati, i pensionati rubano il futuro ai giovani andando in pensione troppo presto, la sanità pubblica è insostenibile e costa troppo allo Stato, gli ammortizzatori sociali alimentano il parassitismo dei disoccupati, lo Stato non deve gestire le imprese e le aziende pubbliche, tutti i beni pubblici vanno privatizzati, ecc…;
  • Questo continuo martellamento ideologico è servito per fare le “riforme” che in realtà sono state controriforme, mettendo al centro la validità del “libero mercato” nella globalizzazione mondiale, spostando immense ricchezze dai ceti medio-bassi a quelli più ricchi, con il 10% di popolazione che detiene il 55% di tutta la ricchezza presente nel nostro Paese;

 

 

La classe lavoratrice dunque è stata sconfitta. E abbiamo avuto:

 

 

  • I vari governi di centrodestra e centrosinistra (negli ultimi 40 anni) si sono piegati ai voleri del liberismo sfrenato e del Dio mercato, riducendo i salari reali, allungando gli orari di lavoro e l’età pensionabile, precarizzando il lavoro, smantellando storici diritti sociali, eliminando la scala mobile, azzerando il sistema retributivo delle pensioni e riducendo il valore reale delle stesse, privatizzando gran parte dell’apparato industriale, accettando l’euro come moneta unica e così perdendo completamente ogni forma di sovranità monetaria, realizzando tutte le politiche di austerità imposte dall’Unione Europea. Le conseguenze sono state: licenziamenti, aumento della povertà e delle differenze sociali (ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri), calo dell’occupazione, peggioramento delle condizioni di lavoro (con aumento anche degli infortuni mortal), deterioramento dell’ambiente e del territorio…
  • Le aziende pubbliche dello Stato, i beni pubblici e servizi sono stati svenduti a grandi capitalisti con grave danno per i cittadini che devono pagare di più per ottenere servizi peggiori nelle ferrovie, per luce, gas, acqua, ecc…;
  • La sanità è stata in gran parte privatizzata a favore delle cliniche private e quello che è rimasto non è funzionale a cura e prevenzione: le morti dei pazienti per Covid 19 sono dipese al 90% dalle disfunzioni e insufficienze della sanità pubblica per i tagli degli organici (medici ed infermieri) e dei servizi nel territorio. Gli ospedali sono diventati aziende che devono fare profitti e appunto i chiamano ASL (Aziende Sanitarie Locali) anziché USL (Unità Sanitarie Locali) come era previsto.
  • La maggioranza delle pensioni sono di fame ma contemporaneamente è aumentata la disoccupazione (con quella giovanile al 30%);
  • I morti sul lavoro ogni anno sono oltre 1.300 secondo i dati ufficiali (ma in realtà sono di più, usando vari “trucchetti” statistici; come più volte spiegato su questo blog – NDR), ai quali vanno aggiunti i medici e infermieri che sono deceduti durante la pandemia che è stata affrontata senza piani, strutture e finanziamenti sufficienti. In generale rispetto a chi lavora manca ogni quadro di riferimento: formazione, informazione, addestramento e aggiornamento, investimenti tecnologici …
  • Il lavoro è stato frantumato, delocalizzato, precarizzato, flessibilizzato con gravi ricadute sulla qualità dei prodotti e soprattutto sulla vita di lavoratori e lavoratrici. Nelle aziende ci sono con le stesse mansioni ma che in parte somo prive di tutele e ricevono salari di merda cioè ancora peggiori dei loro colleghi;
  • I diritti sono stati distrutti fino alla cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, dando la possibilità ai padroni  di poter licenziare senza un giusto motivo o per ragioni “economiche” che però l’azienda non è tenuta a giustificare;
  • I salari sono tra i più bassi in Europa , del 3% inferiori a 30 anni fa mentre il costo della vita rispetto a 30 anni fa è aumentato del 120%. Gli stagisti e altri lavoratori “occasionali” vengono pagati persino con buoni (voucher) .
  • A causa di tutto ciò siamo in deflazione, con la maggioranza delle piccole imprese in crisi per il calo dei consumi e la mancanza di commesse.
  • OGGI LE IMPRESE COSA FANNO ?  
  • I datori di lavoro sanno che il potere di contrattazione sindacale è stato indebolito soprattutto dalla mancanza dei diritti, ritornando alla realtà esistente in Italia prima del 1968; sanno che la disoccupazione è cresciuta… quindi anziché effettuare investimenti innovativi “alti” di processo e di prodotto , preferiscono continuare a ridurre il costo del lavoro. Possono dire: lavora in condizioni di non sicurezza, anche se sei ammalato, non scioperare, e accetta i voucher, altrimenti li c’è il cancello, tanto posso sostituirti con una lunga fila di disoccupati … I profitti vengono investiti solo in attività finanziarie speculative.

 

 

  • Ma il sindacato cosa fa?  Cosa è diventato?  
  • Il potere di contrattazione è stato limitato, gli scioperi sono diventati rari. Di fatto i sindacati nella nuova realtà sociale fanno assistenza e non contrattazione gestendo le ricadute negative sui lavoratori delle scelte fatte dalle imprese e dai governi… 

 

  • Grave errore anche l’aver fatto uno sciopero “finto” (di 4 ore) contro la riforma pensionistica di Fornero e una vergogna che non sia stato indetto nessuno sciopero contro l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

11 dicembre 2023

LE VIGNETTE – scelte dalla redazione – sono di Mauro Biani e Benigno Moi.

 

 

 

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Un commento

  • Un quadro molto chiaro e preciso di quello che è successo purtroppo alla società italiana negli ultimi 55 anni.
    Aggiungerei lo scopo primario di distruggere il PCI . Tutto per volere degli USA tramite Kissinger e con la complicità dei servizi segreti italiani, fino ad arrivare per questo all’ omicidio Moro , con la più cinica e criminale condotta . Uccidere, eliminare, compiere stragi, per presunti pericoli e reali interessi di potere e supremazia.
    Come sta accadendo tragicamente anche adesso d’altra parte.
    Aggiungerei anche che pure la scuola è diventata un’ azienda. Il Direttore Didattico esperto di attività e metodi e attento alle relazioni scolastiche non esiste più, adesso ci sono i Dirigenti (dell’ azienda scuola) che gestiscono l’ immagine della scuola, la visibilità, gli aspetti finanziari, i progetti extra, un’ infinità di riunioni ( tutti aspetti che certo servono) ma sanno poco o nulla dell’ effettivo lavoro didattico.

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