Il vero lupo cattivo si chiama ENI

da ReCommon

L’attacco dell’industria fossile al Recovery Plan

Oltre 100 incontri con i ministeri dello Stato per accaparrarsi i soldi del Recovery Fund. L’attacco dell’industria fossile ai miliardi in arrivo dall’Europa descritto minuziosamente nella pubblicazione di ReCommon. Facendo leva sul loro accesso privilegiato ai decisori politici, colossi energetici come Eni e Snam sono riusciti a plasmare il Recovery Plan italiano, infarcendolo di false soluzioni come l’idrogeno e il biometano, dietro cui si nasconde il tentativo di vincolarci al gas per i prossimi decenni.

Il nostro impegno è quello di smascherare le grandi aziende che ci legano ad un futuro di sfruttamento e devastazione, sociale e ambientale.


Da qualche settimana abbiamo individuato una parola d’ordine per le nostre campagne di denuncia:
#bastafavole, per smascherare la falsa narrazione degli attori italiani che bloccano il cambiamento nel nostro Paese e nel mondo.
E quando ci riferiamo al Recovery Fund, alle soluzioni per la crisi climatica, alla politica energetica italiana e agli interessi geopolitici la multinazionale più importante e più dispensatrice di favole secondo noi rimane l’Eni.
Eni è partecipata per un terzo dallo Stato, il suo peso sulla
governance del Paese è immenso quanto a volte profondamente occulto. É protagonista di numerose inchieste giudiziarie che ruotano intorno alla corruzione e al malaffare. La sua comunicazione all’insegna del “greenwashing” è onnipresente, grazie ai suoi ingenti investimenti. Ma oltre gli spot c’è ben poco.

Abbiamo raccontato gli impatti delle attività dell’Eni su due comunità, nella vicina Basilicata e nel lontano Mozambico, con il webdoc “L’inganno” e un partecipatissimo webinar organizzato con gli amici di Nigrizia e con la testimonianza di Ilham Rawoot, dell’organizzazione locale JA!
Ci siamo fatti portavoce di due comunità, colpite dal business del colosso energetico, dalla Basilicata al Mozambico…
Abbiamo analizzato, contato e spiegato l’impatto della lobby dell’industria fossile sul PNRR, con Eni a tirare la volata, nel nostro nuovo rapporto “Ripresa e Connivenza” (clicca per scaricarlo).

Il nostro obiettivo non è riformare l’ENI, che riteniamo un’impresa impossibile, quanto quello di arginare il potere del “lupo cattivo”, dando voce alle comunità e ai territori che subiscono gli impatti delle sue attività e vogliono davvero cambiare.

«L’Inganno» – realizzato con la collaborazione dei video-maker lucani Salvatore Laurenzana e Mimmo Nardozza e il design di Parco Studio – è il webdoc prodotto da ReCommon che racconta tramite video, testi, fotografie e animazioni il vero volto dello sfruttamento petrolifero in Basilicata. Guarda il webdoc

Dentro la crisi in Mozambico

La favola del gas, il conflitto in atto, il fardello del debito e il ruolo giocato dall’Italia, spiegati nel webinar organizzato insieme a Nigrizia.
La registrazione è disponibile qui

Possiamo continuare a farci sentire, a indagare e denunciare solo grazie alla nostra indipendenza, in particolare quando parliamo di influenza delle lobby fossili sul Governo.
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La Bottega del Barbieri

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