Ig Nobel 2011

Se nulla sapete dei premi Ig Nobel (assegnati la notte scorsa) si rimedia subito, qui sotto Fabio De Sicot e Daniele Barbieri vi raccontano: il primo articolo è uscito su «Il dirigibile» ieri e il secondo (parola più, parola meno) oggi su «L’unione sarda».

di Fabio De Sicot

Star svegli tutta notte per guardare (e ridere (molto)) sulle deliranti scoperte del delirante premio ig-nobel è roba da nerd, o da geek, o da appassionati di scienza. Le coreografie, i cappelli, e tutto quello che ruota attorno agli ig-nobel è qualcosa da far drizzare i capelli agli accademici, ma capace di risvegliare il fuoco sacro della scienza per chi appassionato di scienza non è.

Nata dalle menti malate della rivista “Annals of Improbable Research”, i premi ig-nobel sono oramai appuntamento fisso per tutti coloro che, come dichiarato espressamente nelle finalità, vogliono “prima ridere e poi pensare”. Ogni anno, dal 1991, si attribuiscono ben 10 premi. Tutto come se fosse vero: si proclama la ricerca col relativo paper e i relativi autori, vengono annunciati i vincitori, si presentano sul palco, ricevono gli applausi, fanno il loro speech, e se ne vanno. Cambiano solo gli argomenti. Solo le ricerche più deliranti vincono gli ig-nobel, non quelle canoniche. Hanno vinto nel passato ricerche come “la coca cola usata come spermicida” oppure “il crock delle patatine” o “il modo migliore per inzuppare un biscotto” o “composti chimici responsabili dei piedi che puzzano”.

Presentatore della serata (ormai un classico, come il curry sulle patate al forno) è Marc Abrahams. Coadiuvato nella presentazione da Karen Hopkin, e dalla mitica miss Sweetie Poo, ovvero Tabatha Bohmbach. Nell’idea che ogni premiazione debba essere divertente, fresca e non noiosa, ogni qualvolta uno speech risulta essere pedante, o peggio ancora incomprensibile, arriva miss Sweetie Poo urlando “Please stop, I’m bored!”. In premio una tavola (periodica) disegnata su una tavola lignea (non periodica). Più chiaro di così…

Una serata ig-nobel altamente 2.0. Durante il webcasting, ho contato più di 50 tweets con l’hashtag #ignobels, e perlomeno una decina di blogger che coprivano l’evento live. Sicuramente il tweeter che ha trattato meglio la serata è stato @scicurius, l’autore del celebre blog “Neurotic Physiology” sul network scientopia, con i suoi commenti incredibili, e le sue notazioni a margine. Commentava in uno dei suoi primi tweet “This is already the best and most random ceremony i have ever been to #ignobels”. E come dargli torto. L’appuntamento è fisso. E le risate anche!

E allora, siete pronti a conoscere gli ig-nobel di quest’anno? Mettetevi comodi… rullo di tamburi…

– Fisiologia
ad Anna Wilkinson, Natalie Sebanz, Isabella Mandl e Ludwig Huber per aver compreso che gli sbadigli (sbadigli? quali sbad… zzzz…. ) delle tartarughe non sono contagiosi

– Chimica
a Makoto Imai, Naoki Urushihata, Hideki Tanemura, Yukinobu Tajima, Hideaki Goto, Koichiro Mizoguchi e Junichi Murakami per aver inventato un allarme olfattivo a base di wasabi (sì sì, proprio wasabi!) che avverte il malcapitato in caso di incendio

– Medicina
a Mirjam Tuk, Debra Trampe e Luk Warlop, insieme a Matthew Lewis, Peter Snyder, Robert Feldman, Robert Pietrzak, David Darby e Paul Maruff per aver dimostrato che, nell’urgenza di urinare, si prendono buone decisioni su alcune cose e cattive decisioni su altre cose (quali cose? non è dato saperlo!)

– Psicologia
a Karl Halvor Teigen per aver studiato il motivo per cui ogni giorno la gente sospira (ragazzi, ognuno ricerca quel che vuole…)

– Letteratura
a John Perry sulla teoria della procrastinazione, perché c’è sempre una cosa più importante di quella che stiamo facendo a cui dare precedenza…. (col risultato finale di non far nulla)

– Biologia
a Daryll Gwynne e David Rentz per aver scoperto un particolare tipo di scarafaggio che ciclicamente prova ad accoppiarsi con un particolare tipo di birra australiana (con risultati a dir poco deludenti…)

– Fisica
a Philippe Perrin, Cyril Perrot, Dominique Deviterne, Bruno Ragaru e Herman Kingma per aver studiato la ragione per cui ai lanciatori del disco vengono le vertigini, mentre non vengono ai lanciatori del martello (consigliamo il prossimo studio di farlo sul vomito, preferibilmente su soggetti a digiuno…)

– Matematica
a Dorothy Martin (che predisse la fine del mondo nel 1954), a Pat Robertson (che predisse la fine del mondo nel 1982), a Elizabeth Clare Prophet (che predisse la fine del mondo nel 1990), a Lee Jang Rim (che predisse la fine del mondo nel 1992), a Shoko Asahara (che predisse la fine del mondo nel 1997), a Credonia Mwerinde (che predisse la fine del mondo nel 1999), ed a Harold Camping (che predisse la fine del mondo il 21 Ottobre 2011), per aver dimostrato di non poter dimostrare la fine del mondo con la semplice matematica… (scusate, sto ancora ridendo!)

– Pace
a Arturas Zuokas, per aver dimostrato come il problema delle macchine di lusso parcheggiate nelle piste ciclabili possa essere risolto passandoci sopra con un carro armato (non sto scherzando…è tutto vero!)

– Sicurezza
a John Senders per aver condotto degli studi su automobilisti disattenti, che, indossando un casco con visore mobile non trasparente, aumentano la loro attenzione nei confronti della strada (il mal di testa però è assicurato!)

Completava la serata un’opera in 3 atti sulla chimica che dissertava su quanto la scienza sia presente ogni giorno, e ad ogni ora della nostra vita, persino quando andiamo in una comune sala da caffè. “Sugar, sugar, sugar and some cream” sulle musiche di “Funiculì funicolà” è stato, obiettivamente, un momento di alta intensità scientifica…

E ora, chi osa ancora dire che la scienza non è divertente, giuro che lo faccio ridere!
Please stop I’m bored!, Please stop I’m bored!, Please stop I’m bored!, Please stop I’m bored!…

30 settembre 2011

di Daniele Barbieri

Cosa unisce un approfondito studio per verificare gli effetti sulle cozze del Prozac e la ricerca dei politologi di Taiwan sulle risse fra parlamentari? E cosa hanno in comune una complessa indagine sulla rinotillexomania (cioè lo scaccolamento) degli adolescenti e la sveglia che appena suona «si nasconde, in maniera da assicurare che ci si alzi davvero»?

Tutte queste ricerche, portate avanti con metodo scientifico, hanno ricevuto un Ig Nobel. Si tratta di premi assegnati dal 1991, ogni anno a Boston il 30 settembre nel teatro della prestigiosa università di Harvard. Di solito 10 premi in categorie fisse con qualche menzione speciale.

Ecco chi ha vinto quest’anno.

Per la Fisiologia: Anna Wilkinson, Natalie Sebanz, Isabella Mandl e Ludwig Huber per aver compreso che gli sbadigli delle tartarughe non sono contagiosi. Per la Chimica: 7 ricercatori giapponesi per aver inventato un allarme olfattivo a base di wasabi (una pianta giapponese simile al ravanello) che avverte in caso di incendio. Per la Medicina a due ricercatrici e un ricercatore che (con l’aiuto di altri 6 scienziati) hanno dimostrato che, nell’urgenza di urinare, si prendono sia buone che cattive decisioni. Per la Psicologia premio a Karl Halvor Teigen per aver studiato i motivi per cui ogni giorno la gente sospira. Premio per la Letteratura a John Perry: la sua teoria della procrastinazione afferma che c’è sempre una cosa più importante di quella che stiamo facendo a cui dare precedenza. Daryll Gwynne e David Rentz vincono l’Ig Nobel della Biologia avendo scoperto un particolare scarafaggio che prova ad accoppiarsi con un tipo di birra australiana (è questione di colori). Quanto alla Fisica i 5 vincitori hanno indagato sulle ragioni per le quali i lanciatori del disco soffrono di vertigini e quelli di martello no. Per la Matematica premi multipli: Dorothy Martin (predisse la fine del mondo nel 1954), Pat Robertson (idem nel 1982), Elizabeth Clare Prophet (nel ’90), Lee Jang Rim (1992), Shoko Asahara (’97), Credonia Mwerinde (1999) e Harold Camping (predisse il 21 ottobre 2011) avendo costoro dimostrato che per calcolare la fine del mondo non basta la matematica. Arturas Zuokas vince l’Ig Nobel per la Pace, avendo dimostrato come il problema delle macchine di lusso parcheggiate nelle piste ciclabili possa essere risolto passandoci sopra con un carro armato. Per la Sicurezza vince John Senders: i suoi studi assicurano che gli automobilisti disattenti se indossano un casco con visore mobile non trasparente aumentano la loro attenzione. Il premio di quest’anno era una tavola periodica disegnata su una tavola di legno.

Nulla di tutto ciò che avete letto finora è uno scherzo anche se probabilmente vi ha fatto ridere.

L’idea molto seria degli Ig Nobel non è di andare a caccia di svitati ma di mostrare quante siano le ricerche improbabili pur se fondate sul metodo scientifico, quante le indagini serie, lunghe e costose ma del tutto inutili e appunto ignobili. Spesso indagini di equipes internazionali, con nomi ben noti. Alcune persone che hanno avuto l’Ign Nobel si sono lamentate ma la maggior parte dei premiati è felice o almeno finge, qualcuna se ne vanta e quasi briga per avere almeno una nomination. Parliamo talvolta di premi Nobel – come Roy Glauber – che, prima o dopo, ricevono anche l’Ig Nobel e/o finiscono nella giuria che deve scegliere gli “ignobili”.

Chi vuole saperne di più (e divertirsi) può smanettare in rete, soprattutto se sa l’inglese, oppure acquistare «I premi Ignobel» (Garzanti) di Marc Abrahms, l’inventore di questo straordinario gioco nonchè organizzatore e cerimoniere del 30 settembre oltreché animatore della rivista «Annals of Improbable Research».

Nel passato hanno vinto ricerche sulla «Cocacola usata come spermicida» (una leggenda metropolitana che ha provocato molte nascite indesiderate), sul lanciafiamme come antifurto nelle auto, sul «crock delle patatine», sui messaggi che arrivano dalla Nigeria per chiedere soldi, sul miglior modo per inzuppare un biscotto. Per la letteratura furono premiati (nel 1993) a pari merito i 975 co-autori di una ricerca con questa straordinaria motivazione: hanno pubblicato un lavoro con un numero di autori 100 volte maggiori delle pagine. Notevole anche il premio a John Mainstone «per un esperimento che iniziò nel 1927 in cui una goccia di catrame coagulato cade attraverso un imbuto al tasso di circa una goccia ogni 9 anni». Un Ig Nobel anche a chi ha studiato i composti chimici responsabili dei piedi che puzzano. Per restare ai cattivi odori premiate anche indagini su una mutanda con filtro in carbone per “imprigionare” le puzze o sulle comunicazioni fra aringhe attraverso i peti e (in letteratura) un breve saggio di Mara Sidoli intitolato «La scoreggia quale difesa contro un terrore intenso».

Bene l’Italia: fra gli altri c’è un Ig Nobel a Stefano Ghirlanda che con altri colleghi ha mostrato che, in fatto di volti umani, i polli hanno gli stessi gusti estetici degli studenti.

Non trova conferma invece se abbiano avuto un premio due ricerche quasi mitiche: la prima per dimostrare che l’Odissea non fu scritta da Omero ma da un altro greco che si chiamava come lui e l’altra (una indagine in molti Paesi) per accertare l’inesistenza di una ragione fisiologica se le donne muovano i fianchi camminando (“sculettino” detto popolarmente). Neppure è possibile accertare la fondatezza della voce secondo la quale si stanno raccogliendo firme per candidare la ministra Gelmini a uno speciale premio 2012 sui neutrini.

Redazione
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